Questo blog nasce per sensibilizzare tutti sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i "parchi giochi inclusivi". Di cosa si tratta? Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri...), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti. Questi sono i giochi che piacciono a noi. Per quanto riguarda l'altalena per carrozzine abbiamo scritto alcune riflessioni, (potete leggerle: qui e qui). Non siamo contrarie all'installazione di questo gioco nei parchi, (nei parchi gioco insieme ad altre strutture pensate per tutti i bambini), mentre abbiamo grossi dubbi sulla sua reale utilità quando viene installata in un prato, in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco. Questa altalena ultimamente è diventata “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità. E le persone con disabilità motoria lieve? E gli ipovedenti o ciechi? Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice. Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme. Se volete vedere le immagini dell'area giochi inclusiva di Rimini le trovate qui: Tutti a bordo!

giovedì 31 dicembre 2015

Nole, (Torino): nuovi giochi nei parchi

Nole, (Torino). Stanziati quarantamila euro per l’acquisto e l’installazione di diversi giochi all’aperto per i bambini. Il Comune intende fornire diverse aree verdi del territorio comunale di nuovi giochi entro la prossima primavera-estate. In particolare, saranno interessati i parchi gioco di via I° Maggio, l’area delle ex-scuole comunali in Frazione Grange e la nuova area verde di via Monea.
L’area verde di Via Monea, insieme al parco di via I°Maggio, sarà altresì fornita dell’installazione di un gioco per bambini “inclusivo”. “A parer mio, ha senso che tutti i bambini possano giocare insieme. E la giostra inclusiva permetterà ai bambini in carrozzella di giocare con quelli normodotati“, ha affermato la consigliere Tiziana Zambello
Per leggere la notizia clicca qui: http://12alle12.it/nole-40mila-euro-per-i-parchi-gioco-185473

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

mercoledì 30 dicembre 2015

Copyright immagini

Piccolo avviso per tutti al fine di evitare polemiche o discussioni  inutili e che lasciano l'amaro in bocca. La maggior parte delle immagini che pubblichiamo su questa pagina facebook e sul blog sono di nostra proprietà. Spesso ritraggono i nostri figli, (ultimamente quasi sempre di spalle), o giochi dei parchi che abbiamo visitato. La maggior parte sono riconoscibili in quanto riportano una dicitura con i nostri nomi o quello del blog. Non potete prendere queste immagini e utilizzarle a corredo di un comunicati stampa, una mozione per il Consiglio Comunale, un articolo per un quotidiano cartaceo o online. Esiste una legge, che non tutti conoscono, che tutela il proprietario di immagini. Bisogna chiedere il permesso al proprietario delle foto prima di farne un uso proprio. Non vogliamo sembrare cattive o antipatiche ma non ci fa piacere ritrovare in giro per il web le nostre immagini o il logo a corredo di articoli riguardanti i parchi giochi inclusivi per le quali non abbiamo autorizzato la pubblicazione. Certo che il nostro fine è la diffusione della conoscenza dei giochi che permettono a tutti i bambini di conoscersi e giocare insieme ma non deve venir meno il rispetto per il lavoro che svogliamo ogni giorno ovvero la ricerca e diffusione di informazioni utili a tutti riguardanti il gioco e l'inclusione o la gita al parco per scattare qualche foto ai nostri bambini. Inoltre potremmo anche non essere d'accordo sul testo di alcuni articoli. Sì alla condivisione, ci fa tanto piacere se condividete i nostri post, ma vi chiediamo di non scaricare le immagini sui vostri dispositivi e utilizzarle per testi scritti da voi.
Speriamo possiate comprendere la nostra richiesta :-)
Se volete approfondire l'argomento in rete sono presenti tantissimi articoli che trattano il tema del Copyright su internet, eccone alcuni:
NON puoi inserire sul tuo sito foto di altri senza permesso, nemmeno se metti i link, a meno che non abbiano la Licenza Creative Commons con la licenza d’uso delle foto e dicano espressamente che si può copiare senza permesso. Alcune varianti di Creative Common permettono la copia, ma deve essere riportato l’autore, il link o altro.
NON puoi manipolare le foto di altri, storpiarle, alterarle, ecc… a meno che non usi foto libere da copyright e senza restrizioni o a meno che tu non abbia autorizzazioni.
...
La regola è: se una foto è in rete qualcuno vanta sicuramente dei diritti su di essa, e prima di utilizzarla devo necessariamente fare delle verifiche.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Sassari: in arrivo altalene per carrozzine

SASSARI. La campagna di sensibilizzazione e la raccolta fondi avviate dai Guardian Angels e dalla Uildm, ha prodotto i primi frutti. «In un mese siamo riusciti a raccogliere circa 6mila euro – dice il leader dei Guardian Angels Pier Paolo Pintus – significa che siamo già in grado di installare due altalene per disabili, visto che il costo di ciascuna si aggira sui 2mila euro, più le spese di posa e di certificazione per la sicurezza».
A Sassari finora non esiste un solo parco che possa offrire delle attrezzature ludiche adatte anche per bambini costretti su una sedia a rotelle. E questa è una gravissima carenza anche in termini di sensibilità sociale.
I Guardian Angels e la Uildm vorrebbero contribuire ad arricchire di servizi i parchi più frequentati in città: «Sicuramente quello di via Montello – spiega Pier Paolo Pintus – ma anche via Tavolara e, se raccoglieremo ulteriori risorse, anche via Venezia.
La raccolta di fondi ha funzionato attraverso il passaparola, grazie ai social network e attraverso la promozione sulla pagina Facebook “Le altalene del futuro. Sassari per i parchi inclusivi”.

Noi, come ormai facciamo da tempo, ci domandiamo quanto un'altalena per carrozzine possa rendere un parco inclusivo. Quanto sia giusto scegliere questo tipo di gioco rispetto ad uno che può essere utilizzato contemporaneamente da tutti i bambini. I bambini hanno bisogno di stare insieme, di conoscersi, confrontarsi, solo così potranno imparare ad accettarsi e fare amicizia. Un gioco, come una giostrina girevole con accesso anche per le carrozzine, una casetta o una nave accessibile permetto ai bambini di giocare INSIEME.

Per leggere la notizia clicca qui:
http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2015/12/29/news/in-citta-due-nuove-altalene-per-i-disabili-1.12692573

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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martedì 29 dicembre 2015

Fasano: riqualificazione Parco della Rimembranza e spazio giochi inclusivo

Il Parco delle Rimembranze e via Collodi avranno finalmente uno spazio giochi. La proposta progettuale è stata accolta con una comunicazione inviata al coordinatore del programma “L’Halveare” Francesco Trapani e al Comitato dei genitori di Fasano.
È stato deliberato «di prendere atto della proposta progettuale di “Riqualificazione dell’Area Giochi del Parco della Rimembranza con la realizzazione di uno spazio giochi inclusivo”»; quindi «di autorizzare l’utilizzo dei fondi impegnati, con atto del 31 dicembre 2014, per l’acquisto di attrezzature ludiche, a condizione che il progetto venga realizzato nella sua interezza e venga prodotta regolare esecuzione dei lavori previsti»; e inoltre «di dare atto che l’effettuazione dei lavori verrà svolta in totale autonomia da parte dei proponenti senza alcun intervento del Comune di Fasano.

Per leggere la notizia clicca qui: http://www.fasanolive.com/news/Attualita/406417/news.aspx

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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Trieste accessibile

Trieste è una tra le città italiane “più accessibili” per le persone disabili ma anche per gli anziani grazie a progettualità e azioni finora attuate e condivise tra istituzioni del territorio, associazioni e portatori d'interesse, che negli ultimi anni hanno lavorato insieme per raggiungere un obiettivo comune: migliorare le condizioni di vita alle persone con problematiche per migliorare la vita a tutti. Proprio per ricapitolare quanto fatto in materia di accessibilità, si è svolta in Municipio una conferenza stampa.

«Un insieme di enti e persone con disabilità, hanno partecipato ai sopralluoghi con i tecnici e i funzionari per evidenziare le possibili soluzioni a criticità in ambito cittadino» ha detto l'assessore Famulari. Un confronto utilissimo che ha permesso di superare problemi e risolverli nel modo più consono in termini di sicurezza e di mobilità.

«Un apporto molto costruttivo per l'integrazione è stato dato dalla Consulta Disabili che ringrazio per la preziosa collaborazione. In prospettiva futura stiamo lavorando alla realizzazione di una “Guida di Trieste Accessibile” per il turista, in modo da fornire tutte le indicazioni utili per muoversi facilmente nella visita ai luoghi d'interesse della nostra città. Un primo passo era già stato fatto con l'iniziativa museo accessibile, realizzato da Trieste Integrazione Anffas e Comune di Trieste, al Museo di Storia Naturale, primo museo scientifico in Italia accessibile anche a un pubblico con disabilità intellettiva. Stiamo inoltre lavorando anche all'elaborazione di 'giochi inclusivi' da realizzare all'interno dei parchi cittadini».

Per leggere la notizia clicca qui: http://www.triesteprima.it/cronaca/trieste-citta-accessibile-disabili-anziani-progetti-investimenti-futuri-28-12-15.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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lunedì 28 dicembre 2015

Rovereto, nuovo parco giochi

Il Comune Rovereto ha deciso di rendere un parco pubblico davvero aperto, accessibile quindi a tutti con giochi e attrazioni per disabili e pure panchine che consentono soste o picnic anche a chi non può, per esempio, fare a meno della sedia a rotelle.
Quest'isola per tutti i bambini sorgerà ai giardini Perlasca, tra corso Bettini e via San Giovanni Bosco. Il costo, per le casse di palazzo Pretorio, è piuttosto irrisorio, (poco meno di 17 mila euro), e la ditta che realizzerà e installerà le attrazioni «open» è pure di Rovereto, la Stac Group srl».
Nello specifico, è stato individuato un gioco combinato dotato di elementi manipolativi e sensoriali che qualsiasi bambino può utilizzare. La struttura è facilmente accessibile anche per bambini che usano la carrozzina.
Per i bambini con disabilità motoria che possono alzarsi dalla carrozzina c'è perfino uno scivolo dove si può lasciare il presidio e scendere da soli grazie a degli accorgimenti che consentono di scendere dalla sedia e risalirci dopo la discesa. Pure l'altalena a due posti è sfruttabile da chiunque. Un modo, questo, per rendere davvero socializzante il momento di svago al parco pubblico ed eliminare fin dalla tenera età pregiudizi che che sarebbero deleteri nel futuro.

Per leggere la notizia completa clicca qui: https://www.ladige.it/territori/rovereto/2015/12/28/arriva-parco-giochi-disabili-ipovedenti-giardini-perlasca

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Crescita e gioco

Alcuni brani tratti da Paesaggi ludici, crescita e gioco - video del seminario di aggiornamento del 27 febbraio 2013 - https://vimeo.com/61454530
Noi oggi chiediamo ai nostri bambini dei gradi di specializzazione sempre più elevati. Chiediamo che siano i primi della classe, che conoscano l'inglese, che sappiano usare il computer, ... Così facendo ci dimentichiamo qual è la loro stessa essenza e quali sono i loro veri bisogni.
Questo è uno degli aspetti da valutare con molta attenzione e con molta responsabilità perché noi non possiamo chiedere dei gradi di specializzazione così elevati ai bambini se togliamo loro, se neghiamo loro un diritto fondamentale che è quello del gioco. Lo sancisce la Carta dei Diritti dei bambini, lo sancisce l'OMS.
Dobbiamo ricondurre la nostra attenzione su un piano che ci riporti un equilibrio corretto e che ci permetta di osservare i nostri bambini da un punto di vista privilegiato.
Quando un bambino gioca non sa spiegare perché lo fa, però sta bene. C'è un ricercatore americano, Stuart Brown, (che ha fondato l'istituto di ricerca nazionale sul gioco in Florida), che ha utilizzato alcuni metodi applicandoli anche agli adulti, e si è reso conto che per esempio nel fare la selezione del personale divideva i candidati in due gruppi: chi aveva giocato e chi no perché nel corso di queste sue ricerche che sono durate più di vent'anni, si è reso conto che i bambini che avevano giocato avevano una marcia in più. L'importanza del gioco non è solo da riferire solo all'infanzia ma all'intera vita dell'uomo. Quello che noi impariamo attraverso il gioco lo riproduciamo poi quando saremo adulti.
Il bambino quando gioca non sa perché lo fa però si diverte, fa delle cose che in altri ambienti istituzionalizzati non sarebbero riproducibili. Un bambino in un'area gioco prova e riprova senza subire nessun tipo di sanzione, prova e riprova in un ambiente libero che gli consente di essere se stesso, di sfidarsi, di mettersi alla prova.
Il parco giochi permette ai bambini di imparare e di apprendere e di sviluppare gradi di apprendimento sempre più elevati e sempre più specializzati attraverso un'attività che non gli costa fatica.
Il gioco è un'attività serissima e chi si occupa di progettazione deve assumersi la responsabilità delle scelte e per farlo ci vuole competenza. È chiaro che nessuno di noi è onnisciente quindi è necessario capire che dobbiamo affrontare una progettazione di un'area gioco, di uno spazio riservato all'infanzia, aprendo la nostra mente a una collaborazione multidisciplinare. Se non facciamo così ritroveremo sempre delle aree che non sono all'altezza dei nostri bambini.
Nel momento in cui noi realizziamo delle aree gioco che al loro interno hanno solo dei giochi a molla e delle altalene e degli scivoli perché è l'attrezzatura che noi più conosciamo perché siamo abituati a vederla, non abbiamo fatto un piacere ai nostri bambini, anzi: abbiamo dato loro un solo stimolo che è quello legato all'equilibrio.
Molto spesso creare delle attrezzature che piacciono a noi adulti, che rispondono a dei requisiti artistici o architettonici non vuole dire fare il bene dei nostri bambini.
Giocare in un parco vuole dire permettere al bambino di sperimentare e di sperimentarsi, di relazionarsi, di fare degli errori e di riprovare senza essere sanzionato. Il bambino in un parco sperimenta se stesso e anche l'ambiente che lo circonda; condivide e si relaziona senza sentirsi in competizione.
Il bambino in un'area gioco può essere da solo, senza esserlo mai, trovare un proprio spazio anche di riflessione, stabilire delle regole per poi infrangerle; e così facendo impara che cos'è una regola. Può svolgere dei giochi di ruolo che sono importantissimi e all'interno di questi creare delle relazioni positive. Abituare a confrontarsi che non è cosa da poco perché oggi la nostra società tende ad individualizzare tantissimo e questo processo viene trasferito anche ai nostri bambini.
Daniela Beccari

Paesaggio Critico - Paesaggi ludici, crescita e gioco – video del seminario di aggiornamento del 27 febbraio 2013

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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Casette gioco inclusive

Dopo il post sugli scivoli, le altalene e quello sulle giostre girevoli ecco una carrellata di casette gioco per tutti i bambini. Naturalmente sono solo esempi perché di queste casette ce ne sono davvero tantissime in commercio. L'importante, se installate in un parco inclusivo, è che abbiano un'entrata sufficientemente ampia per permettere l'ingresso anche a una carrozzina e naturalmente che siano installate a livello terreno o corredate da un rampa per l'accesso.

HOLZHOF - CASETTA MULTI 3 XC03

KOMPAN - KPL402 - CASETTA GIOCO

Legnolandia - Casetta Esagonale Young

POZZA - 076 CASETTA WOOD PER DIVERSAMENTE ABILI

Sarba - Casetta giochi con tetto in legno LN/440

TLF - Play Gazebo
TLF - Casettina 'C'
Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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domenica 27 dicembre 2015

Perugia in arrivo un parco grazie a Kinder

Il Comune di Perugia è risultato tra i vincitori del concorso “Disegna il tuo parco a colori” indetto dall’Azienda Ferrero S.p.A. e dal Gruppo Conad, ottenendo in premio la somma di 15mila euro da utilizzare per l’ampliamento o la riqualificazione di un parco giochi presente nel territorio comunale.
Il comune ha, quindi, deciso di utilizzare i soldi del premio per la riqualificazione del Parco Pubblico di Pian di Massiano, precisamente nella zona giochi, dove saranno posizionati giochi “inclusivi” che possono essere utilizzati da una vasta gamma di utenti aventi diverse abilità.
Per leggere la notizia clicca qui: http://www.perugiatoday.it/cronaca/Premio-conad-ferrero-vinto-perugia-percorso-verde.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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venerdì 25 dicembre 2015

Consiglio di lettura: Lasciateli giocare - Peter Gray

Buongiorno, oggi sconfiniamo un po' dall'argomento a cui solitamente sono dedicati i nostri post. I protagonisti non sono i parchi gioco inclusivi ma il gioco, il diritto al gioco e più nello specifico l'importanza del gioco. Quanto è importante per un bambino poter disporre di un tempo sufficiente per dedicarsi al gioco libero insieme ad altri bambini e senza la supervisione "stretta" di un adulto? Lo spiega molto bene, (un libro dal linguaggio semplice, con tanti esempi, alla portata di tutti), Peter Gray nel libro "Lasciateli giocare" traduzione di Alessandra Montrucchio di "Free to Learn. Why Unleashing the Instinct to Play Will Make Our Children Happier, More Self-Reliant, and Better Students for Life". 
Peter Gray ha studiato psicologia e biologia alla Columbia University e ottenuto un dottorato in biologia presso la Rockefeller University. Da allora ha condotto le sue ricerche come membro del dipartimento di Psicologia del Boston College. Negli anni i suoi studi si sono concentrati sulla psicologia da un punto di vista evoluzionistico e in particolare sulla funzione del gioco nello sviluppo cognitivo del bambino. 
Nel suo libro si parla dell'esperienza alla Sudbury Valley School, (una scuola particolare in cui i bambini non vengono educati con il metodo classico ma uno più vicino a quello dell'unschooling), di esperimenti relativi al gioco condotti su bambini ed animali e appunto di quanto sia importante per un bambino avere del tempo per esercitarsi a giocare in libertà. I bambini sono in grado di autoformarsi attraverso il gioco, sono in grado di imparare a utilizzare oggetti senza istruzioni da parte di adulti e di apprendere le doti necessarie alla vita sociale. Attraverso il gioco i bambini imparano a fare amicizia, a superare le paure, a risolvere i problemi e, in generale, ad assumere il controllo della propria vita.
Non priviamo i bambini di queste importantissime esperienze che possono fare semplicemente giocando insieme ad altri bambini e facciamo in modo che nelle nostre città esistano dei luoghi dove essi possano giocare in libertà: giardini, prati, campi da gioco, parchi naturali e aree gioco inclusive!
Qui sotto potete trovare alcune citazioni tratte dal libro che vi consigliamo di leggere.


I bambini vengono al mondo ansiosi di imparare e geneticamente programmati per farlo grazie alle loro straordinarie capacità. Sono piccole macchine da apprendimento. Nel giro dei primo quattro anni di vita  circa, assorbono e sviluppano un'incredibile quantità di informazioni e abilità senza bisogno di istruzioni. Imparano a camminare, correre, saltare e arrampicarsi. Imparano a comprendere e parlare la lingua della cultura in cui sono nati, e grazie a questa lingua, imparano a esprimere la propria volontà, a discutere, divertire, infastidire, fare amicizia e porre domande.
...
Eppure credo che anche Fulghum, pungolandolo un po', sarebbe probabilmente stato d'accordo con l'idea che le lezioni più importanti, nella vita di chiunque, non sono quelle che si ascoltano all'asilo o in qualsiasi altro tipo e livello di scuola. Sono quelle che ci impartisce la vita.
...
I bambini sono fatti per giocare ed esplorare per conto loro, in autonomia dagli adulti. Per crescere hanno bisogno di libertà; senza soffrono. L'impulso a giocare liberamente è fondamentale, biologico. Soffocarlo non ucciderà il corpo fisico come succederebbe senza cibo, aria o acqua, ma uccide lo spirito e arresta lo sviluppo mentale. Se giocano liberamente i bambini imparano a fare amicizia, a superare le paure, a risolvere i problemi e, in generale, ad assumere il controllo della propria vita. Ed è innanzitutto giocando che i bambini esercitano e acquisiscono le abilità fisiche e intellettuali indispensabili ad affermarsi nella cultura in cui crescono. Niente di quello che facciamo noi, per quanti giocattoli compriamo, per quanto "tempo di qualità" dedichiamo o per quante opportunità formative speciali offriamo ai nostri bambini, può controbilanciare la libertà di cui li priviamo. Le cose che imparano di loro iniziativa, giocando liberamente, non si possono insegnare in nessun altro modo.
...
In un autorevole libro sulla storia del gioco infantile in America, Howard Chudacoff definisce la prima metà del Novecento "l'età dell'oro del gioco infantile non strutturato". Per "gioco non strutturato" Chudacoff non intende il gioco privo di struttura. Il gioco, riconosce, non è mai un'attività casuale; ha sempre una sua struttura. Per "non strutturato" intende, in realtà, strutturato dai giocatori invece che da un'autorità esterna. Io lo chiamo gioco libero - sono i giocatori che decidono a cosa e come giocare, liberi di modificare man mano scopi e regole.
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L'accresciuto peso della scolarizzazione e la necessità percepita di costruire ricchi curriculum non sono gli unici motivi che hanno portato al declino del gioco libero negli ultimi cinquant'anni. Altrettanto peso ha avuto la convinzione, sempre più radicata negli adulti, che giocare senza la loro supervisione sia pericoloso. Oggi se un bambino che sta giocando viene rapito, molestato sessualmente o ucciso da un estraneo in un luogo qualsiasi del mondo sviluppato, i media sgomitano per coprire la notizia, con la conseguenza che la paura si gonfia fino a diventare esagerata, irragionevole.
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Se vogliamo offrire ai bambini l'opportunità di giocare all'aria aperta, dobbiamo migliorare i quartieri in modo che i genitori li percepiscano come luoghi sicuri. In che razza di società viviamo, se i nostri figli non possono giocare all'aperto sicuri e liberi?
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Quando giocano all'aperto, somministrano a sé stessi  piccole dosi di paura - dondolano, scivolano, roteano sulle attrezzature di un parco giochi, si arrampicano su ponti e alberi, scendono  dai corrimano in skateboard -, imparando così a controllare non solo il proprio corpo, ma anche i propri timori. Nei giochi collettivi imparano a trattare con gli altri, ad accontentarli e a gestire e superare l'irritazione che può derivare da un eventuale conflitto. Il gioco libero è inoltre il mezzo grazie al quale la natura aiuta i bambini a scoprire i loro gusti. Giocando, sperimentano svariate attività e capiscono  per cosa hanno talento e cosa preferiscono. Le parole non sono in grado di impartire nessuna  di queste lezioni; solo l'esperienza può farlo, e l'esperienza si acquisisce col gioco libero e con le emozioni che scatena: fondamentalmente, interesse e gioia.
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Un gioco sociale (ovvero, un qualunque gioco preveda più di un giocatore) è, per sua natura, un continuo esercizio di collaborazione, attenzione alle esigenze reciproche e decisioni consensuali. Il gioco non è dovere; i giocatori sono liberi di smettere in ogni momento.
...
La ricerca ha dimostrato più volte che, nella nostra cultura, anche i bambini in età prescolare affrontano una gran quantità di trattative e compromessi nel contesto ludico. Uno dei grandi scopi evolutivi del gioco sociale è aiutare i bambini a imparare a rispettarsi, da pari a pari, così che esigenze e desideri di tutti vengano soddisfatti nonostante le differenze di stazza, forza e capacità.
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L'autoformazione attraverso il gioco e l'esplorazione richiede enormi quantità di tempo non programmato - tempo per fare quel che pare e piace, senza pressioni, giudizi o intrusioni da parte dei una qualche autorità. Questo tempo serve per fare amicizia, giocare in idee e cose, annoiarsi e vincere la noia, imparare dai propri errori e sviluppare passioni.
...
Oggi pensare all'educazione significa per lo più pensare alla scuola. In altre parole, pensiamo alla formazione come a qualcosa che viene impartito ai bambini dagli adulti. Ma la formazione è nata molto prima della scuola, e anche oggi avviene in gran parte al di fuori di essa. Dire che siamo animali educabili significa dire che abbiamo, dentro di noi, l'istinto di acquisire e fare affidamento sulla cultura cui apparteniamo. Oggi a parere di moltissimi il compito di educare spetta agli adulti, i quali hanno la responsabilità di passare ai bambini certi aspetti della cultura, che i bambini ci tengano o no. Ma nel corso della storia umana, il vero onere della formazione è sempre spettato ai bambini stessi, ed è così ancora oggi. Come vengono al mondo con l'istinto di mangiare e bere per sopravvivere, così vengono al mondo con l'istinto di autoformarsi, di imparare quel che è necessario per diventare membri capaci della loro cultura e dunque sopravvivere. Questo istinto, in senso lato, si esprime nella curiosità, nella giocosità e nella socievolezza.
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Noi siamo una specie intensamente sociale, in cui la collaborazione è indispensabile alla sopravvivenza, e così abbiamo svariate forme di gioco sociale, ce ci insegna a collaborare, a trattenere gli impulsi e a essere dunque socialmente accettabili. Quando i bambini si dedicano  in gruppo a qualche gioco di fantasia, non si limitano ad allenare l'immaginazione. Recitano ruoli, esercitando così la propria capacità di comportarsi secondo le coordinate stabilite insieme. Praticano anche l'arte della trattativa: quando decidono i ruoli, chi può usare questo o quell'oggetto di scena e quali scene interpreteranno, tutti i giocatori devono arrivare a un accordo valido per tutti. Trovare un accordo e andare d'accordo con gli altri sono di sicuro tra le abilità umane più preziose per la sopravvivenza, e i bambini le esercitano di continuo nel gioco sociale.
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Il gioco è un concetto contraddittorio. Il gioco è serio ma non serioso; futile ma profondo; fantasioso e spontaneo, ma legato a regole a ancorato al mondo reale. È puerile, ma è fondamento dei più grandi risultati che si conseguono da adulti. Da una prospettiva evoluzionista, il gioco è il modo in cui la natura si assicura che i cuccioli d'uomo e di altri mammiferi imparino quanto è necessario per sopravvivere e cavarsela bene. Da una prospettiva diversa, il gioco è il dono divino che rende la vita sulla Terra degna di essere vissuta.
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Il gioco è, innanzitutto e soprattutto, un'espressione di libertà. È ciò che si vuole fare in opposizione a ciò che si deve fare. Questo è forse l'ingrediente davvero fondamentale di ciò che il senso comune interpreta generalmente come gioco.
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Il gioco è un'attività liberamente scelta ma non priva di forma. Ha sempre una struttura che deriva dalle regole pensate dal giocatore. ... Giocare significa comportarsi secondo le regole che ci si è scelti. Sono regole diverse da quelle della fisica o degli istinti biologi che seguiamo automaticamente. ... Ad esempio quando si fa la lotta una regola onnipresente è che si limitano certe mosse della lotta vera ma non si fa male sul serio all'avversario. Non si picchia con tutta la propria forza, non si danno calci e morsi, non si graffia. Fare la lotta è molto più controllato di una lotta autentica; è un costante esercizio di autolimitazione.
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Si pensa che il gioco sia frivolo e futile, ed è vero. Come ho spiegato si tratta di un'attività fine a se stessa, che non vuole raggiungere obiettivi seri nel mondo reale... Si tratta di un'attività che si svolge almeno in parte in un mondo di fantasia. Accidenti se è futile! Ma sta proprio qui il più bello dei paradossi ludici: l'enorme potere pedagogico del gioco consiste nella sua futilità.
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Per essere un buon giocatore negli sport informali non bisogna seguire ciecamente le regole. Bisogna piuttosto mettersi dal punto di vista degli altri, comprendere cosa vogliono e adoperarsi perché lo ottengano, almeno in parte. Se non ci si riesce, si rimane da soli. Nel gioco informale badare alla felicità dei compagni è molto più importante che vincere, il che vale anche nella vita. Per certi bambini questa è una lezione difficile da imparare, ma l'impulso a giocare con gli altri è talmente forte che i più alla fine la apprendono, sempre che si diano loro molteplici opportunità di giocare - molteplici opportunità di fallire, patirne le conseguenze e poi riprovarci.
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Che cosa prepara meglio alla vita vera, il gioco informale o formale? La risposta mi sembra chiara. La vita vera è un gioco informale. Le regole sono modificabili ad libitum e ciascuno deve fare la sua parte per stilarle. ... Andare d'accordo con gli altri è molto più importante che sconfiggerli. A contare nella vita è come si gioca, quanto ci si diverte durante la partita e quanta gioia si dà agli altri. Queste sono le lezioni del gioco sociale informale, e sono molto, molto più importanti che imparare da un'allenatore a lanciare una palla curva o a scivolare in seconda base.
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Facendo quel che vogliono fare, cioè giocare insieme ad altri, i bambini imparano a trovare compromessi e a non fare esattamente quel che vogliono fare. ... Grande autocontrollo, grande capacità di scendere a compromessi, e senza l'intervento di un adulto.
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Svariati esperimenti a breve termine condotti negli asili hanno dimostrato che, se si danno ad alcuni bambini più opportunità di partecipare a un gioco sociodrammatico e ad altri meno, quelli del primo gruppo se la cavano poi meglio di quelli del secondo quando si tratta di mettersi nei panni altrui o di andare d'accordo.
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Come ho scritto nel primo capitolo, il calo del gioco libero infantile fin dal 1955 circa è stato accompagnato da un continuo aumento di ansia, depressione e senso di impotenza nei giovani. Altri effetti correlati sono la crescita del narcisismo e il declino dell'empatia.
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Il gioco è il sistema cui la natura  ricorre per insegnare ai bambini a risolvere i problemi, controllare gli impulsi, modulare le emozioni, mettersi nei panni degli altri, negoziare le differenze, andare d'accordo e sentirsi alla pari con chi hanno intorno. Il gioco non ha "supplenti" che possano insegnare queste capacità al posto suo.
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La strada per portare i nostri figli all'aria aperta non è buttare alle ortiche il computer o il televisore, non più di quanto lo sia buttare i libri che abbiamo in casa. Sono tutte grandi fonti di apprendimento e divertimento, Piuttosto, la strada è assicurarsi che i nostri figli abbiano opportunità autentiche di giocare liberamente all'aria aperta, con gli altri bambini, senza interferenze adulte. I bambini del mondo contemporaneo hanno bisogno di saper usare molto bene l'elettronica, proprio come i bambini dei cacciatori-raccoglitori avevano bisogno di saper usare molto bene archi, frecce e bastoni di scavo. A tal fine, devono avere la libertà e l'opportunità di giocare con il computer, fondamentale "utensile" moderno. Per uno sviluppo sano però, devono avere anche la libertà e l'opportunità di giocare fuori, lontano da casa, con gli altri bambini. Le parole chiave sono libertà e opportunità, non coercizione.


Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

giovedì 24 dicembre 2015

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
mi chiamo Gabriele, tutti mi dicono che sei tanto buono e sicuramente troverai un po’ di tempo anche per me. Per prima cosa vorrei un mondo migliore in cui tutti abbiano pari opportunità e dignità sociale, senza esclusione di razza, di lingua, di religione e di condizioni sociali. Ti prego Babbo Natale di non dimenticarti di noi bambini “speciali”, basta poco per rendere la nostra vita più facile. Ti racconto una mia giornata con la mamma che inizia dalla scuola dove non riusciamo mai a trovare un posteggio.
Vorrei poter fare ricreazione come tutti i miei compagni di classe, vorrei avere un assistente specializzato che mi possa imboccare, ...
Dopo la scuola la mia mamma mi porta al centro di riabilitazione: mi piacerebbe fare idroterapia perché mi piace tanto giocare con l’acqua e poi mi sembra di volare perché il mio corpo in acqua sembra leggerissimo, ma il centro con la piscina non è convenzionato con il sistema sanitario...
Nei giorni scorsi mi sono recato al parco giochi di Palermo, la città dove vivo, e lì non ho potuto giocare con tutti gli altri bambini. Nessuna delle giostre e delle attrezzature era adatta alla mia carrozzina...

Per leggere la notizia integrale clicca qui: http://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2015/12/23/lettera-babbo-natale-desideri-impossibili-di-un-bimbo-disabile/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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#AndranoAccessibile

Andrano. L’intento è dei più nobili, che porta in sé una particolare sensibilità. Il Comune di Andrano, infatti, sta promuovendo la costruzione di una comunità accessibile per rimuovere ostacoli e barriere di tipo architettonico, culturale e sociale all’interno della propria comunità.
#AndranoAccessibile è il motto che l’amministrazione promuove, facendo intendere come l’accessibilità sia un diritto di tutti, nonché un approccio differente alla vita di una comunità.
E così presso il Parco Pertini che sorge alle spalle del castello, sarà inaugurato nel giorno di Santo Stefano, un parco che vedrà giostre accessibili anche a bambini che non hanno autonomia di deambulazione.

Per leggere la notizia clicca sui link qui sotto:
http://www.leccenews24.it/attualita/andrano-una-comunita-che-vuole-diventare-accessibile-si-inaugura-un-parco-anche-per-bimbi-disabili.htm
http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=32265&id_rub=122

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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martedì 22 dicembre 2015

Brindisi: pane della solidarietà

BRINDISI - La rete de L'Halveare comunica che, nell'ambito dell'iniziativa Famiglie solidali, organizza la seconda edizione de "Il Pane della Solidarietà". Come lo scorso anno, l'iniziativa si svolgerà la mattina del 25 dicembre, a partire dalle 10 fino alle ore 12, presso la villetta adiacente alla Chiesa di Sant'Antonio (piazza Della Repubblica).
Il ricavato sarà devoluto a L'Halveare per la realizzazione nel Parco della Rimembranza, del primo parco giochi inclusivo della nostra città.

Per leggere la notizia clicca qui: http://www.brindisireport.it/cronaca/a-natale-in-vendita-il-pane-della-solidarieta-per-la-realizzazione-nel-parco-della-rimembranza.html

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Chiavenna - Corsa dei Babbo Natale

21/12/15, Chiavenna, (Sondrio). Bastava mettersi qualcosa di rosso per partecipare ieri alla “Corsa dei Babbo Natale” organizzata nell’ambito delle iniziative del Natale Solidale di Chiavenna, ma i partecipanti, genitori e bambini soprattutto, si sono decisamente impegnati di più. Alla fine c’erano duecentocinquanta Babbi Natale vestiti di tutto punto.
L’iniziativa, alla prima edizione, è stata un successo. Per quasi due ore la carovana ha fatto ballare e cantare il centro storico di Chiavenna. Tutti coinvolti per dare una mano all’organizzazione per raccogliere fondi per la realizzazione di un parco giochi inclusivo.

Per leggere la notizia clicca qui: http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/la-camminata-solidale-tinge-di-rosso-chiavenna_1157599_11/

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domenica 20 dicembre 2015

Non chiamateli giochi per disabili

UN APPELLO ALLE AZIENDE CHE PRODUCONO E/O VENDONO STRUTTURE GIOCO PER PARCHI: cambiate nome alle categorie dei giochi adatti anche a bambini con disabilità sui vostri siti! Non catalogateli come "giochi per disabili", "giochi per diversamente abili", "giochi accessibili anche a bambini con disabilità" ...
Sicuramente è più adatto "giochi per bambini con disabilità" ma meglio ancora GIOCHI PER AREE INCLUSIVE o giochi per parchi inclusivi! La disabiltà comprende tante patologie e quindi catalogare un gioco come "accessibile a un bambino con disabilità" significa tutto e allo stesso tempo niente. Un gioco può essere accessibile a un bambino con una disabilità sensoriale ma non a uno con disabilità motoria... E poi la parola INCLUSIONE è così bella :-) AREA GIOCO INCLUSIVA!
Certamente nella descrizione del gioco stesso va specificato per chi è adatto ma non è bello leggere in homepage: giochi a molla, altalene, castelli, giostre, scivoli, casette e... giochi per disabili!

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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Varese, il nuovo parco sarà maxi

È stato approvato all’unanimità dalla commissione congiunta Urbanistica e Tutela ambientale il progetto di creazione di un nuovo, grande parco pubblico in via della Guaralda, tra Giubiano, Biumo e Belforte. Ora, il bando per i lavori che, l’assessore Riccardo Santinon, annuncia entro la fine dell’anno. La spesa messa in preventivo è di circa 180mila euro.
Se non ci saranno intoppi, il cantiere si aprirà all’inizio della primavera. E il nuovo parco, di quasi 40.000 metri quadrati, avrà più vocazioni: passeggiate romantiche all’ombra di siepi e alberi, percorso vita con attrezzi per esercizi ginnici, giochi per bambini e giochi per disabili.

Per leggere la notizia clicca qui: http://www.prealpina.it/pages/il-nuovo-parco-sara-maxi-104921.html

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Pontedera riqualificazione parchi

PONTEDERA, (Pisa). Eliminare le barriere architettoniche in tutto il territorio comunale. È l'intenzione dell'amministrazione guidata dal sindaco Simone Millozzi.
Il 2016 sarà l'anno dei parchi pubblici, che si apprestano a diventare accessibili e fruibili dai cittadini diversamente abili. Il primo giardino della città a essere interessato dagli interventi sarà il parco Bella di Mai, in pieno centro, compreso tra via Mazzini e la Toscoromagnola. Per eliminare le barriere architettoniche sono stati stanziati 74mila euro. I lavori dunque riguarderanno tutte le vie d'accesso al parco e le attrazioni per bambini: a quelle già esistenti ne verranno aggiunte altre utilizzabili da ogni tipo di utenza. Le novità riguarderanno anche gli spazi verdi del "Bella di Mai", che saranno sottoposti a una manutenzione straordinaria da parte degli operai comunali.

Per leggere la notizia clicca qui: http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/

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venerdì 18 dicembre 2015

Area gioco inclusiva Rimini zona Coop Celle

Rimini, 16/12/15. Aperta l'area giochi nella piazzetta della Coop Adriatica in via XXIII Settembre 128. La piazzetta è stata interamente riqualificata; sono stati affissi dei bellissimi pannelli colorati alle colonne e su alcune pareti, è stato creato un piccolo giardino con piante nella zona più vicina alle scale che portano al parcheggio sul lato di via XXXIII Settembre e nella parte retrostante sono stati inseriti alcuni giochi accessibili a tutti i bambini.
Il restyling della piazza ha coinvolto ragazzi con disabilità intellettiva o sindrome di Down e artisti coordinati dal marchio sociale Valemour e dall'artigiano del colore Fulvio Luparia di Torino. La cura della zona verde sarà affidata a ragazzi con disabilità. Un grande grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questo bel progetto: Coop, Crescere Insieme, Cooperativa La Formica, Valemour.
Il galeone è accessibile in tutta la parte a livello terreno, (Samuele suggerisce di inserire un timone anche in questa zona visto che non tutti i bambini possono salire al livello superiore). Nella parte a terra c'è un divertente specchio, il gioco tris e si può giocare ai pirati. Dal livello superiore, dove c'è il timone, parte lo scivolo che riporta a terra i piccoli pirati.
Vicino al galeone è presente un pannello con i numeri. Nell'area sono presenti anche due giochi a molla, noi speravamo che uno di essi avesse sia protezioni laterali che schienali ma non è così. Carino il gioco musicale ma ci ha stupito vedere delle macchie sui campanelli visto che è stato installato da pochissimo, sembra ruggine...
La tartaruga è simpatica e pure il pannello che simula un castello. Chissà... magari i pirati in viaggio sul galeone raggiungono terre lontane e dopo aver ormeggiato l'enorme nave vanno a saccheggiare un castello sulla terraferma!
Non potevano mancare le altalene. Avremmo preferito un'altalena classica e una speciale ma quando abbiamo appurato che in quella per bimbi più grandi si potevano sganciare le catenelle per salire abbiamo fatto fare un giro ai nostri bimbi. 
Forse la catena che lega l'altalena alla struttura di sostegno è un pochino lunga perché i nostri bimbi di 8 anni toccavano terra con i piedi e se un bimbo ha difficoltà a tenere sollevate le gambe non riesce ad andare veloce perché ogni volta che i piedi passano vicino a terra strisciano sulla pavimentazione. Forse basterebbe accorciare un pochino la catena, in ogni caso: altalene approvate!
Parco illuminato anche di sera, vele che in estate possono creare un pochino di ombra e una zona in cui sedersi così i genitori possono sorvegliare i bambini. Nelle vicinanze c'è anche un bar e il parcheggio non manca!
L'area gioco ci è piaciuta! Piccola ma davvero molto molto carina! Approvata :-)


Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
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Mozione parchi a Castelnovo Monti

Castelnovo Monti, (Reggio Emilia). Il gruppo del Movimento 5 Stelle di Castelnovo Monti ha depositato una mozione che sarà discussa in una prossima seduta del consiglio comunale, che chiede di adeguare i parchi pubblici del paese anche alle esigenze dei bambini disabili.
Il documento chiede che la giunta si impegni «ad effettuare una ricognizione sull'esistente e una pianificazione per le aree gioco attrezzate individuate in quanto idonee, con l’obiettivo di aumentare l'accessibilità degli spazi e la fruibilità dei giochi in modo autonomo ed inclusivo relativamente alle disabilità; assicurare un’efficace manutenzione delle aree gioco attrezzate

Per leggere la notizia clicca qui: http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2015/12/17/news/parchi-aperti-ai-bambini-disabili-1.12639723

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mercoledì 16 dicembre 2015

LASCIATELI GIOCARE

Oggi i bambini non hanno più tempo per giocare tra di loro.
La vita, a scuola e nel tempo libero, è gestita e organizzata dagli adulti. Ma solo giocando possono acquisire le abilità sociali che serviranno loro da grandi: ascoltare gli altri, essere creativi, gestire le emozioni e affrontare i pericoli

Il gioco può veramente preparare alla vita?
Per ottenere un matrimonio felice, dei buoni amici o un buon socio di lavoro, dobbiamo capire come andare d’accordo con le altre persone: forse si tratta della capacità basilare che tutti i bambini dovrebbero apprendere per condurre una vita soddisfacente. Nei gruppi di cacciatori-raccoglitori, nella “Sudbury Valley School”, e in ogni posto in cui i bambini sono regolarmente a contatto con gli altri bambini, il gioco è solitamente gioco sociale. E il gioco sociale è la scuola per apprendere le capacità sociali.
Il motivo per cui il gioco è un modo meraviglioso per trasmettere le capacità sociali è il fatto di essere volontario. I giocatori sono sempre liberi di abbandonare il gioco e se non sono contenti lo abbandoneranno sicuramente.
Ciascun giocatore lo sa e quindi lo scopo, per ciascun giocatore che vuole far continuare il gioco, è di soddisfare i propri bisogni e desideri mentre soddisfa anche quelli degli altri per far sì che anche loro non smettano di giocare. Il gioco sociale implica molti accordi e compromessi.
Se Betty fa la prepotente e cerca di imporre le regole del gioco ai suoi compagni di gioco senza rispettare i loro desideri, i suoi compagni smetteranno di giocare e la lasceranno sola, ricominciando l’attività ludica altrove. Questo è un ottimo motivo per far sì che la prossima volta Betty faccia più attenzione. Se vogliono giocare con lei, che ha delle qualità che a loro piacciono, dovranno parlarle chiaramente la prossima volta, per mettere in chiaro i loro desideri, così Betty non cercherà più di fare a modo suo rovinando il divertimento degli altri. Per divertirsi nel gioco sociale bisogna essere assertivi ma non dispotici; questo vale per tutti gli aspetti della vita sociale.


Osservate un qualsiasi gruppo di bambini che gioca e vedrete in atto tante contrattazioni e compromessi. I piccoli in età prescolare che giocano alla “famiglia” passano più tempo a stabilire i dettagli che a giocare. Tutto deve essere contrattato: chi farà la mamma, chi il figlio, chi potrà usare certi oggetti e come si svilupperà la storia. I giocatori più abili usano la richiesta di conferma: “Facciamo che la collana è mia. Va bene?”. Se non va bene, si comincia a discutere. Oppure osservate un gruppo di bambini di diverse età che giocano una partita improvvisata di baseball, gestita dagli stessi giocatori, senza autorità esterne (allenatori o arbitri). I giocatori devono scegliere in quale squadra stare, adattare le regole alle condizioni del momento, decidere cosa è corretto e cosa no. Devono collaborare con i compagni di squadra, ma anche con gli avversari, tenendo conto delle necessità e delle capacità di tutti. Forse Billy è il lanciatore migliore, ma se qualcun altro vuole provare a lanciare, farà meglio a dire di sì altrimenti se ne andranno. E quando lancia al piccolo Timmy, che sta imparando, Billy dovrà tirare la palla dolcemente in direzione della sua mazza altrimenti i suoi compagni di squadra penseranno che sia stato ingiusto. Invece quando lancia al grosso Wally dovrà dare il meglio di sé, perché altrimenti Wally si sentirebbe insultato. In queste partite improvvisate continuare a giocare e far divertire tutti è più importante che vincere.
La regola aurea del gioco di gruppo non è “non fare agli altri quello che non vorresti facessero a te”, ma “fai agli altri quello che vorrebbero che tu facessi a loro”. Per questo bisogna mettersi nei panni altrui e vedere le cose dal loro punto di vista. Nei giochi di gruppo i bambini lo fanno sempre.
Nel gioco l’uguaglianza non significa uniformità, ma attribuzione della stessa importanza ai bisogni e ai desideri di tutti
Il gioco insegna le abilità sociali senza cui la vita sarebbe insopportabile. Ma insegna anche a controllare emozioni negative forti, come la paura e la rabbia.

Per leggere l'intero articolo clicca qui:
http://bambini.spaggiari.eu/pvw/app/1pwbmb01/pvw_sito.php?sede_codice=1PWBMB01&from=2&page=1600169
E anche qui: http://www.italianostraedu.org/wp-content/uploads/2014/09/Gray_Lasciateli-giocare.pdf

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Per favore lasciami giocare

Caro frenetico occupatissimo mondo, per favore lasciami in pace, ho bisogno di giocare, è il lavoro per il mio futuro, così posso crescere. Il gioco è il mio nutrimento, come mangiare frutta e verdura e l'aria che respiro. Il gioco è come io divento fiducioso, paziente, compassionevole, empatico, un leader, un giocatore di squadra, un altruista, un buon cittadino, un collaboratore, un visionario. Il gioco è come imparo a connettere, a salire, essere me. Dammi il tempo e lo spazio, la libertà da regole e strutture, lasciami essere creativo, lasciami colorare fuori delle linee.
Se sono privato del gioco muoio un po' dentro. Io non posso dirti questo, tu sei la mia voce, ho bisogno che tu mi lasci giocare!



Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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PARCHI GIOCO INCLUSIVI - Albano Laziale

Albano Laziale. Presentata in consiglio comunale una mozione che impegna il sindaco e la giunta a rendere accessibili e inclusivi i Parchi già presenti nel nostro territorio iniziando ad installare dei giochi accessibili in sostituzione di quelli usurati da sostituire e a definire regole affinché i nuovi parchi che verranno costituiti nel territorio comunale siano già realizzati tenendo in considerazione l’accessibilità ai parchi anche da parte di bambini che presentano diverse abilità.
Ritengo che sia doveroso, per una buona amministrazione, abbattere le barriere ambientali che impediscono una relazione libera tra bambine e bambini con e senza disabilità.
Un parco giochi inclusivo è un luogo in cui i bambini con abilità e capacità diverse possono giocare insieme, interagire tra loro e utilizzare insieme i giochi installati nel parco diminuendo di fatto le distanze che possono venirsi a creare di fronte alla diversità;
Per leggere la notizia clicca qui: http://blog.pianetadonna.it/federicanobilio/parchi-gioco-inclusivi/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

8 ottime ragioni per portare il bimbo al parco - Marzia Rubega

Secondo il Ministero della Salute, sarebbe opportuna almeno un'ora al giorno di attività fisica e gioco all'esterno. Ecco 8 ottime ragioni per portare il bimbo al parco e lasciarlo giocare negli spazi aperti.

1. Giocare all'aperto risponde a un bisogno fisico e psicologico del bambino
Gli spazi aperti sono “così importanti per la socializzazione, per esercitare i muscoli e i riflessi, per sviluppare l'intelligenza, per esplorare e conoscere il territorio”, scrive Oliverio Ferraris.

2. Il gioco libero e spontaneo all'aperto è un diritto di ogni bambino
Giocare all'aria aperta, in modo spontaneo è fondamentale per lo sviluppo ottimale del bambino.
Al parco, per esempio, l'adulto dovrebbe essere vigile ma non 'invadente' lasciando al piccolo l'opportunità di esprimere le sue inclinazioni. A raccomandarlo è anche l'Associazione dei Pediatri Americani che sottolinea quanto sia essenziale il gioco all'esterno non strutturato (ovvero non guidato da un adulto) per il benessere psicofisico di ogni bimbo.

3. Stare 'fuori' chiama in causa e affina i 5 sensi

4. Giocare al parco stimola il cervello
La dimensione libera del gioco, in cui il bimbo si misura con sfide che si pone autonomamente, favorisce anche lo sviluppo delle sue abilità di problem-solving (individuare e risolvere problemi). Tutto ciò permette anche al bimbo di avere, poi, prestazioni migliori nel contesto scolastico, aumentando la sua sicurezza e la fiducia in se stesso.

5. Gli spazi aperti promuovono la creatività

6. Il gioco libero tra bambini favorisce la socializzazione e insegna a risolvere i conflitti
Tra i due anni e mezzo-3 avviene il graduale passaggio dal gioco parallelo, in cui ogni bimbo gioca da solo accanto agli altri, a quello cooperativo (tutti insieme).
In uno spazio aperto, nel gruppo, ogni piccolo impara a condividere, negoziare i conflitti e relazionarsi agli altri affinché il gioco possa continuare.

7. Il movimento all'esterno riduce il rischio di stress
Correre, saltare, arrampicarsi, interagire con altri bimbi senza un 'programma' specifico - stabilito da genitori, educatori, insegnanti - ha un impatto molto positivo su ogni bambino, riducendo il livello di stress.

8. Correre e saltare fa bene alla salute e tiene lontana l'obesità infantile

Per leggere l'articolo integrale clicca qui: http://www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-3-6-anni/tempo-libero-3-6-anni/ragioni-per-portare-il-bimbi-al-parco

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A Lucca il primo parco giochi per bimbi disabili grazie al Rotary

Uno per tutti e tutti per uno, questo il nome del progetto promosso dal Rotary Club Lucca con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio e che ha creato un'area per bambini disabili all'interno del parco di Sant'Anna. Otto giochi idonei a bambini con disabilità di natura cognitiva, motoria e sensoriale ma anche adatta a tutti i più piccoli.

Nello specifico i giochi accessibili sono 2 pannelli ludici, 1 gioco a molla, 1 altalena a cestone, 2 giochi sonori, 1 gioco tattile e 1 tavolino da pic nic. Dal 19/12/15. (Giochi nel parco: Proludic).
Sabato 19 dicembre ci sarà la cerimonia di inaugurazione e da quel giorno il parco sarà aperto a tutti i bambini.

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martedì 15 dicembre 2015

Il Rotary Club di Lucca meglio di Babbo Natale: realizzato un parco giochi per bambini disabili

Il Rotary Club Lucca, meglio di Babbo Natale infatti dona alla città di Lucca un parco giochi per bambini disabili, dopo aver ampliato l'area del parco giochi di Sant'Anna nel versante sud ovest, sistemato il terreno e collocato otto giochi in tutto, particolarmente indicati per bambini affetti da disabilità di diversa natura. Il parco verrà inaugurato sabato 19 dicembre alle 11 con una cerimonia d'inaugurazione alla quale sono invitati i rappresentanti delle varie Associazioni che a vario titolo si occupano di disabilità dei minori e che si spera siano presenti numerosi.

Per leggere la notizia clicca qui: http://www.lagazzettadilucca.it/l-evento/2015/12/il-rotary-club-di-lucca-meglio-di-babbo-natale-realizzato-un-parco-giochi-per-bambini-disabili/

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Un voto per il parco di Fucecchio (Firenze)

Un click per sostenere l’oratorio parrocchiale ed il parco giochi inclusivo in fase di costruzione nel centro di Fucecchio, (Firenze). Anche quest’anno infatti l’associazione di volontariato La Calamita onlus, impegnata ad ultimare per il prossimo anno la costruzione ben visibile nel cuore del centro della città dietro la chiesa Santa Maria delle Vedute che ospiterà appunto il nuovo oratorio ed un parco giochi inclusivo, partecipa all’iniziativa di Banca Unicredit denominata  “Il Mio Dono” che permette l’incontro tra le organizzazioni “no profit” e tra coloro che desiderano dare un aiuto concreto. Chiunque potrà sostenere il nostro progetto gratuitamente, votando secondo le istruzioni, contribuendo così alla raccolta fondi per la realizzazione del Centro di Aggregazione di Fucecchio che comprende il nuovo oratorio ed il parco giochi inclusivo che consentirà a bambini abili e disabili di giocare insieme sulle stesse giostre e nello stesso spazio previsto attorno alla costruzione. Per fare questo basterà cliccare il link “www.ilMioDono.it”  digitare il nome “La Calamita onlus” dove si richiede il nome dell’associazione, selezionare Firenze come provincia, cliccare “cerca”, andare alla Calamita Onlus, e digitare “vota questa organizzazione” Qui sarà possibile scegliere la modalità con cui esprimere il proprio voto: facebook, twitter, email, google plus o con la carta per il mio dono. https://www.ilmiodono.it/it/organizzazioni/?id_organizzazione=1490

Per leggere la notizia clicca qui: http://www.gonews.it/2015/12/14/basta-un-click-per-aiutare-loratorio-e-il-parco-giochi-con-la-calamita-onlus/

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