31 gennaio 2017

Riflessione

Una riflessione… In questi giorni leggiamo in rete cose che non ci piacciono per nulla e abbiamo deciso di non rilanciarle, perché il nostro commento sarebbe stato una critica o un attacco mentre noi vogliamo essere positive.

Purtroppo la nostra voce vale poco e quindi preferiamo rilanciare solo belle notizie visto che non abbiamo i titoli necessari a dichiarare che ciò che viene pubblicato in rete da varie fonti è una gran pataccata, (sì, siamo romagnole).

Sappiate che il nostro obiettivo è il solo sorriso di tutti i bambini. Non vendiamo nulla, non abbiamo entrate, non abbiamo orientamento politico né preferenze per quanto riguardo le strutture gioco. Ci piacciono allo stesso modo scivoli, altalene, giochi a molla, bilici, … chiaramente preferiamo quelli più accessibili al maggior numero di utenti con disabilità!

Per questo motivo la nostra voce vale poco e allo stesso tempo vale tanto. Non abbiamo interesse a mentire, a dichiararci più esperte di quello che siamo, a suggerire attrezzate inclusive che di inclusivo non hanno nulla o a insistere nell’affermare che l’accessibilità è elemento imprescindibile di un’area giochi inclusiva.

Non siamo esperte, è vero, lo abbiamo sempre dichiarato, ma portiamo avanti un progetto con il cuore e quindi abbiamo imparato tanto grazie al confronto, approfondimenti, letture, …


Ci irrita tantissimo leggere post di chi si dichiara esperto di inclusività da anni quando in Italia le aree gioco inclusive sono state scoperte, in linea di massima 2 o 3 anni fa. Avete a cuore l'inclusività? Quante volte avete suggerito ai vostri clienti di realizzare un parco dove tutti potessero giocare? Quanti parchi gioco inclusivi avete realizzato?
Se le aziende avessero così tanto a cuore l'inclusione al parco, forse oggi in Italia sarebbe pieno di questi spazi e invece ci sono solamente una quarantina di aree gioco inclusive in tutta Italia!

Ci irrita leggere post di chi fa distinzione tra parchi gioco inclusivi e parchi per disabili, (i parchi gioco per disabili non esistono e non devono esistere!). Ci irrita leggere che il prato è un fondo adatto a un parco giochi inclusivo. Poi lo spiegate voi a un bimbo in carrozzina perché fatica o non riesce proprio a muoversi sull'erba? Non ci piace essere prese in giro!
Ci irrita leggere che, siccome la disabilità motoria colpisce una minoranza del totale delle persone con disabilità, l'inclusione viene intesa prendendo in considerazione gli altri tipi di disabilità. Ma fate davvero? Ma le conoscete le norme e le leggi italiane? Gli spazi pubblici devono essere accessibili a tutti, e con tutti si intendono tutti, anche le minoranze! E poi, visto che ci siamo, mettiamo anche due giochi per tutti, su questo spazio accessibile a tutti.

Non riusciamo a comprendere perché dobbiamo farci la guerra invece che collaborare! Forse significa che c’è chi pensa al bene dei bambini e li vuol solo vedere giocare al parco sorridenti e chi invece pensa solo al guadagno? Molto spesso sarebbe sufficiente un po' di buonsenso, non sempre è necessario essere esperti o avere grandi titoli, talvolta basta ascoltare, guardare, valutare. Ma no: c'è chi pensa esclusivamente a vendere facendosi beffa dei clienti che si fidano. Questo non ci piace!

Una soluzione c’è, per le amministrazioni e privati che vogliono realizzare un parco: leggete, informatevi, create gruppi di lavoro e affidate il progetto a persone esperte e coinvolgete le associazioni che si occupano di disabilità: chiedete se quello che avete intenzione di acquistare è sufficientemente accessibile e fruibile.

Si può imparare tanto se si ha voglia di farlo. Bisogna aver voglia di ascoltare e imparare, lo ha dichiarato anche Nicola Bastianelli del Comune di Rimini durante una tavola rotonda sulle aree gioco inclusive riferendosi al gruppo di lavoro per la realizzazione del parco Tutti a bordo!: "ho imparato sia a livello personale che professionale da questo progetto riguardo punti e questioni che l'università non insegna e neanche le norme tengono in considerazione."

Proviamo ad ascoltare, leggere, imparare di più invece che vendere parole!
Ci scusiamo con quelle poche aziende che lavorano bene.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Giornata Nazionale UILDM 2017

La Giornata Nazionale UILDM 2017 si svolgerà dal 3 al 16 aprile.
L'evento di sensibilizzazione e raccolta fondi UILDM vedrà coinvolte tutte le Sezioni locali dell’Associazione. Quest’anno avrà come protagonista “Giocando si impara”, innovativo progetto che attribuisce al gioco l’importante funzione di strumento per uno sviluppo completo del bambino e una crescita della comunità in cui vive e agisce.
Insieme a te, favoriremo la partecipazione al gioco e al tempo libero di tutti i bambini, in particolare quelli con disabilità motorie, con giochi accessibili che rendano le attività all’area aperta fruibili a tutti i bambini. #giocandosiimpara

Notizia integrale qui: http://www.uildm.org/2017/01/27/insieme-a-te-il-2017-di-uildm-sara-un-grande-anno-save-the-dates/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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29 gennaio 2017

Suggerimento :-)

La pagina dedicata alle aziende che producono giochi parchi sul nostro blog è ancora molto visitata, nonostante i nomi delle aziende siano state rimosse. Immaginiamo che tante persone: amministrazioni, associazioni e privati, siano alla ricerca di nominativi a cui chiedere informazioni riguardo i parchi gioco inclusivi come costi, suggerimenti riguardo le attrezzature migliori da installare nel parco, richiesta di un progetto, ... Il nostro consiglio? Rivolgetevi a un esperto di aree gioco, organizzate un gruppo di lavoro, informatevi leggendo libri e risorse online. Una volta deciso cosa volete, contattate le aziende! Questa è la scelta più giusta e che offre un risultato migliore perché ad oggi, in generale, ci sono aziende che producono strutture gioco con rampe di accesso con una pendenza di molto superiore all'8%, altre che producono giochi a molla privi di schienale e protezioni laterale, altre ancora che dichiarano che un'area gioco inclusiva può benissimo essere realizzata su terra o prato e infine chi si dichiara attento all'inclusività sin dalla nascita dell'azienda stessa e c'è pure chi ha bloccato gli account di Cladia e Raffaella perché non potessero più lasciare commenti sulla pagina facebook... Insomma le aziende pensano a vendere, e anche se alcune sono davvero attente all'inclusività, pensiamo che redigere il progetto non sia compito loro. Non siamo qui per criticare o fare la guerra a nessuno ma per suggerire di informarsi tramite materiale non legato alle aziende e redigere un progetto prima di decidere di contattare chi produce e/o vende strutture gioco :-)
L'importanza del progetto viene ribadita spesso anche dagli Architetti, dai Pedagogisti, da esperti di aree gioco e piante, e non dimentichiamoci di tutti i libri che trattano l'argomento "parchi urbani e aree gioco". Prendete ad esempio l'area giochi inclusiva di Rimini, senza il percorso di progettazione partecipata non sarebbe lo stesso parco che vedete oggi, probabilmente sarebbe uno spazio piatto con un paio di giochi con rampe e magari un'altalena per carrozzine e invece, grazie a esperti e cittadini, è un bellissimo parco dove ogni giorno centinaia di bambini si incontrano per giocare insieme.
Buona domenica!

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

27 gennaio 2017

Bibliografia: "importanza del gioco" - "progettazione aree verdi e parchi gioco" - "accessibilità"

Il gioco è un'attività importantissima per i bambini, permette una crescita sana e contribuisce allo sviluppo di tante competenze utili una volta diventati adulti. Un buon parco giochi, (classico o inclusivo), deve essere realizzato previa una seria progettazione. Non ci credete? Approfondite con la lettura dei documenti e libri riportati qui sotto.
Di testi che trattano l'argomento "importanza del gioco" e "progettazione aree verdi e parchi gioco" ne esistono tanti, noi ne abbiamo letti solo alcuni ma se siete a conoscenza di documenti importanti sul diritto/importanza del gioco e sulla progettazione delle aree verdi potete segnalarcele e provvederemo ad aggiungerle a questo elenco. Grazie


GIOCO

° Amorgioco. Il bambino, la disabilità, il gioco. Autore: Carlo Riva. Illustratore: V. Facchini. Editore: Fatatrac
Riflessioni e filastrocche per raccontare la necessità del gioco per ogni bambino. È difficile incontrare il gioco nella diversità. È ancor più raro ma affascinante trovare un adulto che gioca con un bambino e riesce a superare il proprio deficit e la paura di non farcela. l libro racconta l’esperienza e le emozioni di bambini e adulti che giocano insieme: parole e immagini che aprono un nuovo orizzonte per chi la disabilità l’ha sempre vista con gli occhi della pietà, del dolore, della sofferenza. I bambini con disabilità hanno bisogno di giocare. Divertendosi possono fare esperienze concrete e comprenderne il significato, sviluppare autonomie e abilità di base, competenze sociali, motorie e cognitive, nel contesto privilegiato della conoscenza e del desiderio.

° A piedi nudi nel verde. Giocare per imparare a vivere. Autori: Albertina Oliverio, Anna Oliverio Ferraris. Editore: Giunti
La vita che oggi fanno molti bambini non è adatta alle loro esigenze. Troppo sedentaria, isolata, sottoposta a ritmi frenetici. La crescita disordinata delle nostre città ha portato alla scomparsa di quegli spazi verdi in cui un tempo i bambini potevano incontrarsi e organizzare liberamente i loro giochi. I ''bambini di città'' raramente vanno a scuola da soli, scendono a giocare in cortile o per strada: più spesso restano in casa, davanti al televisore o alla play station. Ma fino a quando si può fingere che questo sia un modo sano di crescere?

° Giocate all'aria aperta. Autore: Angela J. Hanscom. Editore: Il Leone Verde
Oggi è raro vedere bambini che si rotolano giù dai pendii erbosi o si arrampicano sugli alberi per divertimento. Preoccupazioni legate alla sicurezza ci hanno indotto a eliminare giostrine e altalene. La vita dei nostri figli è sempre più “virtuale” e ruota attorno agli schermi di Tv, smartphone e computer, gli insegnanti notano una diminuzione dell’attenzione e i dottori denunciano un aumento allarmante dei disturbi emotivi e sensoriali. Come assicurare ai nostri bambini un pieno coinvolgimento di mente, corpo e tutti i sensi? In Giocate all’aria aperta! Angela Hanscom spiega perché il movimento e il gioco libero all’aperto sono vitali per lo sviluppo cognitivo e fisico dei nostri figli.

° Homo ludens. Autore: Johan Huizinga. Traduttore: C. Van Schendel. Editore: Einaudi
Apparso in lingua tedesca ad Amsterdam nel 1939 e pubblicato in Italia nel 1946, "Homo ludens" si caratterizza per un approccio spiccatamente interdisciplinare. Dall'indice: Natura e significato del gioco come fenomeno culturale; La nozione del gioco nella lingua; Gioco e gara come funzioni creatrici della cultura; Gioco e diritto; Gioco e guerra; Gioco e sapere; Gioco e poesia.

° Il gioco. L'attività ludica come apprendimento. Autore: Catherine Garvey. Editore: Armando Editore
Il gioco è uno dei fenomeni più naturali e diffusi nell'infanzia, ma il suo scopo e la sua importanza per lo sviluppo del bambino sono stati, e rimangono, fonte dì interrogativi non solo per i genitori, ma anche per gli psicologi. Catherine Garvey mette in chiaro i modi in cui il gioco aiuta il bambino a conoscere se stesso, gli altri e il mondo che lo circonda. Mettendo a confronto gli aspetti ludici e quelli di altro genere della medesima attività, l'autrice evidenzia come il gioco vada considerato più come un atteggiamento che come un particolare tipo di comportamento.

° Lasciateli giocare. Autore: Peter Gray. Editore: Einaudi
Monitorati, giudicati, pressati per fare sempre meglio, i nostri figli passano le giornate sotto vigilanza. Lasciate che sia la libertà, non la costrizione, a farne adulti equilibrati. Lasciateli giocare.
Tanto nel tempo libero - in cui ogni forma di scoperta e avventura è proibita fuori dal controllo dei genitori - quanto a scuola - dove vigono la competizione, la disciplina e la tortura dello studio al banco - per i bambini non esistono piú spazi di autonomia. Qual è il risultato? Una gioventú ansiosa e disinteressata, che percepisce la vita come una corsa a ostacoli. Ma un modello alternativo esiste. Un modello che sostiene la curiosità, la gioiosità e la capacità di socializzare, e che dà ai ragazzi l'opportunità di crescere liberamente. Mettendo in discussione molto di ciò che diamo per scontato in tema di formazione, Lasciateli giocare ci ricorda che i bambini sono esseri pensanti e pieni di risorse, non dei prigionieri. E che l'educazione non deve essere una punizione, ma un'aspirazione naturale, una gioia.


PROGETTAZIONE

° Il giardino dei segreti. Organizzare e vivere gli spazi esterni nei servizi per l'infanzia. Autore: Penny  Ritscher. Editore: Edizioni Junior
Attraverso dei piccoli episodi narrati e delle fotografie il libro mette a fuoco il senso ed il fascino della vita in giardino. Presenta un ritratto di una risorsa educativa preziosa: un (potenziale) laboratorio dell'intelligenza, un luogo di scoperte, di esplorazioni, di iniziative, di progetti, di incontri (e di scontri), di collaborazioni, di costruzioni. Propone degli accorgimenti pratici per quello che riguarda la regia educativa del giardino, parla degli elementi inerti, delle piante, degli arredi, dei materiali.

° Il parco che vorrei. Esperienze di progettazione partecipata nei comuni di Albinea, Cadelbosco Sopra e Quattro Castella. Documento PDF scaricabile qui: http://sociale.regione.emilia-romagna.it/documentazione/pubblicazioni/guide/i-quaderni-di-camina/il-parco-che-vorrei

° IL VERDE È DI TUTTI. Schede tecniche per la progettazione e la realizzazione di aree verdi accessibili e fruibili. A cura di Lucia Lancerin. Documento PDF scaricabile qui: http://www.edscuola.it/archivio/handicap/verde.pdf
Il verde è di tutti è stato curato da Lucia lancerin, architetto di Bassano del Grappa, libera professionista, componente del Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell'Accessibilità, (CERPA). Dal 1986 si occupa di progettazione accessibile e partecipata, con particolare attenzione agli spazi della città e alle diverse fasi di vita (bambini, anziani, persone con difficoltà di movimento o di rapporto sociale)

° La progettazione degli spazi all'aperto per i bambini.
 Autori: Lolly Tai, Mary Haque, Gina McLellan, Erin Knight. Editore: Sistemi Editoriali
Questo è un libro dedicato ai bambini; una guida pratica per creare divertimento e conoscenza in sicurezza, all'interno di spazi gioco sostenibili. La responsabilità della progettazione degli spazi aperti per un'utenza così particolare come i piccoli grava su tutta la comunità. Il volume è un valido supporto per tutti quei professionisti che sono chiamati, da Pubbliche Amministrazioni o committenti privati, a creare aree verdi, parchi giochi, luoghi di intrattenimento, giardini per scuole e asili. Anche i genitori potranno trovare suggerimenti utili per l'organizzazione del proprio spazio verde privato. Leggendo il testo si impara a ideare spazi in cui i bambini possano amare la natura vivendola in prima persona, muovendosi in essa, emozionandosi. I luoghi citati sono aree gioco verdi, spesso con specchi d'acqua, ma anche boschi con alberi per arrampicarsi, fattorie ed orti a misura di bimbo, spazi per fare sport o correre in bicicletta ecc., considerati con un'ottica derivante da una concezione del progetto sostenibile, cioè con attenzione alla conservazione delle risorse e alla manutenzione ridotta. Sono illustrati esempi pratici e casi studio esteri e italiani.

° Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale. Documento PDF scaricabile qui: http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1311244354128_plugin-LINEE_GUIDA_PER_IL_SUPERAMENTO_DELLE_BARRIERE_ARCHITETTONICHE.pdf
Queste Linee Guida sono rivolte a tutti coloro, architetti e ingegneri in primo luogo, funzionari di amministrazioni pubbliche o liberi professionisti, che nel corso della propria attività si trovano ad affrontare, seppur con ruoli diversi (responsabili del procedimento, soggetti finanziatori, progettisti, direttori dei lavori, collaudatori), il tema dell’accessibilità nell’ambito dei luoghi di interesse culturale. 

° Linee guida per la progettazione delle aree verdi pubbliche. Documento PDF scaricabile qui: http://edilizia.comune.parma.it/fileUpload/Cms/files/sw4ARedQPk_319.pdf 
La progettazione di un parco è un’espressione creativa che si avvale di strumenti tecnici di analisi e di conoscenza della materia urbanistica, vegetale, strutturale, sociale. Oggi progettare parchi e giardini per la città è un mestiere difficile in quanto la mutazione rapidissima dei contenuti di un’area urbana, in ogni suo aspetto, rende estremamente complicato visualizzare la vita di un parco nel tempo. Le linee guida presentate in questo documento si pongono l’obiettivo di fornire un quadro generale, seppur indicativo, delle esigenze rile

° Linee guida Stessi Giochi Stessi Sorrisi. Come costruire un parco giochi per tutti, anche per bambini con disabilità. Documento PDF scaricabile qui: http://www.youblisher.com/p/216768-Linee-Guida-SGSS/
Le linee guida “Stessi Giochi Stessi Sorrisi” definiscono quali sono le caratteristiche da tenere in considerazione nella progettazione e nella realizzazione di parchi giochi inclusivi da installare in aree pubbliche o aperte al pubblico. Si applicano nel territorio del Comune di Jesolo quando si debba realizzare un nuovo parco giochi, o quando si debba provvedere alla ristrutturazione o all’arricchimento di un parco giochi già esistente. Le linee guida “Stessi Giochi Stessi Sorrisi” affrontano aspetti relativi all’inclusione di bambini e bambine che utilizzano la sedia a ruote o altri ausili per la mobilità. Attualmente non si occupano di altre tipologie di disabilità, ma non è escluso che in futuro vi possa essere una evoluzione in tal senso. L’accessibilità di un gioco non è un dato assoluto, ma deve essere rapportata al grado di abilità del bambino che sta utilizzando quel gioco. Questa personale abilità sarà probabilmente diversa da quella di altri bambini che pur si trovino nelle medesime condizioni fisiche. Pertanto il medesimo gioco potrà offrire differenti opportunità di utilizzo, che varieranno in funzione delle differenti abilità.

° Parchi urbani e campi gioco. Progettazione, sicurezza, gestione e animazione del verde pubblico. A cura di Giorgio Conti. Editore: Maggioli Editore. Questo testo non è più reperibile nelle librerie ma è possibile trovarlo in alcune biblioteche pubbliche o private.
Il volume è il risultato di una ricerca che è stata promossa inizialmente dal Dipartimento di Urbanistica dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma si è ben presto collegata con altri Enti, Istituti italiani e stranieri e con singoli studiosi i quali, sia pure da angolazioni diverse, si occupano, spesso con incomprensioni e/o con scarsi mezzi, delle problematiche relative ai parchi urbani ed ai campi gioco. Esso ha tratto i suoi auspici da un Convegno Nazionale promosso dal Comune di Rimini, particolarmente sensibile ai tempi ambientali ed alla progettazione/gestione del verde pubblico, e patrocinato dal CIGI, (Comitato italiano per il gioco infantile).

° Piccoli spazi urbani: indicazioni per aree gioco di qualità. Autore: Carolina Simon. Editore: Maggioli Editore.
Perché un'area gioco per bambini non può essere nello stesso tempo un piccolo spazio urbano, in grado di attrarre anche altre persone oltre ai bambini e ai loro accompagnatori? Non è uno spreco trascurare questa possibilità? In particolare nelle aree urbane più dense e, spesso, prive di qualità; prive, cioè, di una leggibile organizzazione urbana e di un qualsiasi "luogo" che costituisca un riferimento, riconoscibile e identitario, per la collettività che le abita. Perché non pensare ad uno spazio che - oltre che per i bambini e i genitori o gli accompagnatori - possa essere pensato, progettato e, quindi, realizzato e, soprattutto, vissuto come un luogo di incontro e di sosta, anche per le altre persone del quartiere? Una pausa nella passeggiata di una persona anziana, che oltre a provar piacere, molto probabilmente, nel vedere i bambini giocare, le consenta di "spezzare" un percorso che, diversamente, sarebbe troppo lungo o faticoso. Uno spazio per incontrarsi, un "luogo" in cui darsi appuntamento, uno spazio per sostare a leggere un libro, staccandosi per un attimo da un ambiente urbano spesso non solo anonimo ma sgradevole e "disorientante".


ACCESSIBILITÀ

° Barriere percettive e progettazione inclusiva. Accessibilità ambientale per persone con difficoltà visive. Autore: Lucia Baracco. Editore: Erickson
Per riconoscere e abbattere le cosiddette «barriere percettive» non basta applicare alla lettera i regolamenti tecnici, come per la maggior parte delle barriere architettoniche, ma bisogna aver compreso davvero il problema sapendosi mettere dalla parte di chi affronta l'ambiente costruito in situazione di minorazione visiva. L'autrice, architetto e ipovedente, si rivolge a progettisti e tecnici, studenti universitari e aziende che si occupano di servizi pubblici, descrivendo minuziosamente le difficoltà, spesso vere trappole, che incontrano le persone che vedono poco muovendosi nell'ambiente urbano, salendo scale, attraversando strade, spostandosi in grandi spazi come stazioni o aeroporti, usando i mezzi di trasporto, cercando informazioni e altro. Il volume è strutturato in cinque capitoli: il primo introduce al tema dell'ipovisione e alle sue implicazioni in termini fisici, sociali e psicologici; il secondo tratta il concetto di "barriera percettiva" in rapporto al più ampio tema dell'accessibilità; il terzo e il quarto trattano le principali criticità che la persona con difficoltà visive può incontrare muovendosi e fruendo di qualunque spazio; il quinto, infine, approfondisce i precedenti temi applicati all'ambito del trasporto pubblico. Centinaia di fotografie illustrano con esempi, sia positivi che negativi, varie situazioni problematiche spiegando le difficoltà degli utenti ma anche l'enorme gamma di possibili soluzioni...

° IL VERDE È DI TUTTI. Schede tecniche per la progettazione e la realizzazione di aree verdi accessibili e fruibili. A cura di Lucia Lancerin. Documento PDF scaricabile qui: http://www.edscuola.it/archivio/handicap/verde.pdf
Il verde è di tutti è stato curato da Lucia lancerin, architetto di Bassano del Grappa, libera professionista, componente del Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell'Accessibilità, (CERPA). Dal 1986 si occupa di progettazione accessibile e partecipata, con particolare attenzione agli spazi della città e alle diverse fasi di vita (bambini, anziani, persone con difficoltà di movimento o di rapporto sociale)

° Per una città sostenibile a misura di tutti. Dal piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) al piano della mobilità pedonale (Pediplan). Autori: Murielle Drouille Scarpa, Aldo Scarpa. Editore: Alinea
Il manuale restituisce un quadro esaustivo delle principali questioni relative alle barriere architettoniche, alla sicurezza ed al comfort urbano. Il metodo seguito per elaborare un piano di eliminazione delle barriere architettoniche o un piano della mobilità pedonale, si ispira ai progetti europei, ed è applicabile a qualsiasi piano territoriale. A partire da un approccio basato sulla partecipazione e la concertazione, sono stati elaborati strumenti di rilevazione/valutazione dell'accessibilità, e della sicurezza negli edifici e negli spazi pubblici.


BAMBINI E VITA IN CITTÀ

° A piedi nudi nel verde. Giocare per imparare a vivere. Autori: Albertina Oliverio, Anna Oliverio Ferraris. Editore: Giunti
La vita che oggi fanno molti bambini non è adatta alle loro esigenze. Troppo sedentaria, isolata, sottoposta a ritmi frenetici. La crescita disordinata delle nostre città ha portato alla scomparsa di quegli spazi verdi in cui un tempo i bambini potevano incontrarsi e organizzare liberamente i loro giochi. I ''bambini di città'' raramente vanno a scuola da soli, scendono a giocare in cortile o per strada: più spesso restano in casa, davanti al televisore o alla play station. Ma fino a quando si può fingere che questo sia un modo sano di crescere?

° Giocate all'aria aperta. Autore: Angela J. Hanscom. Editore: Il Leone Verde
Oggi è raro vedere bambini che si rotolano giù dai pendii erbosi o si arrampicano sugli alberi per divertimento. Preoccupazioni legate alla sicurezza ci hanno indotto a eliminare giostrine e altalene. La vita dei nostri figli è sempre più “virtuale” e ruota attorno agli schermi di Tv, smartphone e computer, gli insegnanti notano una diminuzione dell’attenzione e i dottori denunciano un aumento allarmante dei disturbi emotivi e sensoriali. Come assicurare ai nostri bambini un pieno coinvolgimento di mente, corpo e tutti i sensi? In Giocate all’aria aperta! Angela Hanscom spiega perché il movimento e il gioco libero all’aperto sono vitali per lo sviluppo cognitivo e fisico dei nostri figli.

° Il bambino e la città. Autore: Claudio Stroppa. Editore: Franco Angeli
La vita in città è spesso "conflittualità". La campagna ha assunto un significato "simbolico" e per questo un ritorno ad essa è un "segno": anche chi ci vive desidera i vantaggi della città. Eppure i bambini cercano la campagna in citta: parchi, giardini, orti urbani, dove sia possibile giocare con i propri simili. la casa significa spesso solitudine e la televisione non è una brava baby-sitter.

° La città dei bambini. Un modo nuovo di pensare la città. Autore: Francesco Tonucci. Editore: Laterza.
La città, nata come luogo di incontro e di scambio, negli ultimi decenni ha scelto come suo referente e parametro il cittadino forte: maschio, adulto e lavoratore, diventando ostile per le categorie deboli degli anziani, degli handicappati, dei poveri e dei bambini. L'automobile, giocattolo preferito di quel cittadino privilegiato è diventata la vera padrona delle città compromettendone la salute, l'estetica e la mobilità. Il libro propone una nuova filosofia di governo delle città assumendo i bambini e le bambine come parametri nella convinzione che una città sensibile alle esigenze dei bambini sarà una città migliore per tutti. Il libro riprende le parti della Convenzione dei diritti dell'Infanzia del 1989 che riconoscono la piena cittadinanza dei bambini e propone due linee principali di attività: la partecipazione dei bambini al governo della città e la restituzione ai bambini di una adeguata autonomia che permetta loro di incontrare gli amici e giocare liberamente.

° L'ultimo bambino nei boschi. Come riavvicinare i nostri figli alla natura. Autore: Richard Louv. Editore: Rizzoli.
I bambini passano sempre più tempo chiusi in casa o in classe e sempre meno all'aria aperta. Sta crescendo una generazione per la quale la natura non è più l'"ambiente naturale", ma qualcosa di esotico ed estraneo, spesso vissuto come pericoloso. In questo libro si definisce il "disturbo da deficit di natura" ma anche i metodi per aiutare genitori e figli a stabilire un contatto diretto con la natura, formidabile strumento per sconfiggere altri disturbi e malattie dell'infanzia e dell'adolescenza, dall'obesità al deficit di attenzione alla depressione, e favorire il pensiero critico, la capacità di risolvere i problemi e la creatività.

° Se i bambini dicono: adesso basta! Autore: Francesco Tonucci. Editore: Laterza.
In "Se i bambini dicono: adesso basta!, seguito e aggiornamento di "La città dei bambini", l'autore invece di raccontare le varie esperienze delle diverse città, preferisce dare direttamente la parola ai più piccoli. Prendendo quindi spunto da 26 frasi, proposte o proteste di bambini, in ogni capitolo risponde a due domande: Perché un bambino dice questo? Cosa si potrebbe fare ascoltandolo? Ne nasce un'ampia analisi della condizione infantile di oggi e un vasto repertorio delle iniziative, delle attività e delle esperienze realizzate dalle città in questi anni.


N.B.: Sul sito CERPA Italia Onlus sono presenti molti documenti sull'accessibilità e sulla progettazione di spazi adatti a tutti: architettura e urbanistica e manuali tecnici.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

25 gennaio 2017

Progettazione, questa sconosciuta...

Perché si continuano ad affidare i "progetti" dei parchi gioco alle aziende che producono e/o vengono strutture gioco? Questa scelta proprio non riusciamo a mandarla digerirla, soprattutto dopo anni di letture, partecipazione a convegni, gruppi di lavoro, ...
Il progetto di un parco giochi è importantissimo e determina il buon funzionamento dello stesso e l'arricchimento dei bambini che giocano in questo spazio.
Il parco non è un luogo sufficientemente importante da meritare un progetto redatto da persone competenti ed esperte di varie discipline che riguardano i bambini e l'ambiente?
Di questo passo i parchi delle nostre città non cambieranno mai! I nostri bambini avranno a disposizione i soliti spazi piatti dotati di uno scivolo, due altalene, tre giochi a molla, un bilico e poco altro.
C'è una grandissima differenza tra una distesa piatta, (prato, ghiaia o pavimentazione in gomma), su cui sono posate 7/8 strutture gioco a caso e uno spazio ben progettato realizzato dopo aver studiato l'area, la conformazione del terreno, la storia del luogo, il tipo di utenza che solitamente la frequenta, ascoltato i desideri dei bambini, ...
C'è differenza tra un gioco da catalogo e la fantasia che si può mettere in campo per realizzare qualcosa di particolare, di differente dalla solita proposta, a volte è sufficiente una piccola salita, una buca, una fontanella. Perché dobbiamo accontentarci di un parco il cui progetto è stato steso in 5 minuti con il catalogo dei giochi sotto mano?
Voi quando vi recate in un mobilificio per arredare la vostra casa vi affidate all'azienda? Lasciate carta bianca nella realizzazione del progetto? Noi pensiamo di no, pensiamo che quando decidete di arredare casa, comprare un'auto, arredi da giardino o altro vi informate, chiedete a chi ne sa più di voi, valutate e infine scegliete. Pensate a tutte le volte che varcherete la porta di casa vostra e alla comodità di avere vicino alla porta un attaccapanni per posare il giubbotto, a un divano comodo dal quale guardare i programmi in tv, (un televisore scelto dopo aver valutato mille criteri tra cui i pollici, la nitidezza dell'immagine, il numero di porte USB o HDMI presenti, ...), un pavimento bello ma che sia facile da pulire, un bagno pratico e luminoso, ...
Perché per il parco giochi non si agisce allo stesso modo? Perché nessun Comune si prende la responsabilità di studiare l'area, i bisogni dei bambini, contattare persone esperte di aree gioco, pedagogisti che possono suggerire quali attrezzature sono più utili ai bambini in modo che al parco di divertano ma possano anche apprendere e trarre giovamento dal gioco, persone che conoscono le piante e possono consigliare quali alberi scegliere che possano fornire ombreggiatura. Ombra, questa sconosciuta a cui nessuno pensa, così in luglio e agosto i parchi restano vuoti perché i bambini rischiano un'insolazione mentre potrebbero essere, specialmente nelle città lontane dalla campagna e dal mare, luoghi di relax, dove trascorrere qualche ora seduti a leggere un libro all'ombra di un grande albero mentre i bambini si rinfrescano con gli spruzzi di un gioco d'acqua.
Tra l'altro esistono diversi libri che trattano il tema della progettazione delle aree verdi urbane, aree gioco, ... Insomma non è una nostra pignoleria, i parchi dovrebbero davvero essere progettati e non pensati in cinque minuti.
E invece no, noi cittadini dobbiamo accontentarci di un parco che è stato "progettato" in cinque minuti da un'azienda su commissione di un Comune: ho a disposizione 60 mila euro, nel pacchetto mettimi uno scivolo, tre altalene, qualche gioco a molla e una casetta.
Non dimenticate che le aziende possono avere giochi bellissimi, durevoli e interessanti per i bambini, ma il loro scopo è vendere, non progettare parchi tenendo conto delle esigenze dei bambini.
Facciamoci sentire, noi cittadini, i parchi pubblici sono spazi a disposizione di tutti, di tutti i nostri bambini, e devono offrire il massimo, non accontentiamoci!

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

23 gennaio 2017

Termoli 2020

Termoli 2020, cambiamo il volto della città, insieme. L’ambizioso progetto di riqualificazione del centro renderà Termoli una città pronta ad affrontare le sfide urbanistiche e turistiche dei prossimi decenni e darà impulso economico e occupazionale al territorio. Con unico intervento a consumo di suolo zero verranno riqualificate via Roma, Piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce trasformando il centro di Termoli in una delle più grandi aree pedonali senza barriere architettoniche d’Italia, con un’arena musicale all’aperto, uno spazio giochi per i bambini e punti di bike sharing.
L'area ludica di circa 500 mq che venendo attrezzata con giochi tradizionali ed inclusivi rappresenterà una vera chicca per la città, divenendo uno dei quasi 300 parchi inclusivi in Italia (fonte del blog “Parchi per tutti”) ed il secondo a Termoli e nel Molise.
Siamo molto felici di apprendere la notizia e speriamo che Termoli presto diventerà la prima città del Molise ad avere un'area giochi inclusiva! Non un'area con "giochi inclusivi" affiancati a "giochi tradizionali" ma un vero e proprio "parco giochi inclusivo".
I parchi gioco inclusivi in Italia purtroppo non sono 300 ma molti meno, (tra i 30 e 40), ma sfidiamo il Sindaco a far crescere questo numero aggiungendo Termoli all'elenco delle città virtuose che garantiscono il diritto al gioco a tutti i bambini!

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

22 gennaio 2017

Puglia: Regolamento per l’adeguamento dei parchi gioco comunali alle esigenze dei bambini con disabilità

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 30 novembre 2016, n. 1971
L.R. n. 23 del 9 agosto 2016, art. 18. Approvazione del “Regolamento per l’adeguamento dei parchi gioco comunali alle esigenze dei bambini con disabilità”.
Con Deliberazione n. 1460 del 20 settembre 2016 la Giunta regionale ha attribuito per la suddetta finalità, (“Disposizioni per l’adeguamento dei parco giochi comunali ai bambini con disabilità”), il capitolo di spesa 511012/2016 “Spese per la redazione di progetti e realizzazione di lavori per la piena accessibilità ai parco giochi comunali dei bambini disabili.
Notizia integrale qui: http://beta.regione.puglia.it/documents/10192/8463640/DEL71.pdf/c4be1641-9da3-4900-8118-540bff93e523;jsessionid=F560E372B0AAC978D10890783E3AC9A1?version=1.0

Dichiarazione del consigliere regionale Enzo Colonna (“Noi a Sinistra per la Puglia”)
“Nei giorni scorsi la giunta regionale pugliese ha approvato il regolamento per finanziare i progetti di adeguamento dei parchi gioco dei comuni pugliesi alle esigenze dei bambini diversamente abili. Si tratta di un atto predisposto dall’Assessorato allo Sviluppo e Governo del Territorio ed è orientato a favorire la piena integrazione sociale dei bambini con disabilità e a realizzare parchi gioco inclusivi, che assicurino cioè a tutti i bambini un eguale accesso alla partecipazione ad attività ludiche, ricreative e di tempo libero.
Il Regolamento definisce nello specifico le tipologie di interventi finanziabili, l’entità massima del finanziamento concedibile ad ogni Comune, i criteri di valutazione e le modalità di erogazione del contributo.
Notizia integrale qui: http://www.consiglio.puglia.it/dettaglio/contenuto/45714/Adeguamento-parchi-gioco-per-bambini-con-disabilita--approvato-regolamento-regionale-per-accesso-a-contributo-da-parte-comuni

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Pieve di Cadore giochi per disabili?

Pieve di Cadore (Belluno) «La Cassa rurale di Cortina,», fa sapere il sindaco Maria Antonia Ciotti, «ha concesso al Comune di Pieve un contributo di 5.000 euro per la realizzazione di una parco giochi per i bambini disabili, secondo un progetto che l’Amministrazione aveva presentato all’istituto bancario.»
L’area scelta per questa nuova struttura è in località Saccon, a Sottocastello, uno spazio dove esistono già altre strutture. La struttura per disabili sarà realizzata in continuazione del parco gioco esistente in modo da consentire la fruizione delle attrezzature di ambedue i parchi. Anche se in questi anni a Pieve non ci sono persone disabili, il parco sarà a disposizione anche dei bambini degli altri Comuni e dei turisti.

Notizia integrale qui: http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2017/01/21/news/pieve-la-rurale-da-5000-euro-per-un-parco-giochi-a-saccon-1.14753566

L'ennesima altalena per carrozzine? Oppure acquisteranno un gioco fruibile da parte di tutti i bambini contemporaneamente?

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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BOLOGNA - COME APRIRE UN ASILO NEL BOSCO

4 e 5 Febbraio - BOLOGNA - Corso "COME APRIRE UN ASILO NEL BOSCO"
L’obiettivo del corso è stimolare una riflessione sulle virtù dell’ “outdoor education”, fornire strumenti pratici agli educatori che intendono utilizzare al meglio lo spazio esterno alla scuola e illustrare l’iter burocratico per attivarne uno.
Diverse ricerche, in primis quelle condotte dall’università di Bologna, hanno dimostrato come l’aula didattica più efficace ai fini del raggiungimento degli scopi di un asilo nido o di una scuola dell’infanzia sia l’ambiente naturale. Il giardino, il parco e il bosco permettono di proporre esperienze piacevoli e significative per i bambini dai 18 mesi ai 6 anni, rispondendo al meglio ai bisogni che solitamente emergono in questa fascia d’età. Necessità che riguardano l’aspetto motorio, quello sociale, quello riguardante la costruzione dell’individualità, quello relativo alla conoscenza del mondo e quello più propriamente artistico-creativo.
Le modalità di intervento dei relatori in ragione degli argomenti e degli scopi prevalentemente informativi del corso saranno per lo più basati sul racconto del percorso e la trasmissione delle informazioni, seppur in un’ottica di scambio e dialogo. Solo in parte si svolgerà attraverso laboratori o attività esperienziali.
Per ulteriori informazioni, notizia integrale e iscrizioni: https://www.facebook.com/lasilonelbosco/photos/a.1407462816209504.1073741828.1407081019581017/1837099353245846/?type=3

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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21 gennaio 2017

Campania, ecco i primi 42 comuni che avranno le giostrine per disabili

“Nel prossimo burc saranno pubblicati gli elenchi dei comuni che hanno richiesto il contributo per l’installazione di giostrine per disabili e, nelle prossime settimane, 42, tra ville comunali e aree verdi, potranno essere vissute a pieno anche dai bambini che hanno problemi e non possono usare le giostrine tradizionali”.
A darne notizia Francesco Emilio Borrelli: “E’ una conquista di civiltà che mette la Campania all’avanguardia in Italia perché sono davvero pochi i comuni che sono sensibili al tema delle giostrine per disabili e la nostra regione sarà la prima ad avere tanti aree gioco attrezzate anche per i bambini disabili”.
Notizia integrale qui: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/01/21/news/campania_ecco_i_primi_42_comuni_che_avranno_le_giostrine_per_disabili-156542194/

SPERIAMO CHE I SOLDI VENGANO SPESI BENE E NON SOLO PER LE ORMAI FAMOSE ALTALENE PER CARROZZINE PERCHÈ ALTRIMENTI CI SARÀ POCO DA VANTARSI DI ESSERE ALL'AVANGUARDIA :-(
Ricordiamo che il finanziamento ha l'obiettivo di permettere la realizzazione di una area giochi inclusiva, accessibile e con giochi privi di barriere architettoniche, dove è possibile svolgere attività ludico-motorie e dove tutti i minori, con ogni tipo di abilità, possano interagire e giocare insieme. La tipologia dei giochi riguarda giostre inclusive, utilizzabili sia da minori con disabilità motorie sia da minori con disabilità sensoriale sia da minori con disabilità intellettiva e di altro genere. Le giostre devono essere:
a) accessibili
b) chiare nel colore e nella segnaletica;
d) dotate di soluzioni speciali per esigenze particolari.
Potete leggere il documento qui: http://www.regione.campania.it/assets/documents/decreto-n-181-del-15-novembre-2016-e-avviso-pubblico.pdf

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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Santa Maria Capua Vetere nuovi giochi in arrivo

Altre giostrine dedicate a minori con disabilità verranno installate all'interno del parco dei diritti del bambino. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere si è infatti classificato tra i primi aggiudicatari nella graduatoria regionale per ottenere i finanziamenti della Regione Campania finalizzati ad adottare tutte le misure adeguate a garantire che i minori con disabilità possano partecipare alle attività ludiche, ricreative, agli svaghi ed allo sport.

Notizia integrale qui: http://www.casertatoday.net/news/primo-piano/s-maria-cv-nuove-giostrine-disabili-al-parco-dei-diritti-del-bambino-esulta-rosita-baia/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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Nuovo parco a Pisa

PISA – Un nuovo parco pubblico con giochi accessibili anche ai bambini disabili. È il progetto nato in collaborazione tra il Comune di Pisa e i tifosi pisani della curva Nord. L’area a verde sorgerà nella zona delle Piagge a fianco della biblioteca comunale SMS-Biblio.

Il progetto complessivo riguarda un’area di 6mila metri quadrati che saranno oggetto di una sistemazione paesaggistica. Sono previsti: una piazza da 300 metri quadrati pavimentata con gomma antitrauma per l’installazione di attrezzature ludiche accessibili; lungo i vialetti di accesso verranno installati play panels con giochi per stimolare le capacità sensoriali e intuitive. L’accesso principale sarà a lato della biblioteca, l’accesso secondario sarà da via Prinetti dove è stata individuata un’area per un parcheggio riservato ai disabili. Prevista anche una scalinata pedonale di accesso all’area fitness sulle Piagge. Il progetto nel suo complesso avrà un costo di circa 400.000 euro e sarà eseguito in due lotti.

Notizia integrale qui: http://www.sestaporta.com/parco-mau-sorgera-sul-viale-delle-piagge-al-fianco-della-biblioteca-comunale/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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20 gennaio 2017

Winterthur - The Enchanted Woods

Questo non è il parco giochi classico con le strutture per arrampicarsi, scivolare e dondolare ma è un'area per il gioco dei bambini ed è davvero bellissima! The Enchanted Woods è un giardino speciale destinato ai bambini ispirato alle fiabe, che si trova all'interno del Winterthur Museum & Country Estate, a Delaware. Creato per essere unico, in armonia con lo stile e per attirare famiglie include una splendida rassegna di spazi magici all'aperto. Si tratta di una creazione unica costruita all'ombra del bosco in uno stile appropriato allo storico Winterthur Garden, con strutture inserite nel paesaggio dei colori tenui e piante che creano distese di colore.
Per prepararsi a progettare un giardino per bambini il gruppo di progettazione analizzò le modalità di gioco e di apprendimento dei bambini. Visitarono altri giardini per bambini come il Children Garden presso la George Washington's River Farm e si consultarono con istituzioni impegnate nella progettazione di giardini o di aree gioco.

Il gruppo dell'Enchanted Woods imparò che i bambini volevano tre elementi base nel giardino: l'acqua, alcuni luoghi dove nascondersi e simulare realtà inesistenti, e la possibilità di fare scoperte da soli.
L'Enchanted Woods fu progettato per essere un giardino dove gli adulti e i bambini si divertissero, piuttosto che un classico parco giochi.
(Testo tratto da "La progettazione degli spazi all'aperto per i bambini" Lolly Tai, Mary Haque, Gina McLellan, Erin Knight, edizione italiana a cura di Alice Berto)

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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17 gennaio 2017

Voghera accessibile?

VOGHERA. Come rendere Voghera a misura di disabile? Come coinvolgere questi ultimi nella società e nel mondo del lavoro? «La disabilità è in relazione all’ambiente in cui si vive – chiarisce Lorenzo Pernetti presidente di Acod (Associazione consumatori disabili nata a Pavia nel 2010) –. Le classi politiche risolvono i problemi senza rivolgersi ai diretti interessati, che potrebbero dare consigli utili e che farebbero risparmiare soldi».
«Vogliamo ripristinare il tavolo permanente quale strumento di incontro tra esigenze dei cittadini disabili e istituzioni locali, dice Ghezzi. Vogliamo finanziare progetti di edilizia pubblica accessibile per implementare la vivibilità della casa per persone in stato di gravità. Abbiamo anche fatto una guida alle risorse del territorio per le persone disabili, ed è necessaria una mappatura sulle barriere architettoniche negli edifici pubblici, quindi l’avvio di lavori per l’abbattimento, oltre alla realizzazione del parco giochi inclusivo per disabili».
Notizia integrale qui: http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2017/01/16/news/disabili-e-barriere-i-progetti-dei-candidati-1.14725655

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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8 gennaio 2017

Consiglio di lettura: Parchi urbani e campi gioco - 3

"Parchi urbani e campi gioco. Progettazione, sicurezza, gestione e animazione del verde pubblico"
Il volume è il risultato di una ricerca che è stata promossa inizialmente dal Dipartimento di Urbanistica dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma si è ben presto collegata con altri Enti, Istituti italiani e stranieri e con singoli studiosi i quali, sia pure da angolazioni diverse, si occupano, spesso con incomprensioni e/o con scarsi mezzi, delle problematiche relative ai parchi urbani ed ai campi gioco.
Esso ha tratto i suoi auspici da un Convegno Nazionale promosso dal Comune di Rimini, particolarmente sensibile ai tempi ambientali ed alla progettazione/gestione del verde pubblico, e patrocinato dal CIGI, (Comitato italiano per il gioco infantile).
Vi riportiamo una piccola parte dal capitolo dedicato a: "Del verde pubblico standardizzato alla progettazione interdisciplinare degli spazi aperti" di Giorgio Conti. Tenete presente che i libro è stato stampato nel 1988 e quanto riportato qui sotto ha valore puramente storico.
30 anni dopo non è cambiato molto: il progetto del parco giochi non è ritenuto importante così come non è ritenuto importante il valore del parco giochi.

Così assistiamo indifferenti  al paradosso urbano di vedere, da un lato, crescere una popolazione sempre più attenta e "disponibile" alla cultura ed alla necessità "fisiologica" di occupare intelligentemente il proprio tempo libero e, dall'altro, restringersi gli spazi di socializzazione e di incontro, date le note difficoltà degli Enti locali, incapaci spesso persino "di mantenere" decorosamente il Verde Pubblico esistente. 
...
Ancora una volta i "bisogni dei bambini e dei ragazzi" vengono sacrificati sull'altare della ben più pressante "questione giovanile" senza capire che è vero quel che ha sempre sostenuto  Maria Montessori: "Il bambino rappresenta il costruttore dell'adulto".
...
Del resto anche laddove i Campi Gioco si sono progettati e realizzati i risultati non son stati soddisfacenti. Le cause di questo insuccesso sono molteplici, ma tra le principali vi è la "qualità progettuale".
In molti casi è mancato, a dar vita al progetto, un approccio inter-disciplinare alle problematiche ludiche e del Parco Urbano. Nonostante che in Italia non siano mancate proposte e pubblicazioni sull'argomento, l'"Architetto" chiamato a progettare i Campi Gioco ed i Parchi Urbani si è, nella maggior parte dei casi, sentito un "Archi-tutto".
Proprio perché i Parchi Urbani rappresentano dei "vuoti" quindi "per antonomasia" dei progetti minori, dove tutti si sentono autorizzati a fare proposte.
Inoltre, se è vero quel che ha scritto Leonardo Sinisgalli: "I giuochi mettono i filosofi in imbarazzo", si può ben comprendere come il nostro "Archi-tutto" li abbia scelti, come si scelgono le piastrelle di un bagno e li abbia collocati, come si collocano eleganti soprammobili in un appartamento "per bene".
Se i Campi gioco sono didatticamente interessanti, se sviluppano fantasia e creatività sociale, se rappresentano luoghi di convivialità urbana o se le strutture di gioco sono "sicure", questo è un problema, che nel migliore dei casi viene "affrontato a posteriori", a Parco inaugurato.
Il Campo-Gioco che dovrebbe essere progettato per essere uno spazio dinamico e socializzato alternativo al gioco elettronico si trova ad essere, parafrasando Musil, una struttura ludica senza qualità: dove il bambino rimane statico e l'attrezzo è dinamico.
....
La progettazione di un Campo Giochi non è "un gioco da ragazzi"


Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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DISABILI: "SPESSO LE SCUOLE NON SONO ATTREZZATE"

Voghera, (Pavia). 28/11/2016. Andare a scuola, entrare a una festa, dondolarsi su un'altalena al parco giochi: azioni semplici, quotidiane, che fanno parte della normalità di ogni famiglia. O almeno, così dovrebbe essere perché per alcuni bambini le cose non stanno esattamente in questo modo. Se si è affetti da qualche tipo di disabilità, infatti, i gesti più scontati possono diventare vere e proprie imprese e i diritti basilari faticosi traguardi da raggiungere.
Lo sa bene Cinzia Culacciati, mamma di Beatrice e presidente dell'associazione "Una mano per"
Cinzia, quali sono i problemi che affronta ogni giorno un bambino disabile?
"Ovviamente dipende dal tipo di disabilità ma gli ostacoli che si incontrano sono in molti casi gli stessi. Il primo e più importante, quello su cui interveniamo più spesso, è la scuola. Un diritto fondamentale che al bambino disabile viene spesso negato. Le scuole non sono attrezzate per far fronte alle necessità del bambino."
Quale altra difficoltà si presenta spesso?
"Il non sapere dove far giocare i nostri bambini. La maggior parte di loro non può salire su uno scivolo o su un'altalena e fatica ad accedere alla biblioteca o ad altri luoghi di socializzazione. È un diritto anche questo."

Notizia integrale qui: http://ilperiodiconews.it/menu-alimentazione/item/9325-voghera-disabili-spesso-le-scuole-non-sono-attrezzate.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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7 gennaio 2017

Premosello: manifestazione contro la chiusura dell’area giochi

Riuscita la manifestazione contro la chiusura dell’area verde imposta dal tribunale
In 130, tanti bambini, hanno sfilato ieri pomeriggio per le vie di Premosello con un arcobaleno di cartelli per dire «no» allo smantellamento del parco giochi. Da cinque anni sorge tra la provinciale, il vecchio ospedale e la villetta dei signori Scruzzi, i compaesani che si sono rivolti al giudice per riottenere pace e tranquillità nelle ore notturne. Le frequentazioni dopo le 22 nel parchetto tolgono loro il sonno ma le rilevazioni fonometriche hanno potuto registrare solo le voci diurne dei più giovani avventori. E sono risultate oltre il limite della tollerabilità. Tra sindaco e vittime dell’inquinamento acustico - che volevano la recinzione - non è stato trovato un accordo e così il giudice ha deciso per lo spostamento di scivoli e altalene.

Notizia integrale qui: http://www.lastampa.it/2017/01/06/edizioni/verbania/cronaca/gi-le-mani-dal-parco-giochi-di-premosello-Zs8nbWPCy9ze74hebHrePO/pagina.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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5 gennaio 2017

Petrosino: abbattiamo le barriere...

Petrosino, (Trapani), una squadra di operai al lavoro presso la Villetta Comunale di Petrosino per montare l’altalena per utenti con disabilità, una struttura omologata che consentirà ai bambini in carrozzella o con ridotte capacità motorie di poter giocare in tutta sicurezza. 
“Mi piace poter pensare – sostiene l’assessore Marcella Pellegrino – che i bambini abbiano la possibilità di giocare tutti insieme, senza distinzioni. L’altalena che stiamo provvedendo a montare all’interno della Villetta Comunale, permetterà ai bambini in carrozzella di poter giocare insieme ai loro coetanei normodotati.”.
Notizia integrale qui: http://www.lagazzettatrapanese.it/unaltalena-per-disabili-nella-villetta-comunale-di-petrosino/

A noi dispiace ribadirlo per, forse la centesima volta?!: questo tipo di altalena non permette ai bambini di giocare tutti insieme :-(
Non è un'altalena classica in cui a volte i bambini possono anche giocare in due: "ti spingo veloce, però solo per due minuti, dopo facciamo cambio e mi spingi tu."
Su questo tipo di altalena possono salire solamente utenti che usano la carrozzina e non è assolutamente consigliabile che un bambino spinga l'enorme struttura metallica perché rischia di farsi seriamente male.
Giochi che permettono ai bambini di giocare insieme sono quelli che sono utilizzabili contemporaneamente da tutti i bambini, compresi coloro che hanno una disabilità ma non sono solo coloro che usano la carrozzina! I bambini con disabilità possono avere anche una lieve difficoltà a camminare che però impedisce loro di muoversi facilmente su terreni accidentati o di salire le scale. Quindi: sì all'abbattimento delle barriere architettoniche ma affiancato all'installazione di giochi fruibili da tutti, giochi con rampe o pedane di trasferimento, giochi a livello terra come pannelli, sabbiere, fiori parlanti, giochi d'acqua, sedili per altalene dotati di schienale, giochi che possono accogliere bambini che hanno difficoltà a controllare arti inferiori e busto...
Le soluzioni sono infinite ma ricordiamo che la sola altalena per carrozzine non garantisce il gioco a tutti e non permette ai bambini di giocare insieme.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

3 gennaio 2017

Consiglio di lettura: Parchi urbani e campi gioco - 2

"Parchi urbani e campi gioco. Progettazione, sicurezza, gestione e animazione del verde pubblico"
Il volume è il risultato di una ricerca che è stata promossa inizialmente dal Dipartimento di Urbanistica dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma si è ben presto collegata con altri Enti, Istituti italiani e stranieri e con singoli studiosi i quali, sia pure da angolazioni diverse, si occupano, spesso con incomprensioni e/o con scarsi mezzi, delle problematiche relative ai parchi urbani ed ai campi gioco.
Esso ha tratto i suoi auspici da un Convegno Nazionale promosso dal Comune di Rimini, particolarmente sensibile ai tempi ambientali ed alla progettazione/gestione del verde pubblico, e patrocinato dal CIGI, (Comitato italiano per il gioco infantile).
Vi riportiamo una piccola parte dal capitolo dedicato a: "Rimini: giocare nel verde. Un problema urbano ed urbanistico" di Renzo Sancisi, (allora responsabile del verde e impianti sportivi del Comune di Rimini). Tenete presente che i libro è stato stampato nel 1988 e quanto riportato qui sotto ha valore puramente storico.
Fontana di quattro cavalli, immagine di Ludovica Gregori
2. Il dopoguerra
Negli anni '50, in una Rimini segnata da profonde ferite belliche (80% degli edifici coliti) e che a ridosso  della cinta muraria aveva ancora campi e orti, i circa 18.000 bambini non avevano a disposizione alcuna attrezzature per il gioco e anche il verde pubblico, di fatto, non esisteva. Gli unici giardini della città erano: i giardini Ferrari, nel Centro Storico; quelli della Stazione Ferroviaria Centrale e della stazione di Viserba e il verde dello Stadio; il Parco Indipendenza (parte del quale ad uso esclusivo del "Grand Hotel") e il verde in fregio agli edifici della Capitaneria di Porto, al mare. Il tutto per circa 50.000 mq. di superficie.
Eppure si giocava tanto! La strada, i cortili, le aree adiacenti alle case, erano i "campi gioco" spontanei e stimolanti di allora. 
Si scavavano buche, ci costruivano capanne e altri "edifici", sfruttando gli alberi delle residue "piantate", si inventavano "attrezzi" utilizzando tutto ciò che fosse disponibile, manipolando terra, acqua... e fuoco. Organizzati in gruppi di diverse età, i più piccoli imparavano dai più grandi.
Lunghe ore di gioco all'aperto (nelle case non c'erano i televisori) seguendo ed adattandosi alle stagioni, erano avventura ed esplorazione, invenzione e cimento, competizione e amicizia, libertà e divertimento, crescita.
I parchi gioco si "autocostruivano".
Rimini contava 80.000 abitanti (1953), comprendendo anche Bellaria - Igea Marina che si sarebbe distaccata, formando Comune a sé, nel 1956 - non c'era certo un'auto per ogni famiglia e le strade erano più sgombere, più sicure, per i bambini e per i loro giochi.
Al mare il turismo estivo funzionava con i circa 300 esercizi alberghieri. Si innalzavano alcuni nuovi alberghi, spuntavano i primi ristoranti al mare, i "dancing", i caffè.
I veri giochi, ovviamente, si facevano in spiaggia e nel mare. Sabbia e acqua per chilometri e in piena liberà di adoperarli, con i bagnini (molti meno d'oggi) che non avevano ancora incasellato e segnato scrupolosamente i loro preziosi territori e che non spazzavano via dai camminamenti ogni granello di sabbia fuori posto.
Nel settore scolastico eccezione, non solo riminese ma quantomeno nazionale, era l'attività del C.E.I.S., l'"Asilo Svizzero". Qui per i bambini della scuola materna ed elementare erano già allora disponibili attrezzi ludici polivalenti, con elementi semplici, primari, che servivano alla nota multiforme attività didattico-ricreativa del Centro.
vecchie strutture gioco anni '80 presenti nelle spiagge di Rimini fino pochi anni fa
3. Gli anni del "Boom"
I primi anni '60 vedono a Rimini una popolazione di oltre 100.000 anime. I campi a ridosso della ferrovia o delle mura spariscono lasciando post ad un'edilizia abitativa da miracolo economico, la stessa che nella zona mare colma ogni metro quadrato di terreno destinato ad albero, pensione, negozio, bar, ecc.
Nel 1961 gli esercizi alberghieri sono diventati più di mille; nel 1967 millecinquecento.
Il turismo, a quel punto, ha per sinonimo Rimini: oltre 1.730.000 arrivi sono registrati nel quinquennio 1960-1964.
Nel quinquennio '59-'63 vengono costruite nel Comune di Rimini 10.000 nuove abitazioni! I riminesi, come gran parte degli italiani, scoprono il gusto dell'automobile che ormai compare in ogni famiglia.
I bambini però, scoprono che anche la strada è meno ospitale per le loro scorribande, l'auto domina sempre più la scena urbana. Dopo la demolizione, nel 1954, della fontana del Kursaal (meglio conosciuta come "fontana dei quattro cavalli") una strada ad alto traffico veicolare taglia fisicamente in due il Parco Indipendenza, collegando la "Rotonda" e il lungomare al viale Principe Amedeo.
Diventa sempre più difficile giocare spaziando liberamente; nei cortili con regolamento condominiale si disturba. 
Parchi e giardini non crescono al pari di case e alberghi; nel decennio il verde pubblico di nuovo impianto sfiora a fatica i 40.000 mq., la parte più cospicua dei quali sono i circa 25.000 mq. del "Parco Fratelli Cervi". Il giardino è realizzato sulla tombinatura del torrente Ausa, nel tratto di circa 500 metri fra l'Arco d'Augusto e la via Roma.
Una svolta nella politica urbanistica della città si ha nel 1965 quando il Consiglio comunale adotta il "Piano regolatore Generale". È il Piano della riduzione degli indici di fabbricabilità. 
vecchie strutture gioco anni '80 presenti nelle spiagge di Rimini fino pochi anni fa
4. Vivere nel verde
Nel anni '70 l'Amministrazione comunale di Rimini, sull'onda di una maggiore e diffusa coscienza ecologica e in una mutata situazione storico-economica generale, compie sistematicamente e con il massimo dell'impegno permessole dalle possibilità finanziarie concesse, quelle scelte di riequilibrio indicate negli strumenti urbanistici di cui si dota.
Così, in un decennio di impegno, la città di Rimini mettendo in pratica gli slogans coniati quali "Vivere nel verde", "Una Città per uomo", "Sviluppo sano in un ambiente protetto", si è dotata di nuove aree verdi che, oggi, unitamente, alle poche preesistenti, raggiungono, nel complesso, oltre un milione di metri quadri, variamente distribuiti nei 10 Quartieri.
E il gioco dei bambini?
Il rischio grosso è l'alternanza da un luogo codificato ad altri analoghi, preparati dagli adulti. Scuola, famiglia, sport, tutti impongono schemi comportamentali al bambino. Gli va perciò offerto "l'antidoto" della maggior libertà e creatività almeno nel gioco.
Alla fine del 1984 abitano a Rimini oltre 130.000 persone. La popolazione scolastica da 0 a 13 anni è di circa 23.500 elementi. A tutt'oggi sono attrezzate a gioco 40 aree inserite nel verde pubblico di diversa tipologia. Gli attrezzi ludici installati assommano a 160, di varia qualità e tipo. Alcuni sono "complessi" articolati con più funzioni. Sono sempre installati o in vere e proprie sabbiere o in aree cordolate riempite con ghiaietto sciolto drenante o montati direttamente sul terreno a prato. Spesso, nelle aree più ampie, sono affiancati a campetti liberi per il calcio, pallavolo, basket o alle piste di pattinaggio. In qualche caso si è riutilizzato un vecchio veicolo (locomotiva, ecc.).
Nel 1974 furono installati nei parchi riminesi attrezzi gioco ordinati in Svezia, non essendo stato possibile reperire in Italia alcunchè di simile. Erano i giochi di produzione della Nola di Stoccolma costruiti in legno resinoso nordico.
Installammo gabbie di arrampicata, casette-scivolo, cavallucci mobili, complessi ginnici e altalene che costituirono un "punto e a capo" nella dotazione delle aree verdi e pubbliche.
Questi giochi convivevano  con altri attrezzi realizzati per lo più in metallo, alcuni dei quali moto rozzi, eredità degli anni '60, datati sia come concezione che come realizzazione.
Non siamo tuttavia i soli a ritenere che gli attrezzi ludici, diversificati per fasce d'età di fruizione, possa e debbano venire realizzati  con i più diversi materiali. 
La scelta dei materiali la più vasta possibile, concorda il CIGI, offre al bambino maggior numero di stimoli ed esperienze (motori, tattili, intellettivi, ecc.). Quindi non solo legno, come la moda attuale vorrebbe, ma ogni materiale purché "mirato" e sicuro per attrezzature ludiche polivalenti e modulari al massimo e le più aperte possibile ad essere riciclate ed usate diversamente.
La manutenzione ordinaria e straordinaria dei campi gioco all'interno del verde pubblico di Rimini è effettuata da una squadra del "Servizio Giardino" dell'A.M.I.A. composta di 4 elementi (1 responsabile. 1 fabbro, 1 falegname, 1 muratore), ed è dotata di un camioncino attrezzato ad officina mobile per gli interventi in sito.
vecchie strutture gioco anni '80 presenti nelle spiagge di Rimini fino pochi anni fa
Un breve racconto di Claudia Protti ambientato ai giardini presso la stazione di Viserba:
Questa mattina, Samuele dorme ancora, ho letto il capitolo dedicato alla città in cui vivo: "Rimini: giocare nel verde. Un problema urbano ed urbanistico" di Renzo Sancisi. Mi sono emozionata perché si tratta di una piccola lezione di storia sui parchi della mia città di mare. Beh in realtà vivo a Viserba ma viene citato anche il piccolo parco vicino alla stazione dei treni dove da piccola andavo a giocare con mia sorella e le cugine della Brianza. Non potrò mai dimenticare quelle attrezzature gioco di arrampicata, semplici tubi di metallo che delineavano i lati di grandi cubi posati gli uni sugli altri in altezza sui quali arrampicarsi. Uno per i bambini piccoli e uno per quelli più grandi, (più difficile da scalare). 
E la vecchia "altalena" dotata di una base su cui salire alle cui estremità erano fissate due piccole panche con schienale, (oggi non credo esista più e immagino non rispetti l'attuale normativa sulla sicurezza). Stavamo sedute su quelle piccole panchine spingendo i piedi sulla base di metallo a cui erano agganciate per far oscillare il gioco e intanto cantavamo a squarciagola le canzoni dei vecchi cartoni animati degli anni '80. 

Alcune immagini di Rimini nelle cartoline dagli anni 1920 agli anni 1970 sul sito "Sei di Rimini se...":
http://www.seidiriminise.it/scopri-rimini-romagna/storia-di-rimini/approfondimenti/rimini-tra-il-1920-e-il-1970.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

2 gennaio 2017

Consiglio di lettura: Parchi urbani e campi gioco - 1

"Parchi urbani e campi gioco. Progettazione, sicurezza, gestione e animazione del verde pubblico"
Il volume è il risultato di una ricerca che è stata promossa inizialmente dal Dipartimento di Urbanistica dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma si è ben presto collegata con altri Enti, Istituti italiani e stranieri e con singoli studiosi i quali, sia pure da angolazioni diverse, si occupano, spesso con incomprensioni e/o con scarsi mezzi, delle problematiche relative ai parchi urbani ed ai campi gioco.
Esso ha tratto i suoi auspici da un Convegno Nazionale promosso dal Comune di Riminiparticolarmente sensibile ai tempi ambientali ed alla progettazione/gestione del verde pubblico, e patrocinato dal CIGI, (Comitato italiano per il gioco infantile).
Questo libro di 451 pagine, (kg. 1,3), è stato stampato nel gennaio 1988, ben 29 anni fa! Eppure tanti dei concetti in esso riportati sono ancora validi! Vi riportiamo una piccola parte dal capitolo dedicato a: "Integrazione dei ragazzi disabili nei campi gioco" di Stefano Manini. Centro Studi Consulenza Invalidi, Milano
Unica cosa ad essere cambiata è il linguaggio; termini come "ragazzi disabili", "handicappato" e "disabile" sono oggi considerati obsoleti, superati, inappropriati e sostituiti da "persona, (bambino/ragazzo), con disabilità o "utente con capacità motoria ridotta" e così via.
Abbiamo quindi provveduto, nel testo sottostante, a sostituire i vecchi termini con i nuovi più corretti.

1. Osservazioni preliminari
Sappiamo tutti quale importanza abbia il gioco per i bambini. Per i ragazzi con disabilità questa attività è caricata di ulteriori  contenuti. Il gioco aiuta la riabilitazione e permette al bambino di prendere coscienza delle proprie possibilità residue e di migliorarle giorno dopo giorno. Giocare insieme con altri bambini aiuta a superare complessi e paure eliminando in futuro quei pregiudizi che rendono così difficile l'inserimento delle persone con disabilità nella nostra società. 
Proprio per questi motivi è indispensabile che il bambino con disabilità non trovi ostacoli insormontabili che gli impediscano di giocare con gli altri e di sperimentare le proprie possibilità.
Le oggettive limitazioni di cui soffre un bambino con disabilità inducono spesso i genitori a sostituirsi a lui in molte occasioni. Si vengono così a creare situazioni iperprotettive ed anche i ragazzi ne restano condizionati.
Nei campi gioco questo non deve succedere. Occorre creare delle strutture che permettano ai bambini con disabilità di sperimentare autonomamente un sempre maggiore numero di giochi e attività.
...

2. Percorsi
Gran parte dei problemi nascono dal fatto che molti di questi utenti usano una carrozzina per spostarsi. Occorre creare quindi una superficie compatta e senza interruzioni sulla quale le ruote possono scorrere con sicurezza senza sussulti e slittamenti (pensate cosa vuole dire andare con una piccola bicicletta o con dei pattini a rotelle sulla sabbia, un prato o su di un percorso comunque sconnesso e capirete subito a quali difficoltà e rischi si va incontro). Non devono esistere zone significative del parco dove gli utenti con disabilità non possono arrivare. Certamente l'esigenza di avere dei percorsi il più possibile pianeggianti non deve rendere il parco piatto e poco stimolante per i ragazzi normodotati. Sappiamo, infatti, che un parco con collinette e dislivelli vari è più vivo ed interessante di uno piatto e spoglio. Come osserva giustamente Vittorio Bini: "Si può ovviare a ciò con lo studio di percorsi piani idonei al transito delle sedie a ruote e che con gallerie e sovrappassi superino gli ostacoli del terreno ma non li tolgano. In questo caso gli altri percorsi, accidentati e pericolosi relativamente agli utenti con ridotta capacità motoria, dovrebbero essere resi inagibili a questi con interruzioni alle testate. Si otterrebbero così dei percorsi preferenziali, che permettono l'accesso a tutti gli spazi del campo assicurando, contemporaneamente, l'incolumità degli utenti con disabilità"
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3. Attrezzature
Per quanto riguarda le attrezzature fisse per il gioco è bene precisare che non bisogna acquistare nulla che possa essere utilizzato solo dai bambini con disabilità. Occorre invece selezionare, tra le attrezzature comunemente sul mercato quelle che possano essere utilizzate da tutti, anche dai disabili.
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5. Considerazioni finali
Le indicazioni dei manuali per la progettazione senza barriere architettoniche possono risultare sterili, perché troppo rigide o facilmente fraintendibili. È vivamente consigliato a chi intende occuparsi di questi problemi di prendere contatto con qualche associazione di disabili o, almeno, di acquistare o noleggiare una carrozzina del tipo più comune (con le ruote piccole davanti) e provare a spostarsi con questa in casa e fuori. Camminare è molto diverso dallo spostarsi in carrozzina e, senza averlo provato, può essere molto difficile comprendere le esigenze dei disabili.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.