Questo blog nasce per sensibilizzare tutti sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i "parchi giochi inclusivi". Di cosa si tratta? Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri...), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti. Questi sono i giochi che piacciono a noi. Per quanto riguarda l'altalena per carrozzine abbiamo scritto alcune riflessioni, (potete leggerle: qui e qui). Non siamo contrarie all'installazione di questo gioco nei parchi, (nei parchi gioco insieme ad altre strutture pensate per tutti i bambini), mentre abbiamo grossi dubbi sulla sua reale utilità quando viene installata in un prato, in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco. Questa altalena ultimamente è diventata “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità. E le persone con disabilità motoria lieve? E gli ipovedenti o ciechi? Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice. Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme. Se volete vedere le immagini dell'area giochi inclusiva di Rimini le trovate qui: Tutti a bordo!

domenica 4 dicembre 2016

Città del futuro viste dai bambini

I bambini di alcune scuole di Rimini hanno partecipato a "Una lettura fantastica", (Leo Scienza), e sono stati invitati a realizzare elaborati sul tema: "Inventiamo il futuro: macchine, città, creazioni, fantasie! Come e dove vivremo? Quali mezzi di trasporto useremo? Quali invenzioni cambieranno, faciliteranno e divertiranno la vita dell'uomo nel prossimo secolo?"






I bambini hanno disegnato robot e macchine del futuro ma chiedono anche strade sicure, aria pulita, spazi verdi per giocare, case solide, scuole accoglienti, altalene e skateboard volanti! :-)
Maggiori informazioni: http://www.leoscienza.it/aree-tematiche/societa-e-cultura/una-lettura-fantastica.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Sant'Agata: inclusione giocando

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità il Comune di Sant'Agata Bolognese conferma il proprio impegno nel proseguire il progetto volto a facilitare l'accesso dei bambini diversamente abili alle strutture ludiche e acquistando altri GIOCHI INCLUSIVi per i parchi del territorio.
Notizia integrale qui: http://www.comune.santagatabolognese.bo.it/news/3-dicembre-2016-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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Altalena per carrozzine a Palma di Montechiaro

L’Associazione Per La Vita Onlus è lieta di annunciare l’inaugurazione di un piccolo parco giochi inclusivo, il primo a Palma di Montechiaro. L’iniziativa di beneficenza prevedeva l’acquisto e donazione alla collettività di un’altalena per disabili, con successo raggiunto l’obiettivo abbiamo inserito altri giochi per bambini normodotati.
Notizia integrale qui: http://www.radiosiciliaexpress.com/rse/4487-2/

Un bellissimo gesto, la donazione di un gioco che permette anche a bambini che non possono lasciare la carrozzina di dondolare... Però non chiamatelo "parco inclusivo". Un parco inclusivo è un luogo dove i bambini giocano tutti insieme utilizzando possibilmente le stesse strutture gioco. L'altalena per carrozzine è un gioco esclusivo, può essere utilizzato solamente da utenti in carrozzina. In un parco giochi inclusivo è progettato in maniera tale che i bambini abbiano la possibilità di confrontarsi, di salire sullo stesso gioco e magari aiutarsi a vicenda. Un parco giochi inclusivo deve riuscire a creare inclusione. Come può farlo un gioco su cui i bimbi non in sedia a ruote non possono salire?

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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sabato 3 dicembre 2016

Rimini, tavola rotonda barriere fisiche e culturali

3 Dicembre, giornata internazionale delle persone con disabilità. In occasione di questa ricorrenza si è tenuta nella mattina di oggi a Rimini una tavola rotonda presso il Museo della città. Un confronto con alcuni esperti in materia di barriere architettoniche e culturali. Dopo la proiezione del video che ha riassunto la giornata di ieri, (Io valgo... Oltre le barriere), sono intervenuti diversi relatori:
- Paolo Ramonda (responsabile generale APG XXIII)
- Roberta Frisoni (assessore con deleghe alla mobilità, gestione del territorio e demanio);
- Nicola Bastianelli (architetto e co-ideatore del progetto Tutti a bordo!);
- Giovanni Sapucci (direttore del CEIS);
Nella seconda parte del convegno sono stati presentati anche alcuni interessanti progetti da parte di alcune associazioni: Rimini Autismo, Crescere Insieme e A.S.D AG23. Gli interventi sono stati moderati da Simona Mulazzani (Icaro TV).
L'assessore Roberta Frisoni ha illustrato la situazione della città di Rimini ricordando a tutti che spesso, se un problema non ci tocca in prima persona, fatichiamo ad avere rispetto e ad immedesimarci in situazioni che provocano disagio come ad esempio automobili parcheggiate sulle rampe di accesso ai marciapiedi. L'amministrazione di Rimini è impegnata per rendere Rimini una città il più possibile accessibile a tutte le persone con interventi anche sui mezzi di trasporto pubblici per garantire il diritto a muoversi per la città e visitare luoghi di interesse pubblico. La percentuale di mezzi pubblici del percorso urbano accessibile a passeggeri con ridotta capacità motoria è molto alta ma il Comune continuerà a impegnarsi per offrire un'accessibilità sempre più elevata. 86% dei mezzi pubblici su percorso urbano è dotato di pianale ribassato.

L'architetto Nicola Bastianelli ha raccontato l'esperienza partecipativa nella realizzazione dell'area giochi inclusiva "Tutti a bordo!" in piazzale Fellini e ha sottolineato quanto abbia imparato sia a livello personale che professionale da questo progetto riguardo punti e questioni che l'università non insegna e neanche le norme tengono in considerazione. Il tema area inclusiva sta diventando fortunatamente una parola conosciuta e non vuol dire appunto separare ma includere.
"Mi ricordo il primo approccio da profano a queste tematiche e subito mi resi conto che erano tematiche molto delicate, che la preparazione che avevo non era sufficiente e dissi all'assessore che avevamo bisogno di farci aiutare. Imboccammo subito una strada che è quella di cui altre amministrazioni dovrebbero far tesoro. Non la strada più semplice: realizzare un'area gioco da catalogo che crea pochi problemi all'amministrazione e ai progettisti ma che non soddisfa veramente le esigenze ma la strada più complicata e difficile che comporta dei confronti ma il cui risultato è sicuramente garantito. Abbiamo deciso di coinvolgere un gruppo di associazioni e mamme che dal primo giorno hanno partecipato a questo tavolo insieme a un collaboratore professionista specializzato in queste tematiche: Fabio Casadei. Questo tavolo ha iniziato a progettare dal primo giorno, anche dall'individuazione dell'area. Come amministrazione non abbiamo fatto cadere delle decisioni dall'alto ma ci siamo seduti con tutte queste persone, con chi vive queste problematiche tutti i giorni, con noi che conosciamo le norme, e chi conosce anche l'esperienza dell'estero, (Fabio Casadei), perché dal punto di vista di queste tematiche l'Italia non è al passo con i tempi.
L'idea è partita subito da una prima esigenza: non creiamo una spianata con dei giochi ma inseriamo il progetto all'interno dell'area che è stata scelta appunto per gli alberi, il numero di servizi presenti, parcheggi, ...
L'idea era quella di fare un parco vicino al mare con tema marino. Caratteristica del parco è il mostro marino Tuiotù che è scivolo, rampa, gioco di arrampicata, area di sosta, ... Lo scivolo era uno degli elementi che le mamme ci avevano chiesto con forza. Tutto quello che vi racconto è emerso dal confronto del tavolo di lavoro, faccio un esempio: molte aree inclusive che realizzano le amministrazioni in Italia sono dotate della altalena "inclusiva", come la chiamano: l'altalena per carrozzina. Ci siamo subito guardati negli occhi nel tavolo e abbiamo capito che non era la strada giusta scegliere questo tipo di gioco ma la richiesta era uno scivolo per tutti, uno scivolo dove tutti potessero scivolare, magari anche insieme.
I risultati di questo confronto, che molte volte ha fatto sì che si superasse la norma, (noi come progettisti avremmo potuto stare sul nostro tavolo e progettare un'area giochi rispettando le norme pedissequamente senza avere nessun problema), ma le richieste che emergevano dalle mamme e dalle associazioni erano diverse, non erano scritte nelle norme e abbiamo compreso che erano un aspetto che avrebbe reso il parco più fruibile, migliore.
I parco è immerso nel verde, molte aree gioco inclusive in Italia sono dei parcheggi con dei giochi all'interno e non sono fruibili e piacevoli, mentre nel parco di Rimini si è pensato anche all'ombra per creare spazi di sosta piacevoli in estate.
Le associazioni non si sono poste verso l'amministrazione in modo "lista della spesa: vogliamo questo, questo, questo, ..." perché per noi progettisti sarebbe stato solo un elenco. Ci son stati sempre consigli e proposte e dall'altra parte noi abbiamo condiviso e ribattuto su ogni punto in base alle nostre esperienze prima di tutto normative e poi in base agli aspetti gestionali che i cittadini non conoscono. Faccio un altro esempio concreto: ci fu anche una bellissima discussione riguardo la giostra girevole e mi ricordo che le associazioni e le mamme dissero che era un gioco molto bello, noi invece, grazie alla nostra esperienza, spiegammo che questo tipo di gioco crea molti problemi dal punto di vista manutentivo. Inoltre l'ambiente marino con la presenza di sabbia può provocare danni agli ingranaggi e quindi venne scelto il gioco d'acqua.
Nel parco abbiamo cercato di rispondere alle esigenze presentate dalle mamme allo scopo di rendere il parco il più fruibile possibile, puntando al voto massimo. Oggi l'area giochi è piena di bambini."
Anche il direttore del CEIS Giovanni Sapucci ha fatto un bellissimo intervento sulla scuola spiegando come un luogo dove ai nostri bambini viene impartita l'istruzione dovrebbero essere a misura di tutti, compresi bambini con bisogni educativi speciali. Ha parlato dell'esperienza italiana dove non sono mai esistete vere e proprie scuole speciali ma dove si è deciso che i bambini, tutti, devono frequentare gli stessi luoghi di istruzioni ma dove, però, oggi si da tanta importanza alla LIM e non al modello che si utilizza per fare lezione.

Sono stati poi presentati alcuni bellissimi progetti di inclusione sociale. Noi speriamo che si continui a parlare di abbattimento di barriere, progettazione partecipata, (che da ottimi risultati), e di inclusione sociale. Non solo nella giornata di oggi ma tutto l'anno!

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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Follonica i parchi gioco nuovi saranno pronti a gennaio

Follonica (Grosseto). Arrivano nuovi giochi per i piccoli nei parchi follonichesi: anche tavoli e altalene per disabili. Il Comune ha speso circa 100.000 euro per dotare l’area dedicata ai bambini nella pineta di levante (ma anche quella di ponente e altri spazi verdi cittadini) di nuovi arredi, ma soprattutto di nuove strutture per far divertire i piccini.
Il materiale acquistato è eco-sostenibile e inclusivo nel senso che si è pensato, ad esempio, tavoli allungabili in legno per picnic che sono costruiti per accogliere delle sedie a rotelle, così come altalene di due tipologie differenti ma sempre predisposte per far divertire anche piccoli con disabilità.

Notizia integrale qui: http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2016/12/02/news/parchi-gioco-tutti-nuovi-saranno-pronti-a-gennaio-1.14505453

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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venerdì 2 dicembre 2016

Io valgo... Oltre le barriere - Area giochi inclusiva "Tutti a bordo!"

Questa mattina si è tenuta a Rimini una marcia organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con Rete Centri Rimini: IO VALGO... OLTRE LE BARRIERE.
Sono stati presentati e premiati simbolicamente due progetti che hanno contribuito all'abbattimento delle barriere nella città di Rimini. Uno dei progetti è la realizzazione dell'area giochi inclusiva "Tutti a bordo". Qui sotto potete leggere i brevi interventi di Elvira Cangiano, Claudia Protti e Raffaella Bedetti.


Elvira Cangiano:
Quattro anni fa, novembre 2012, due mamme, si incontrano in una palestra frequentata dai loro bambini e cominciano a parlare dei loro figli.
La prima mamma ha tre figli, di cui due in sedia a rotelle. Bambini vivaci, che le chiedono spesso di fermarsi a giocare nelle diverse aree gioco della città, inaccessibili e spesso pericolose per la loro condizione. Obbligata, quindi, il più delle volte a girarne alla larga, a inventare scuse e giri tortuosi per evitarle ...
L’altra mamma, ha due figli ed è un consigliere comunale.
Nasce, subito, il desiderio di condividere un sogno, la realizzazione di un parco giochi per tutti, un luogo dove tutti i bambini nel rispetto delle proprie capacità e diversità abbiano garantito il diritto al gioco.
Ha inizio un’avventura durata poco più di tre anni…
È da quell’incontro, tra due mamme, fino a poco tempo prima sconosciute, che è partito il tutto:

- la ricerca di esperienze fatte in altre città;
- la mozione presentata e approvata all’unanimità dal consiglio comunale;
- il finanziamento, dopo qualche anno e infine il coinvolgimento delle associazioni del territorio, di altri genitori per pensare e progettazione insieme l’area giochi,di cui vi dirà meglio Claudia.

Una progettazione partecipata, dove l'ente pubblico, le associazioni e i semplici cittadini si riuniscono intorno allo stesso tavolo e decidono insieme perché ciascuno è portatore di un sapere riconosciuto e valorizzato dall’altro, nell’interesse di tutti.
Un cammino lungo e qualche volta faticoso, svolto con tenacia, perseveranza e tanta passione.
Un progetto nato dal basso, importante, ambizioso, perché l’amministrazione comunale, nell’ impegno preso di realizzarlo e nella scelte fatte, ha accettato una grande sfida, ha investito sul futuro e sul cambiamento culturale.
Perché il parco "Tutti a bordo!" non è la somma dei suoi giochi accessibili ma è molto, molto di più. È un laboratorio, a cielo aperto, di socializzazione e inclusione sociale, di conoscenza e rispetto dell’originalità e diversità di ognuno, dove i bambini fin da piccoli, imparano giocando il rispetto delle differenze, l’empatia, l’accoglienza dell’altro, a vivere insieme. Un regalo per tutti.
Per tutto questo, voglio ringraziare tutte le persone che in tempi e in modi diversi hanno contribuito a realizzare questo sogno. In particolare Carla Franchini, mamma, ex consigliere comunale, che ha fortemente creduto in questo progetto e ha lavorato per la sua realizzazione, il Comune di Rimini, che, come ho già detto in un’altra occasione, lo ha realizzato ancora più bello di quanto l’immaginassi e a cui ho subito chiesto di realizzarne altri..
Un grazie anche a voi che oggi ci avete invitato e dato l’opportunità di raccontare una bella storia.

Claudia Protti, Raffaella Bedetti, Elvira Cangiano, Carla Franchini

Claudia Protti & Raffaella Bedetti:

Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno partecipato al gruppo di lavoro, istituito e coordinato dall'Unità Operativa Qualità Urbana di Rimini per la realizzazione dell’area giochi “Tutti a bordo!”.
Ogni persona e associazione ha dato un piccolo ma importantissimo contributo, il parco è il frutto del lavoro di tante persone e non sarebbe lo stesso parco che potete vedere oggi se qualcuna di queste persone non avesse partecipato!
Grazie a:

- Elvira Cangiano che per prima, con grande determinazione, si è battuta per avere a Rimini uno spazio gioco inclusivo
- Comune di Rimini che ha finanziato questo bellissimo parco e ha creduto che fosse importante realizzare uno spazio privo di barriere e il più possibile accessibile e fruibile da parte di tutti i bambini
- Fabio Casadei, il designer che con passione e fantasia ha ideato il nostro simpaticissimo serpente scivolo Tuiotù per garantire a tutti il bambini il diritto al gioco
- tutte le associazioni che hanno partecipato agli incontri: UILDM Rimini, Crescere Insieme, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Rimini, Papa Giovanni XXIII, Parchi per tutti. Ogni associazione ha contribuito al miglioramento di ogni dettaglio del parco

Questo parco inclusivo è uno dei pochissimi in Italia, ne esistono poco più di 30. Dobbiamo essere orgogliosi di avere nella nostra città un luogo dove si è cercato di abbattere ogni tipo di barriera.
Io e Raffaella siamo davvero grate per aver avuto la possibilità di partecipare in maniera attiva a questo progetto e orgogliose di vivere in una città che cerca di migliorare e rendere più accessibili i propri spazi. Questo è un gesto importante e non è rivolto solamente alle persone con disabilità: durante la nostra esistenza attraversiamo fasi in cui siamo più o meno abili nel camminare, correre, arrampicarci, …
Uno spazio privo di barriere architettoniche è uno spazio migliore per tutti!


Grazie a tutti di cuore! E speriamo tanto che la cultura del parco giochi inclusivo possa diffondersi in ogni città!
Articolo e breve video della manifestazione su riminisocial2.1 qui: http://www.newsrimini.it/2016/12/giornata-disabilita-rimini-valgo-lapg23/
Se sei interessato all'argomento leggi anche l'articolo Rimini, tavola rotonda sulle barriere fisiche e culturali. Al convegno è stato presentata dall'Arch. Nicola Bastianelli l'esperienza partecipativa nella realizzazione dell'area giochi inclusiva "Tutti a bordo!" in piazzale Fellini: http://parchipertutti.blogspot.it/2016/12/rimini-tavola-rotonda-barriere-fisiche.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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martedì 29 novembre 2016

Progettazione inclusiva, convegno a Reggio Emilia

Sensibilizzare e informare i progettisti sul loro ruolo nel creare spazi vivibili e fruibili dalle persone, in qualunque situazione di vita e salute si trovino. È questo l’obiettivo dell’evento “Il diritto alla città per tutti: vivere la città senza barriere”, in programma giovedì 1 dicembre dalle ore 9.00 presso la sede di Reggio Emilia dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Palazzo Dossetti, ex Caserma Zucchi, viale Antonio Allegri 9, Aula D1.1).
Notizia integrale qui: http://www.cerpa.org/index.html?pg=28&id=736

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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Varese: riqualificazione parchi

Varese. Il progetto di riqualificazione delle aree giochi presentato dall’assessore, insieme ai tecnici del verde pubblico del Comune, partirà nei prossimi giorni e prevede la sistemazione di alcuni giardini di quartiere e delle aree giochi distribuite nelle aree verdi cittadine. I lavori costeranno circa 350 mila euro.

Saranno molti gli interventi su cui si concentrerà l’amministrazione nei prossimi mesi. Si procederà all’adeguamento delle attrezzature e alla sistemazione delle pavimentazioni per garantire la sicurezza, si eseguiranno interventi di lavaggio e verniciatura dei giochi, verranno installati nuovi giochi nelle aree ludiche, incremento delle attrezzature ludiche adatte anche a bambini con disabilità.
Notizia integrale qui: http://www.varesereport.it/2016/11/25/varese-aree-giochi-belle-e-pulite-parola-dellassessore-dino-de-simone/

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lunedì 28 novembre 2016

Fasano, in arrivo il parco giochi inclusivo!

FASANO - Manca davvero poco alla realizzazione del primo parco giochi inclusivo a Fasano. Il progetto, voluto fortemente dalla rete 'L'Halveare' era stato già sottoposto alla Giunta comunale trovando l'unanimità dei consensi ma un cavillo tecnico ha solo rimandato di qualche giorno l'approvazione della delibera. Dopo di che si passerà ai lavori. Insomma, pare proprio che si sia giunti al rush finale e che entro la fine dell'anno il parco giochi e la nuova illuminazione pubblica saranno installati nella villa comunale di Fasano.
Notizia integrale qui: http://www.osservatoriooggi.it/notizie/attualita/17151-fasano-parco-giochi-nuova-illuminazione-villa-comunale

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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domenica 27 novembre 2016

Consiglio di lettura: Il giardino dei segreti - Penny Ritscher

Buongiorno, oggi vi propongo una lettura leggera ma ricca di spunti riguardante gli spazi esterni dei servizi per l'infanzia: IL GIARDINO DEI SEGRETI organizzare e vivere gli spazi esterni nei servizi per l'infanzia. Autore: Penny  Ritscher.
Sì, questo blog ha come argomento principale i "parchi gioco inclusivi" ma in questo libro sono presenti suggerimenti che possono essere applicati anche nella progettazione del parco giochi. Nel libro viene data grande importanza alla progettazione di uno spazio esterno; certo un parco giochi pubblico è differente, per tanti motivi, dal giardino di una scuola infanzia ma oggigiorno troppo spesso il parco pubblico viene realizzato tramite la semplice scelta di 2/3 strutture gioco da un catalogo. Quasi mai si tiene conto di chi lo frequenterà, se nella zona dove verranno installati i giochi sono presenti zone d'ombra, fontanelle, toilette, ... Quasi mai si pensa ad offrire qualcosa in più rispetto alle solite tre attrezzature: scivolo, altalena, gioco a molla. Eppure i bambini al parco vivono delle esperienza uniche e importanti, (Peter Gray - Lasciateli giocare). Perché non cogliere almeno qualche suggerimento per rendere un parco giochi pubblico uno spazio migliore, più interessante e stimolante per i giochi dei bambini? Talvolta sono sufficienti piccoli accorgimenti...
Qui sotto potete trovare alcune citazioni tratte dal libro.

Dalla prefazione, (Gianfranco Staccioli):
Froebel quando parlava di giardini (il suo primo giardino d'infanzia risale al 1839) pensava ad un programma istituzionale ben programmato (anche se ludico e pieno di doni) nel quale si potessero curare le fresche pianticelle-bambini attraverso - appunto - delle educatrici 'giardiniere' che 'annaffiavano' ed irrobustivano i teneri germogli. Il giardino ed il giardinaggio erano soprattutto una metafora.

Dal libro, (Penny Ritscher): 
Perché un giardino sia 'segreto' non sono necessari muri alti, edere, o una porta chiusa a chiave, (Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett). Per i bambini, ogni spazio esterno è, in certi sensi, 'segreto'. È segreto perché la natura è piena di segreti ed offre un'infinità di attrazioni, anche piccolissime, da esplorare. Ed è segreto nel senso che rimane poco colonizzato dalle intenzioni degli adulti. In giardino i bambini progettano, decidono, concordano, realizzano, seguendo una loro logica. È una logica 'segreta', nel senso che ad un adulto può sembrare illogica.

Nei nostri servizi  per l'infanzia come possiamo fare per offrire degli spazi esterni 'magici'? Quali sono gli accorgimenti, anche piccoli, che possono arricchire il giardino e favorire i giochi 'segreti' dei bambini? Come dovrebbero intervenire gli adulti per sostenere i bambini nei loro giochi senza schiacciarne la magia?
Si tratta di creare spazi esterni accoglienti e belli, spazi che favoriscono non solo i noti movimenti esuberanti ed avventurosi ma anche l'intimità e la tranquillità. Si tratta di mantenere gli spazi esterni con la tessa cura, o quasi, che si dedica agli spazi interni.
In una società sempre più urbanizzata (anche mentalmente), offrire un giardino di 'segreti' non è un optional, è un compito  educativo urgente.

Potenzialmente il giardino costituisce un laboratorio dell'intelligenza, non solo dell'intelligenza cognitiva ma anche di quella percettiva, sensoriale, corporea, motoria, creativa, progettuale, emotiva, sociale, etica...

Il giardino è - cioè, deve essere -  un luogo articolato, accogliente, affascinante, pieno di 'segreti'. Come gli spazi interni, anche quelli esterni vanno pensati accuratamente.
Gli accorgimenti chiave da tenere presenti sono: recinzione, cancello, prato, alberi, cespugli, siepi frangivento, nicchie verdi, zone d'ombra e zone di sole, zone pavimentate, divisori, dislivelli naturali ed artificiali, arredi fissi, sabbia, prese d'acqua, aiuole sollevate, strutture per il riordino, aspetto estetico.

Ai bambini piace molto salire e scendere. Ogni dislivello - muretto, gradino, rampa, discesa,  - è un invito a muoversi. Piace salire e vedere il mondo dall'alto, piace scendere con un salto, o ruzzolare giù, o correre giù con un accelerando. I dislivelli naturali sono una risorsa, vanno valorizzati, non eliminati. Per arricchire una discesa vi si possono incassare dei gradini smussati o uno scivolo. In un terreno troppo piatto si può creare una collinetta artificiale, o creare dislivelli con dei tronchi d'albero disposti orizzontalmente e con delle sezioni di tronco di varie altezze. Per i piccoli, che hanno acquisito da poco la mobilità, servono dislivelli minimi. I bambini, via via che crescono, cercheranno delle sfide sempre maggiori, fino ad arrampicarsi su un albero.

Bisogna essere realistici. Servono piante rustiche, a bassa manutenzione, piante che non hanno bisogno o quasi di essere annaffiate, potate, concimate, trattate. Servono piante robuste e resistenti. I giochi dei bambini sono causa di usura. Servono piante con fioriture scaglionate, per offrire delle attrazioni tutto l'anno. Piante per creare zone d'ombra, ma ben collocate per non togliere luce e sole dove d'inverno questi servono. A questo scopo vanno bene piante spoglianti. Servono rampicanti per mascherare, imbellire, ammorbidire reti di recinzione e muri di cemento.

Per tradizione, in un giardino per l'infanzia ci debbono essere certe attrezzature tipiche (altalena, scivolo, giostra, arrampicatoio, dondolo a bilico ...). Nell'immaginario collettivo la presenza di questi grandi oggetti è la caratteristica principale del giardino, nonostante il fatto che - come rivela un'osservazione più attenta - l'uso 'standard' delle attrezzature è solo una piccola parte della vita nel giardino.
Le attrezzature sono strutture ideate per sperimentare dei grandi movimenti emozionanti (dondolare, ruzzolare, girare, arrampicarsi ...). Offrono occasioni per compiere degli exploit, per provarsi, per superarsi.
Giocare sulle attrezzature è un processo complesso, ed il divertimento ne è solo un aspetto. Altri aspetti: osservare i compagni, avvicinarsi, scegliere il momento, prendere coraggio, osare, farsi avanti, tirarsi indietro, riprovare, affinare le proprie abilità con pazienza e costanza, esibirsi, condividere l'esperienza con altri, prendere delle decisioni, interrompere, riprendere, inventare delle variazioni, crescere nell'autostima e fiducia in sé...

Gli animaletti sono diversi da noi, ma non sono alieni: non sono - come gli oggetti virtuali su uno schermo da videogioco - oggetti da 'distruggere' per il piacere di distruggere. Se si uccide un animaletto vero, non si può resuscitarlo cliccando sul mouse. Gli animaletti in giardino rappresentano  un'occasione  per avvicinarsi al mistero reale della vita e della morte e per capire come le proprie azioni vi possono incidere.

Fuori dai servizi, a casa, i bambini sono spesso senza compagni. Per 'fare compagnia' ad un bambino solitario vengono adoperato i mass media. Il risultato è un 'tempo libero' che in realtà è un tempo programmato dai media. Di conseguenza, in mezzo al benessere materiale si rischia di arrivare alla situazione assurda di bambini che non sanno giocare autonomamente, di bambini che vengono giocati dai loro stessi giocattoli. Bambini sottosviluppati sul piano ludico, che di fronte ad un tempo 'vuoto' (cioè non strutturato da altri) rimangono smarriti.


Claudia Protti 
Parchi per tutti
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