Questo blog nasce per sensibilizzare tutti sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i "parchi giochi inclusivi". Di cosa si tratta? Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri...), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti. Questi sono i giochi che piacciono a noi. Per quanto riguarda l'altalena per carrozzine abbiamo scritto alcune riflessioni, (potete leggerle: qui e qui). Non siamo contrarie all'installazione di questo gioco nei parchi, (nei parchi gioco insieme ad altre strutture pensate per tutti i bambini), mentre abbiamo grossi dubbi sulla sua reale utilità quando viene installata in un prato, in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco. Questa altalena ultimamente è diventata “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità. E le persone con disabilità motoria lieve? E gli ipovedenti o ciechi? Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice. Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme. Se volete vedere le immagini dell'area giochi inclusiva di Rimini le trovate qui: Tutti a bordo!

lunedì 27 febbraio 2017

Parchi inclusivi, il designer: “Aggiungere due altalene per disabili non serve a nulla”

“Aggiungere due altalene sulle quali possono salire i bambini in carrozzina, spesso poco sicure e non custodite, non significa affatto realizzare un parco giochi inclusivo”. Fabio Casadei è il progettista e designer che, dopo un percorso partecipato insieme al Comune di Rimini, alle blogger di “Parchi per tutti” Claudia Protti e Raffaella Bedetti e a Elvira Cangiano, mamma di due bambini con disabilità, ha disegnato l’area inclusiva al Parco Federico Fellini. Oggi alle 17 sarà ospite dell’assessorato alla Scuola del Comune di Ravenna in via Garatoni 1 per parlare, in un incontro su invito, di parchi per tutti.
“Non per cattiveria ma per mancanza di conoscenza, molti Comuni hanno preso da qualche anno ad aggiungere qualche altalena accessibile a chi è in carrozzina, pensando di essere a posto. In Italia siamo arrivati a 242. Ma quello non sarà un parco inclusivo, sarà esclusivo: su quei giochi non potranno salirci tutti e c’è chi si farà pure male. Realizzare un parco inclusivo significa che il bambino disabile deve poter accedere, poi interagire con gli altri, infine utilizzare i giochi in autonomia o comunque in sicurezza”.
Notizia integrale qui: http://www.emiliaromagnamamma.it/2017/02/parchi-inclusivi-il-designer-aggiungere-due-altalene-per-disabili-non-serve-a-nulla/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

domenica 26 febbraio 2017

Happy Family Expo 2017

Happy Family Expo 2017 - TALK SHOW “I SERVIZI 0/6 – LA LEGGE REGIONALE, LA PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE, CRESCITA E BENESSERE ATTRAVERSO LE ATTIVITÀ ALL'APERTO“ domenica 26/02/17 - ore 14:30 (Sala Borsa) – Trasmissione a invito.
Amministratori, tecnici, ma anche genitori e cittadini si confrontano sui Servizi rivolti ai bambini e alle famiglie e sui cambiamenti apportati recentemente alle norme regionali. La straordinaria ricchezza - in termini di quantità e qualità - di risorse dedicate ai più piccoli nel territorio emiliano-romagnolo rappresenta il riconoscimento di diritti e un grande investimento per il futuro.
Il talk show, registrato da TeleRomagna, offrirà uno spaccato del territorio romagnolo e delle sue peculiarità in tema di Servizi per l’Infanzia, per i genitori e per le famiglie, ben rappresentato a Happy Family Expo 2017, ottima opportunità di informazione e conoscenza.

Partecipano fra gli altri:
Elisabetta Gualmini, Vicepresidente Giunta Regione Emilia-Romagna
Davide Drei, Sindaco Città di Forlì
Gian Luca Bagnara, Presidente Fiera Forlì
Maria Grazia Pascucci, Servizio Sanità pubblica- Regione Emilia-Romagna
Ouidadi Bakkalì, Assess. Pubb. Istruzione e Infanzia, Formazione - Ravenna
Lubiano Montaguti, Vicesindaco, Ass. Politiche Educative Formazione, Istruzione - Forlì
Paolo Zanelli, Dirigente Serv. Politiche Educative e Genitorialità - Forlì
Lorella Zauli, Ufficio Scolastico Provinciale FC  
Enrico Valletta, Direttore UO Pediatria OspedalePierantoni Forlì
Teresa Campidelli, Coordin. pedagogica Servizi 0/6 - Forlì
Alberto Mazzotti, Presidente Consulta Genitori dei Servizi comunali 0/6 - Forlì
Helenia Fantini, Centro per le Famiglie - Forlì
Massimo Marcuccio, Professore associato, Dip.to Scienze Educazione Università di Bologna
Michela Schenetti, Ricercatrice confermata e docente Dip.to Scienze Educazione - Università di Bologna

Insegnanti, cittadini, genitori, associazioni contribuiranno presentando esperienze particolarmente innovative del territorio romagnolo. Rappresenteranno quanto la partecipazione di genitori e cittadini qualifichi e renda i Servizi 0/6 dei beni preziosi per tutta la comunità e quanto l’attenzione ai neogenitori possa rientrare fra le azioni necessarie al benessere delle famiglie contemporanee, così come un rinnovato interesse verso stili di vita più salutari ben si accosti a una maggiore attenzione a sfruttare l’ambiente esterno come contesto di apprendimenti importanti, ove bambino e adulto possono, insieme, stupirsi ed imparare.
L’evento sarà trasmesso sui canali 14/74 nelle giornate successive.

Notizia integrale qui: http://www.happyfamilyexpo.it/eventi.aspx?IdEvent=362

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

venerdì 24 febbraio 2017

Parco giochi classico e parco giochi inclusivo spiegato da un bambino

Parco giochi classico e parco giochi inclusivo, ve lo spiega un bambino di 9 anni in tre minuti!
Note: i sassolini molto lisci sono i vialetti in ghiaino lavato :-)



Fate un po' voi... Se l'ha capito lui, forse possono capirlo anche i grandi, anche le persone che si occupano di realizzare le aree gioco, chi vende le strutture per parchi, i Sindaci, ...
A presto con nuovi video!

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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giovedì 23 febbraio 2017

Un'altra altalena per bambini con disabilità su ghiaia

Fossano (Cuneo). È stato inaugurato martedì 21 febbraio il parco cittadino di piazza Romanisio sul quale il comune è intervenuto per installare nuovi giochi, ridipingere le panchine e restituire un po’ di verde ai tanti bambini del quartiere. Un investimento importante che ha portato il comune ha spendere 42 mila Euro, (con il contributo di 8.700 Euro raccolto dalla Strafossan 2016), e impiegato per dotare il parco di un’altalena inclusiva adatta ai bambini diversamente abili e scelta in collaborazione con l’associazione Camminare Insieme.
Notizia integrale qui: http://www.targatocn.it/2017/02/23/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/rifatto-il-look-a-tre-parchi-cittadini-a-fossano-la-bellezza-dellaltalena-inclusiva.html

"Voi" continuate a installare giochi potenzialmente fruibili da parte di bambini con disabilità su terreni non accessibili e noi continuiamo a rompere le scatole! Ce lo spiegherete, prima o poi, perché una mamma deve spingere con fatica, e rischi, una carrozzina per disabili su ghiaia per raggiungere un'altalena, perché noi proprio non lo capiamo... Non ha alcun senso installare una simile altalena su un terreno non accessibile con facilità alle carrozzine. Ma avete mai provato a spingere una carrozzina su uno strato di ghiaia?

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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mercoledì 22 febbraio 2017

Emozioni al Dynamo Camp - Raffaella Bedetti

Perché questo post... Perché considero il Dynamo un parco giochi, anzi IL parco gioco, il parco giochi inclusivo e accessibile che ogni regione dovrebbe avere. Certo stiamo parlando di una struttura privata e con dei volontari che assistono ogni attività ricreativa, ma la gioia e la serenità dei bambini che si incontrano qui è proprio quella che vorrei vedere in tutti i bambini con difficoltà quando vanno al parco giochi sotto casa, almeno per un oretta a settimana.


DYNAMO CAMP: LA NOSTRA ISOLA FELICE DOVE TUTTO SI PUÒ
Esiste un luogo immerso nella natura da dove, una volta arrivati, non vorresti più ripartire. Se non lo avessi vissuto in prima persona forse ancora dubiterei dei messaggi tipo "qui tutto è possibile - il luogo dove i sogni diventano realtà - i limiti non esistono". Due anni fa, quando siamo stati contattati per partecipare ad un soggiorno di 3 giorni con tutta la nostra famiglia, leggevo e rileggevo i fogli da compilare e mi chiedevo se avessero veramente idea dei limiti che può avere un bambino in carrozzina e se fosse normale chiederci se potesse partecipare all'arrampicata a parete. Abbiamo preparato le valige e siam partiti con tanta curiosità ma anche con i nostri timori.
Varcato l'ingresso del Dynamo Camp siamo stati letteralmente catapultati in un mondo fatto di sorrisi, allegria, saluti, il nostro nome rimbalzava da una persona all'altra "è arrivata la famiglia Agostini", (lo ammetto, per i primi cinque minuti ho pensato che fossero tutti pazzi), chi si occupava dei nostri bagagli, chi ci presentava due ragazze che avrebbe "seguito" le nostre pesti, chi ci consegnava un programma attività, e tutti sorridendo, tutti come se ci conoscessero da tempo.
È stato difficile non lasciarsi contagiare da tanto entusiasmo, ma  il Dynamo è proprio questo. Ed è altrettanto difficile riuscire a trasmettere tutte le infinite emozioni positive che si vivono in quel luogo.
Più volte parlandone mi son sentita dire che mi brillano gli occhi, come potrebbe non essere così ricordando l'emozione di mio figlio che, con la sua disabilità motoria, riesce a fare l'arrampicata a parete fino alla fine e non vuol più scendere? Come può non essere così quando mi ricordo che mio figlio mi salutava euforico dopo la colazione e se ne andava con gli atri bambini e le loro spider e i volontari per andare in piscina senza di noi? Ma dico... Senza di noi?!
Dynamo Camp è un camp di terapia ricreativa dove tutti i bambini possono lasciare da parte le loro difficoltà, la malattia, le terapie mediche, le ospedalizzazioni e divertirsi spensierati in tante attività. Qui i bambini non partecipano per  essere curati. anche se qui una cura viene somministrata a insaputa di tutti: una cura per il nostro cuore. I bambini vivono il camp in piena autonomia, sempre affiancati dai volontari: i dynamici, non è indispensabile sapere che malattia abbiano ma sono tutti istruiti su come aiutarli e come intervenire in caso di necessità. I dynamici appaiono in mensa per la colazione e sono una figura sempre presente nell'arco di tutta la giornata fino all'ora di tornare nelle casette per la buonanotte. te li ritrovi all'improvviso a fianco e ti ripetono "mamma finisci pure di pranzare, lo porto io in bagno!"
Tutte le strutture del camp sono completamente accessibili, addirittura c'è la rampa di fianco al maneggio dei cavalli per far arrivare i bimbi in carrozzina ad altezza cavallo e da qui, in sicurezza, salgono a cavallo per la loro passeggiata! E la rampa anche per salire sul palco del teatro? E i pulmini per gli spostamenti dentro al camp? Tutti con la pedana!
Noi abbiamo avuto la fortuna di partecipare a due sessioni famiglia. sia noi genitori che i bambini partecipavamo alle stesse attività, alcune insieme come famiglie altre divisi e in momenti diversi. Sicuramente i bambini sono attratti da tutte queste attività, che con la bella stagione si svolgono in prevalenza all'aperto, tiro con l'arco, percorso con i cani addestrati, arrampicata, radio, teatro, spettacoli di magia, piscina, ma considerando i limiti imposti dalla malattia stessa  e le difficoltà quotidiane per partecipare a tante attività, per loro è veramente una conquista poterci riuscire, e soprattutto poterlo fare senza i genitori, in autonomia e libertà.
Allo stesso tempo noi genitori abbiamo potuto sperimentare sulla nostra pelle le medesime attività, ma cosa più importante abbiamo imparato a lasciar andare i nostri figli, ad affidarci ai dynamici e affidare a loro i nostri figli, abbiamo avuto l'opportunità di lasciare appesi ad un filo con una molletta i nostri pensieri, le nostre paure, e dedicare 30 minuti a noi stessi tanto alla fine della camminata con il Nordic Walking (che era più Walking Talking) nessuno si era rubato i nostri pensieri e neanche la molletta.
Abbiamo guardato Cristian salire in arrampicata, mi ricordo come fosse ieri: l'ansia e la paura che pian piano se ne sono andate lasciando il posto all'euforia e a lacrime di gioia quando alla fine dei 12 metri si è girato e urlando ha detto "da quassù tutto è bellissimo! quando lo rifacciamo?"
Sono salita in arrampicata che mi tremavano le mutande e sono arrivata in cima divertendomi e chiedendomi se potevo rifarlo!
Cristian, che normalmente è obbligato a frequentare la piscina per fare fisioterapia, entrava in acqua contento perché con Nicola facciamo i giochi e i tuffi. Io che la piscina non mi fa impazzire, ho fatto le apnee con le bombole!!! E in tutto questo anche Mattia, e gli altri fratelli, vivono nello stesso modo tutte le attività, né più né meno,  loro che di solito "subiscono" un po' gli impegni quotidiani qui sono protagonisti.
Abbiamo capito cosa spinge i dynamici ad alzarsi prima di noi la mattina e andare a dormire dopo di noi, a fare ogni cosa sorridendo con i nostri bambini, Claudio dopo l'arrampicata di Cristian ci ha detto "voi vedete Cristian salire da quaggiù e sicuramente gioite per la sua impresa, ma io ho visto i suoi occhi una volta arrivato in cima, e credetemi, la sua gioia mi ripaga per tutti gli sforzi e mi da la forza per rifarlo ancora".
Abbiamo avuto dei tempi solo per noi genitori, mica per non far niente a guardare il cielo, ma durante i quali tra una nuotata e un esperienza di teatro, abbiamo condiviso con altri le nostre esperienze, i nostri problemi, le nostre paure, momenti in cui ci chiedevamo cosa stessero facendo i nostri figli e se avessero avuto bisogno di noi, e personalmente ho guadagnato più fiducia in me, nei miei figli ma soprattutto negli altri. I miei pesi quotidiani ci sono e ci saranno sempre, ma Dynamo mi ha insegnato a potermi affidare agli altri (il gruppo autostima faceva partire il coro con il nostro nome ad ogni difficoltà pratica nelle varie attività e se all'inizio eravamo scettici poi ci dava realmente la carica per affrontare tutto), mi ha insegnato che i limiti ce li creiamo da soli ma si possono superare, che i sogni non vanno rinchiusi nel cassetto, che perlomeno ci si può provare.
Raffaella Bedetti

#unabbraccioperdynamocamp
Fino al 27 febbraio è possibile sostenere le attività del Dynamo Camp, che ospita gratuitamente famiglie e bambini con gravi patologie, con una piccola donazione via SMS al 45514 www.dynamocamp.org
Se volete riascoltare l'intervista alla famiglia Agostini andata in onda a Deejay Chiama Italia del 17/02/17 con Raffaella e Tomas: http://www.deejay.it/audio/dynamo-camp-raffaella-e-thomas/512992/
Se preferite potete guardare il video, lo trovate qui: http://www.deejay.it/rubriche/djci-le-puntate-on-demand/452201/ (non è un link diretto, cercate la data venerdì 17/02/17, Raffaella e Tomas sono dal minuto 46:50)


Dynamo Camp è un camp di Terapia Ricreativa, primo in Italia, appositamente strutturato per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Dal 10/02/2017 è attiva la raccolta fondi tramite SMS e chiamate da rete fissa per contribuire a regalare una vacanza a Dynamo Camp a 420 bambini e ragazzi malati gravi o cronici. 

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Campobasso: i bambini assegnano i compiti al sindaco

Campobasso. Scuole sicure, prima di tutto. E poi aree verdi in cui giocare, senza le siringhe dei tossicodipendenti a cui fare attenzione. E ancora: una città più pulita e decorosa, più a misura di disabile e dei pedoni. È la Campobasso che sognano i 32 piccoli esponenti del Consiglio comunale dei bambini e delle bambine che nel pomeriggio di martedì 21 febbraio si è riunito per la prima volta nella sala consiliare di Palazzo San Giorgio. Loro hanno ben chiara l’idea di come dovrebbe essere una città a misura di bambino. A cominciare dalla scuola.
La lista dei desideri è lunga. «La città è sporca, i marciapiedi sono pieni di escrementi dei cani, i muri sono coperti di scritte ma sarebbe importante tenerli puliti: è come se fossero aule»
«Mi piacerebbe che venisse realizzato un parco giochi attrezzato per i bambini disabili». E ancora: «Non è giusto che i parcheggi per i disabili vengano occupati dalle auto ‘normali’».
«Questa iniziativa – riconosce il primo cittadino Antonio Battista - è diventata un punto di riferimento, ma anche uno strumento di aggregazione e di crescita. L’esperienza che vivrete in questa sala consiliare, la più importante di tutte, quella in cui si celebra e si concretizza la democrazia cittadina, la ricorderete per sempre».
Notizia integrale qui: http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=24248

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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Nuovo gioco a Marmirolo

Marmirolo (Mantova). Il castello, con rampa e scivolo, verrà posizionato nel giardino pubblico che si trova davanti alla scuola materna di via Penna e sarà un primo tassello del parco inclusivo. Con questo investimento di circa 15mila euro, il Comune è intenzionato a valorizzare l’area giochi di via Penna come un’area ludica senza barriere architettoniche, dunque anche a misura di bambini con handicap. Il gioco verrà montato entro marzo, e le carrozzine potranno salire sull’apposita rampa.
La struttura è stata progettata per poter agevolare l’ingresso dei piccoli fruitori con difficoltà motorie, tramite rampa di accesso inclinata e la predisposizione dell’accesso alla pista scivolo con altezza di partenza sopraelevata per i bambini in carrozzina.
Notizia integrale qui: http://www.ultimissimemantova.it/Cronaca/7550_Marmirolo_Una_giostra_inclusiva_per_bambini_disabili.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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I bambini intelligenti si arrampicano sugli alberi e si sporcano nel fango

La maggior parte dei bambini passa il pomeriggio in casa, solitamente davanti alla televisione o giocando al computer, perdendo così una serie di esperienze importantissime per la propria crescita.
Secondo una ricerca recentemente condotta, un bambino su dieci non sa andare in bicicletta, non si è mai arrampicato su un albero, ignora cosa vogliano dire giochi comunissimi come campana, palla avvelenata o un-due-tre stella.
Il problema di fondo è molto più semplice: la maggior parte dei genitori non vogliono che i loro figli si arrampichino sugli alberi, rincorrano rane, si sporchino nel fango o giochino da soli con altri bambini.
Questa mancanza è realmente penalizzante per i bambini, poiché giocare all’aria aperta, sporcarsi di terra e fango sono delle attività che oltre a renderli felici, li aiutano ad essere maggiormente attivi e a giocare insieme ai loro coetanei. Questo ha un’evidente e positiva ricaduta sia sulla loro salute che sul loro sviluppo fisico ed emotivo. Arrampicarsi su un albero, ad esempio, insegna loro che per superare una sfida lo sforzo e la concentrazione sono fattori fondamentali.

Perché è così importante che i bambini giochino all’aperto con i loro coetanei?
Giocare all’aperto senza la supervisione di un adulto, è un’ottima lezione di vita che insegna ai bambini a risolvere i problemi che si presentano. Infatti, se vorranno essere accettati dal resto del gruppo si vedranno costretti a controllare alcuni dei loro comportamenti e seguire le regole concordate.
Giocando all’aperto, senza la supervisione dei genitori, i bambini si trovano spesso in situazioni difficili, sia fisicamente che socialmente. Se vogliono uscirne a testa alta devono imparare a controllare le loro emozioni. Per esempio, è probabile che la prima volta che un bambino deve arrampicarsi su un albero provi paura, ma ben presto la dominerà, soprattutto se si trova di fronte ai suoi amici.
Quando i bambini giocano fuori casa si sentono più liberi, per questo preferiscono dedicarsi a giochi non strutturati che stimolano la loro immaginazione, la creatività e l’intelligenza. Immaginare castelli in aria, creature magiche o trasformare il ramo di un albero in una spada, stimola le connessioni neurali e migliora lo sviluppo del cervello.
Quando i bambini sono lontani dai loro genitori e questi non possono agire da mediatori, devono imparare a risolvere i problemi da soli. Ciò significa che dovranno valutare diverse alternative, provare soluzioni diverse e forse sbagliarsi, finché non troveranno la risposta di cui hanno bisogno.

Il gioco libero è un’occasione unica per i bambini di esplorare i propri interessi senza alcuna pressione. In questo caso i bambini possono lasciare l’attività quando si sentono annoiati, l’obiettivo finale non è il risultato, ma godere di ciò che fanno. In questo modo imparano ad appassionarsi a quello che fanno e capiscono che al di là dei risultati, possono godere del processo.

Il gioco sociale è un modo naturale per fare amicizia e imparare a relazionarsi con gli altri in modo equo. Infatti, dal momento che il gioco è un’attività volontaria e i bambini possono abbandonarlo in qualsiasi momento se si sentono a disagio, capiscono subito che per divertirsi hanno bisogno dei loro compagni di gioco e cercheranno di gestire diplomaticamente le differenze pur di continuare a giocare.

Notizia integrale qui: http://psicoadvisor.com/cosa-precludiamo-ai-bambini-non-facendoli-giocare-allaria-aperta-5088.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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martedì 21 febbraio 2017

Trieste: attrezzature per 15 aree gioco

La Fondazione CRTrieste ha sostenuto con forte interesse l'iniziativa proposta dal Comune di Trieste di rimodernare le aree gioco. È molto importante che bambini e ragazzi possano giocare in ambienti sicuri e confortevoli. Grazie inoltre alla particolare attenzione rivolta al tema dell'inclusività, bambini e ragazzi che presentano disabilità potranno partecipare più agevolmente alla vita della comunità, integrandosi più facilmente ai propri coetanei.


Tra le cinquantaquattro aree gioco di proprietà dell'Amministrazione comunale, sono quindici quelle selezionate per la collocazione delle nuove strutture (acquistate per un importo di € 75.00,00): pineta di Barcola; giardino di piazza Hortis (non ancora installate in attesa di conclusione cantiere di restauro della piazza/giardino); giardino di via San Michele; piazzale De Gasperi; via Benussi; giardino pubblico “Muzio de Tommasini”; giardino “Antollovich” di via Carpineto; parco di Villa Cosulich; via Monte Mangart-Altura; Santa Croce; laghetto di Contovello; giardino di via Boccaccio; centro civico di Opicina; via Fiordalisi-Opicina; via Carsia-Opicina.

Sono state installate altalene con seggiolini ergonomici a forma di orsetto per il contenimento del bambino, altalene con cestone in rete per l'utilizzo da parte di più bambini anche con disabilità, altalena con seggiolini a tavoletta-cestino per bambini più piccoli, pannelli gioco tattili accessibili anche in carrozzina, giochi a molla inclusivi, dondoli a bilico a due posti, scivolone inclusivo con scala con alzate basse, combinazioni con torrette, scivolo e rampe di accesso per carrozzine. 
Nel rinnovare queste aree si è tenuto conto anche dell'importanza di permettere a tutti l'accessibilità ai giochi attraverso l'eliminazione di barriere architettoniche e l'istallazioni di elementi di arredo, come panche e tavoli, utilizzabili anche da chi si muove in sedia a rotelle.

Notizia integrale qui: http://retecivica.trieste.it/new/Default.asp?tabella_padre=sezioni&ids=12&tipo=-&pagina=cstampa_leggi.asp&comunicato=15111

Noi aggiungiamo una piccola riflessione riguardo ciò che abbiamo visto nelle immagini pubblicate da Rete civica del Comune di Trieste: non siamo riuscite a comprendere il motivo della scelta di mettere due altalene ad orsetto affiancate che, immaginiamo, siano le uniche due del parco. Questo tipo di altalena va benissimo per i bambini che necessitano di essere contenuti ma talvolta, (a seconda del tipo di seggiolino scelto visto che ne esistono di vari tipi), possono creare difficoltà nel salire a bambini "normodotati" e inoltre non riescono a dondolare così veloci come il classico seggiolino a tavoletta. Noi, due mamme non esperte, avremmo scelto un'altalena con seggiolino classico e una con seggiolino orsetto in modo da offrire due modi di dondolare e il gioco sarebbe stato garantito a tutti.
La seconda perplessità deriva dal particolare posizionamento scelto per i pannelli ludici. È chiaro che il gioco dei numeri o tris è rivolto verso l'esterno ma tutti conosciamo i bambini e sappiamo che utilizzeranno i giochi con la loro fantasia; posizionare i pannelli a "C" significa creare un piccolo spazio che può diventare una casetta, un'officina, un negozio, ... Peccato che lo spazio sia così stretto che probabilmente un bimbo in carrozzina affiancato da un bimbo in piedi non riusciranno ad entrarci.
Non vogliamo sembrare quelle che criticano sempre, vorremmo invece che prima o poi si capisse che sono i piccoli particolari che rendono un parco uno spazio speciale, magari inclusivo. Non è sufficiente posare delle attrezzature, serve una persona che dia indicazioni precise. Perché non iniziamo a realizzare spazi più belli e con più cura?

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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lunedì 20 febbraio 2017

Genova: altalena che abbatte le barriere?

Genova. Tutti i bambini sono uguali davanti ai giochi e, proprio partendo da questa filosofia, il municipio medio levante ha deciso di investire una parte delle risorse per il riallestimento del parco giochi di Piazza Rossetti in una altalena speciale, che può essere utilizzata anche dai bimbi diversamente abili. 
Notizia completa qui: http://www.genova24.it/2017/02/piazza-rossetti-laltalena-abbatte-le-barriere-174894/



Facciamo un po' di chiarezza: noi apprezziamo moltissimo l'impegno che associazioni, amministrazioni, comitati di cittadini e altri gruppi di persone mettono nel cercare di garantire il gioco a tutti i bambini ma bisogna prestare molta attenzione e soprattutto informarsi bene. Il tipo di altalena installato a Genova è un gioco riservato a utenti in carrozzina. Non può essere utilizzato da bambini che stazionano in piedi sulla pedana, né normodotati, né disabili; quando pensiamo a un "bambino disabile" ci viene subito in mente la carrozzina ma esistono bambini con disabilità differenti, non tutti usano la carrozzina!
"... la giunta municipale ha voluto rinnovare i giochi di piazza Rossetti e fare in modo che fossero giochi aperti a tutti
Giochi aperti a tutti: parco inclusivo, ovvero un progetto che tenga conto dei tutti i tipi di disabilità, quindi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti. Installare questo tipo di altalena non garantisce, purtroppo, il gioco a tutti i bambini, semplicemente da la possibilità di dondolare a chi usa la carrozzina ma non dimentichiamoci che questi bambini potranno utilizzare solo questo gioco nel parco, perché gli altri, da quel poco che si vede nel video, non sono accessibili.
Affermare che questo gioco potrà essere utilizzato sia da bambini normodotati che disabili non è corretto; questo tipo di gioco è riservato a utenti in carrozzina, l'utilizzo da parte di bambini che stazionano in piedi sulla pedana è molto pericoloso in quanto diversi elementi e posizione degli stessi, da quel che abbiamo potuto capire, non è che rispettino al 100% la normativa sulla sicurezza che, ad esempio, prevede seggiolini delle altalene in materiale in grado di assorbire gli urti per evitare danni gravi, questo tipo di seggiolino/pedana è in metallo... Un bambino in carrozzina che utilizzi questo tipo di gioco non potrà mai cadere fuori dall'altalena ma un bimbo che la utilizzi in piedi sì, pensate a quanto è pesante la pedana di metallo, che potrebbe colpire accidentalmente il bimbo caduto fuori dall'altalena e steso a terra proprio vicino alla pedana che oscilla. Purtroppo tra il terreno e la pedana spesso non c'è neppure lo spazio per appunto la testa di un bimbo caduto e rimasto a terra.
Inclusione sì, quella vera, (non quella data da un solo gioco come questo), ma la sicurezza prima di tutto!
Grande stima per tutti coloro che cercano di far qualcosa per aprire i parchi gioco anche a bambini con disabilità ma chiediamo molta, molta, molta più attenzione alla scelta dei giochi e alle notizie che si diffondono.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.