28 febbraio 2017

Rivista Ludonauta

Sulla rivista Ludonauta, (Cooperativa Kaleidos), potete leggere alcuni interessanti articoli come ad esempio Il gioco all'aperto di Alessandro Bortolotti:
"Si sa che per i bambini (di tutte le età…) giocare rappresenta già di per sé una bella occasione di sviluppo globale, ma all’aria aperta è tutta un’altra cosa! Del resto è assodato che il contesto influisce sulle esperienze, dunque c’è poco da meravigliarsi che sia così interessante giocare fuori: il punto è che si moltiplicano le occasioni per fare attività diverse, grazie alle opportunità che offrono gli ambienti sia urbani, sia naturali. 
Viene piuttosto da chiedersi i motivi che hanno ridotto tali espressioni ludiche all’aria aperta, ma anche qui non è difficile dare una risposta: ..."
Per leggere la rivista clicca qui: http://www.dirittoalgioco.net/archivio2017/08%20-%20Rivista%20Ludica%20-%20Marzo%202017.pdf

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

INCONTRARSI GIOCANDO - Sabato 18/03/2017 - Faenza (RA)

Evento a Faenza: all'interno della Fiera del benessere sarà allestito un padiglione dedicato al gioco con convegno dal titolo: INCONTRARSI GIOCANDO organizzato in collaborazione con la Cooperativa Kaleidos, con un ricchissimo programma di attività ludiche per le famiglie nelle giornate del 18 e 19 marzo. Sabato 18 marzo 2017 Sala Zanelli Viale Risorgimento, 3 Faenza (Ravenna). Giornata di studi: culture ludiche "altre" e benessere.
Ore 10:00 - 11:30
GIOCARE E IMPARARE ALL'APERTO
Una opportunità fondamentale per il benessere di bambini e adulti
INTERVENGONO
Valerio Donati - Pedagogista e coordinatore pedagogico
Progetto Educativo CampoVolo (Associazione Zebragialla)
Alessandro Bortolotti - Università di Bologna - Ricercatore in didattica e
pedagogia speciale presso Dipartimento di Scienze per la Qualità' della Vita
Sabine Eck - Medico chirurgo, ricercatrice ed esperta di medicina naturale
Ore 17:00 - 19:00
IL GIOCO: COMPETIZIONE E COOPERAZIONE
Roberto Farnè - Docente di Pedagogia del gioco e dello sport
Università di Bologna, dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita
I GIOCHI DI TAVOLIERE: RISORSA PER LA DIDATTICA
Fabio Taroni - Maestro, Coordinatore Pedagogico Coop. Sociale Kaleidos Faenza
UN GIOCO PER OGNI STAGIONE
LA CULTURA LUDICA DEI BAMBINI FULBE NEL NORD DEL BENIN
Emilia Licitra - Dottoranda in Antropologia Culturale - Università di Durham (UK)
GIOCARE CON NIENTE
Mariarosa Bagnari - Direttrice dell’Eco Museo delle Erbe Palustri di Bagnacavallo
GIOCATTOLI IN VALIGIA
Renzo Laporta - Pedagogista - Associazione Lucertola Ludens Ravenna

Maggiori informazioni: http://www.dirittoalgioco.net/archivio2017/incontrarsigiocandoFaenza18marzo2017.pdf
Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Ravenna 27/02/17 Parchi per Tutti

Ieri, 27/02/17, Parchi per Tutti ha partecipato a un piccolo ma interessante seminario a Ravenna sul tema dei parchi gioco inclusivi. Ringraziamo per l'invito e il fruttuoso confronto sperando che il Comune di Ravenna, aiutato dalle associazioni del territorio possa realizzare in un futuro non troppo lontano un parco dove tutti i bambini possano giocare insieme.
http://www.dirittoalgioco.net/italiano/introduzione.html
Cos'è un parco giochi inclusivo? Ad oggi in Italia sono poche le persone che sanno rispondere a questa domanda, c'è molta confusione riguardo il concetto di inclusione e parco giochi.
Aggiungere due altalene sulle quali possono salire i bambini in carrozzina, spesso poco sicure e non custodite, non significa affatto realizzare un parco giochi inclusivo” Fabio Casadei.
Un parco giochi "inclusivo" è uno spazio dove i bambini possono giocare "insieme". Uno spazio privo di barriere architettoniche che potrebbero precludere l'accesso a utenti con capacità motorie ridotte, uno spazio nel quale sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Tutti! Ovvero bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ciechi, ipovedenti, bambini che hanno difficoltà a camminare e bambini che amano saltare come grilli.
E non dimentichiamoci degli adulti che accompagnano i bambini al parco; mamme, papà, zii, nonni, baby sitter ma anche comuni cittadini che hanno voglia di stare seduti all'aria aperta su una panchina per godersi le risate dei bambini o leggere un buon libro.
Perché parliamo di parco inclusivo? Non è sufficiente parlare di parco giochi? No, non è sufficiente perché fino a 10/15 anni fa in Italia non si pensava che bambini con disabilità avessero il desiderio di recarsi al parco giochi per trascorrere qualche ora in compagnia dei loro amici. Infatti tutte le aree gioco "classiche" delle città italiane sono state realizzate senza tener conto di accorgimenti necessari perché anche bambini con disabilità possano fruire di questi spazi.
Le nostre aree gioco cittadine spesso hanno un fondo di ghiaia che è adatto ad attutire le cadute accidentali ma al tempo stesso è assolutamente inadatto al transito di carrozzine ed è un terreno difficilmente percorribile da persone con difficoltà motorie, non solo bambini ma anche anziani o coloro che sono momentaneamente costretti all'uso di stampelle.
Le stesse strutture gioco sono "pensate" per l'utilizzo da parte di bambini in perfetta forma fisica ovvero in grado di salire su ripide scale o arrampicarsi su corde per raggiungere la cima del gioco e trovare finalmente lo scivolo!
È bello vivere questa avventura ma non tutti i bambini sono in grado di fruire di questi accessi, sarebbe bello poter avere, ad esempio, un accesso facilitato per chi ha poca forza nei muscoli o non può stare in piedi. A tutti i bambini piace raggiungere lo scivolo o un altro gioco.
Tantissime altre aree gioco vengono realizzate su bellissimi prati verdi ma non vengono realizzati vialetti di accesso e gli utenti in carrozzina, (pensate alle ruote anteriori che sono piccole), faticano non poco a percorrere questo tipo di terreno.
Altri ostacoli, barriere architettoniche, possono essere i gradini, la sabbia, rampe con pendenza superiore all'8%. Immaginate di avere un passeggino e provate a recarvi al parco senza sollevare nessuna delle 4 ruote, vi renderete conto che le nostre città e nostri parchi presentano tantissime barriere che impediscono ad alcuni utenti di fruire di luoghi pubblici.
La differenza tra un parco giochi classico e uno inclusivo è quindi l'esclusione di alcuni utenti, alcuni bambini. Nel primo caso, area giochi classica, alcuni utenti saranno costretti a restare a guardare. Nel secondo caso, area giochi inclusiva, tutti potranno sperimentare il gioco insieme!
È così semplice realizzare un'area gioco di questo tipo? No, purtroppo non lo è affatto e lo dimostrano i tanti parchi gioco inaugurati negli ultimi 2/3 anni dichiarati inclusivi ma che non garantiscono il gioco a tutti. Come può essere considerato inclusivo un parco completamente su prato con un vialetto di piastrelle, con spazi troppo ampi tra le stesse, (nei quali possono incastrarsi le ruote della carrozzina), e che non conduce neppure all'ingresso del gioco con rampa di accesso? Anche i giochi a molla scelti non sono fruibili da parte di tutti gli utenti che potrebbero aver bisogno di uno schienale e protezioni laterali.
Come può essere dichiarato inclusivo un parco su fondo di sabbia? Le carrozzine, anche se siamo nel 2017 e il progresso ha permesso grandi passi avanti in tanti campi, ancora sulla sabbia faticano a transitare, . Provate con un monopattino se volete provare un'esperienza simile.
Un parco giochi inclusivo deve dare priorità a giochi per bambini con disabilità? No! Un parco giochi inclusivo deve dare a tutti la possibilità di giocare. Installare due seggiolini con schienale non è necessario, meglio uno classico a tavoletta e uno con schienale in modo da lasciare liberi i bambini di dondolare nella maniera per loro più bella, confortevole, emozionante! Gli stessi pannelli ludici, che sono accessibili a tutti, devono essere posizionati in modo da essere fruibili in ogni modo da tutti.
L'adulto che ha deciso di posizionare i pannelli formando una "C" ha pensato che i bambini li avrebbero utilizzati esternamente ma forse non conosce così bene i bambini che, grazie alla loro fantasia, faranno diventare quella piccola nicchia interna una casetta, un negozio, un nascondiglio... Però questo spazio è troppo stretto, come farà un bimbo in carrozzina ad entrarci insieme ad un amico?
Sono piccoli accorgimenti ma sono importantissimi! L'accessibilità, gli spazi, la scelta dei giochi, nulla in un parco giochi inclusivo può essere affidato al caso, ogni elemento deve essere valutato attentamente.
Ad oggi in Italia la situazione è questa: solamente 40 parchi gioco inclusivi su tutto il nostro territorio ma sono presenti ben 242 altalene per carrozzine. In merito a questo gioco si potrebbero fare lunghissime riflessioni, ci limitiamo a dire che non può essere considerato un gioco inclusivo perché è riservato a utenti in carrozzina, ed è pure molto pericoloso quando viene installato in parchi pubblici non sorvegliati. Questo gioco, quando installato in un parco classico, (spesso su terra come nell'immagine sopra), non crea alcuna inclusione, serve solo a chi lo inaugura a farsi un pochino di pubblicità e far credere ai cittadini di aver creato un parco per tutti, ma è solo un'illusione.
E il progetto? Il progetto è importantissimo per evitare errori come quelli descritti sopra e tanti altri ancora! Per realizzare un parco giochi inclusivo è necessario rivolgersi a persone esperte di questo tipo di aree gioco e coinvolgere anche le persone direttamente interessate come, ad esempio, genitori di bambini con disabilità. Chi meglio di loro potrà sapere quali sono gli accorgimenti necessari a rendere accessibile un gioco a bambini con disabilità motorie o sensoriali?
In breve il nostro blog e pagina facebook per chi ancora non lo conosce: nasce per condividere con tutti i cittadini l'esperienza di due mamme che si conoscono nel 2012 e dopo aver constatato che a Santarcangelo non esisteva neppure un gioco accessibile a bambini con disabilità decidono di impegnarsi per farlo installare. Nel blog sono rilanciate ogni giorno notizie riguardanti inaugurazioni di parchi, articoli sul diritto al gioco, progettazione, suggerimenti, mappatura delle aree gioco inclusive e molto altro ancora. Il nostro impegno è quello di sensibilizzare tramite i social network e invio mail ai Sindaci delle città italiane.
Che è successo di bello in questi anni? Una delle cose che più ci ha dato soddisfazione è la nascita del parco Tutti a bordo!, un parco fortemente voluto da una mamma combattiva di Rimini, Elvira Cangiano, che nel 2012 ha fatto notare al Comune di Rimini la mancanza di uno spazio gioco inclusivo. Il Comune di Rimini, con i tempi burocratici che conosciamo tutti, ha risposto in maniera molto intelligente ovvero affidando il progetto a un consulente esterno esperto di aree gioco inclusive e ha coinvolto le associazioni di volontariato istituendo un gruppo di lavoro che ha dato vita a un bellissimo parco oggi frequentatissimo e apprezzato da tutti i cittadini
Il gruppo di lavoro è stato una scelta che ha sicuramente contribuito alla realizzazione di uno spazio gioco ben riuscito in quanto ogni persona coinvolta ha potuto dare il proprio contributo portando a conoscenza tutti i presenti di problematiche o richieste che forse non sarebbero state prese in considerazione.
L'ultima slide non ha assolutamente bisogno di didascalia, è sufficiente un piccolissimo sforzo per capire che una città priva di barriere è una città migliore per tutti noi!

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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27 febbraio 2017

Parchi inclusivi, il designer: “Aggiungere due altalene per disabili non serve a nulla”

“Aggiungere due altalene sulle quali possono salire i bambini in carrozzina, spesso poco sicure e non custodite, non significa affatto realizzare un parco giochi inclusivo”. Fabio Casadei è il progettista e designer che, dopo un percorso partecipato insieme al Comune di Rimini, alle blogger di “Parchi per tutti” Claudia Protti e Raffaella Bedetti e a Elvira Cangiano, mamma di due bambini con disabilità, ha disegnato l’area inclusiva al Parco Federico Fellini. Oggi alle 17 sarà ospite dell’assessorato alla Scuola del Comune di Ravenna in via Garatoni 1 per parlare, in un incontro su invito, di parchi per tutti.
“Non per cattiveria ma per mancanza di conoscenza, molti Comuni hanno preso da qualche anno ad aggiungere qualche altalena accessibile a chi è in carrozzina, pensando di essere a posto. In Italia siamo arrivati a 242. Ma quello non sarà un parco inclusivo, sarà esclusivo: su quei giochi non potranno salirci tutti e c’è chi si farà pure male. Realizzare un parco inclusivo significa che il bambino disabile deve poter accedere, poi interagire con gli altri, infine utilizzare i giochi in autonomia o comunque in sicurezza”.
Notizia integrale qui: http://www.emiliaromagnamamma.it/2017/02/parchi-inclusivi-il-designer-aggiungere-due-altalene-per-disabili-non-serve-a-nulla/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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26 febbraio 2017

Happy Family Expo 2017

Happy Family Expo 2017 - TALK SHOW “I SERVIZI 0/6 – LA LEGGE REGIONALE, LA PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE, CRESCITA E BENESSERE ATTRAVERSO LE ATTIVITÀ ALL'APERTO“ domenica 26/02/17 - ore 14:30 (Sala Borsa) – Trasmissione a invito.
Amministratori, tecnici, ma anche genitori e cittadini si confrontano sui Servizi rivolti ai bambini e alle famiglie e sui cambiamenti apportati recentemente alle norme regionali. La straordinaria ricchezza - in termini di quantità e qualità - di risorse dedicate ai più piccoli nel territorio emiliano-romagnolo rappresenta il riconoscimento di diritti e un grande investimento per il futuro.
Il talk show, registrato da TeleRomagna, offrirà uno spaccato del territorio romagnolo e delle sue peculiarità in tema di Servizi per l’Infanzia, per i genitori e per le famiglie, ben rappresentato a Happy Family Expo 2017, ottima opportunità di informazione e conoscenza.

Partecipano fra gli altri:
Elisabetta Gualmini, Vicepresidente Giunta Regione Emilia-Romagna
Davide Drei, Sindaco Città di Forlì
Gian Luca Bagnara, Presidente Fiera Forlì
Maria Grazia Pascucci, Servizio Sanità pubblica- Regione Emilia-Romagna
Ouidadi Bakkalì, Assess. Pubb. Istruzione e Infanzia, Formazione - Ravenna
Lubiano Montaguti, Vicesindaco, Ass. Politiche Educative Formazione, Istruzione - Forlì
Paolo Zanelli, Dirigente Serv. Politiche Educative e Genitorialità - Forlì
Lorella Zauli, Ufficio Scolastico Provinciale FC  
Enrico Valletta, Direttore UO Pediatria OspedalePierantoni Forlì
Teresa Campidelli, Coordin. pedagogica Servizi 0/6 - Forlì
Alberto Mazzotti, Presidente Consulta Genitori dei Servizi comunali 0/6 - Forlì
Helenia Fantini, Centro per le Famiglie - Forlì
Massimo Marcuccio, Professore associato, Dip.to Scienze Educazione Università di Bologna
Michela Schenetti, Ricercatrice confermata e docente Dip.to Scienze Educazione - Università di Bologna

Insegnanti, cittadini, genitori, associazioni contribuiranno presentando esperienze particolarmente innovative del territorio romagnolo. Rappresenteranno quanto la partecipazione di genitori e cittadini qualifichi e renda i Servizi 0/6 dei beni preziosi per tutta la comunità e quanto l’attenzione ai neogenitori possa rientrare fra le azioni necessarie al benessere delle famiglie contemporanee, così come un rinnovato interesse verso stili di vita più salutari ben si accosti a una maggiore attenzione a sfruttare l’ambiente esterno come contesto di apprendimenti importanti, ove bambino e adulto possono, insieme, stupirsi ed imparare.
L’evento sarà trasmesso sui canali 14/74 nelle giornate successive.

Notizia integrale qui: http://www.happyfamilyexpo.it/eventi.aspx?IdEvent=362

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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24 febbraio 2017

Parco giochi classico e parco giochi inclusivo spiegato da un bambino

Parco giochi classico e parco giochi inclusivo, ve lo spiega un bambino di 9 anni in tre minuti!
Note: i sassolini molto lisci sono i vialetti in ghiaino lavato :-)



Fate un po' voi... Se l'ha capito lui, forse possono capirlo anche i grandi, anche le persone che si occupano di realizzare le aree gioco, chi vende le strutture per parchi, i Sindaci, ...
A presto con nuovi video!

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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23 febbraio 2017

Un'altra altalena per bambini con disabilità su ghiaia

Fossano (Cuneo). È stato inaugurato martedì 21 febbraio il parco cittadino di piazza Romanisio sul quale il comune è intervenuto per installare nuovi giochi, ridipingere le panchine e restituire un po’ di verde ai tanti bambini del quartiere. Un investimento importante che ha portato il comune ha spendere 42 mila Euro, (con il contributo di 8.700 Euro raccolto dalla Strafossan 2016), e impiegato per dotare il parco di un’altalena inclusiva adatta ai bambini diversamente abili e scelta in collaborazione con l’associazione Camminare Insieme.
Notizia integrale qui: http://www.targatocn.it/2017/02/23/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/rifatto-il-look-a-tre-parchi-cittadini-a-fossano-la-bellezza-dellaltalena-inclusiva.html

"Voi" continuate a installare giochi potenzialmente fruibili da parte di bambini con disabilità su terreni non accessibili e noi continuiamo a rompere le scatole! Ce lo spiegherete, prima o poi, perché una mamma deve spingere con fatica, e rischi, una carrozzina per disabili su ghiaia per raggiungere un'altalena, perché noi proprio non lo capiamo... Non ha alcun senso installare una simile altalena su un terreno non accessibile con facilità alle carrozzine. Ma avete mai provato a spingere una carrozzina su uno strato di ghiaia?

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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22 febbraio 2017

Emozioni al Dynamo Camp - Raffaella Bedetti

Perché questo post... Perché considero il Dynamo un parco giochi, anzi IL parco gioco, il parco giochi inclusivo e accessibile che ogni regione dovrebbe avere. Certo stiamo parlando di una struttura privata e con dei volontari che assistono ogni attività ricreativa, ma la gioia e la serenità dei bambini che si incontrano qui è proprio quella che vorrei vedere in tutti i bambini con difficoltà quando vanno al parco giochi sotto casa, almeno per un oretta a settimana.


DYNAMO CAMP: LA NOSTRA ISOLA FELICE DOVE TUTTO SI PUÒ
Esiste un luogo immerso nella natura da dove, una volta arrivati, non vorresti più ripartire. Se non lo avessi vissuto in prima persona forse ancora dubiterei dei messaggi tipo "qui tutto è possibile - il luogo dove i sogni diventano realtà - i limiti non esistono". Due anni fa, quando siamo stati contattati per partecipare ad un soggiorno di 3 giorni con tutta la nostra famiglia, leggevo e rileggevo i fogli da compilare e mi chiedevo se avessero veramente idea dei limiti che può avere un bambino in carrozzina e se fosse normale chiederci se potesse partecipare all'arrampicata a parete. Abbiamo preparato le valige e siam partiti con tanta curiosità ma anche con i nostri timori.
Varcato l'ingresso del Dynamo Camp siamo stati letteralmente catapultati in un mondo fatto di sorrisi, allegria, saluti, il nostro nome rimbalzava da una persona all'altra "è arrivata la famiglia Agostini", (lo ammetto, per i primi cinque minuti ho pensato che fossero tutti pazzi), chi si occupava dei nostri bagagli, chi ci presentava due ragazze che avrebbe "seguito" le nostre pesti, chi ci consegnava un programma attività, e tutti sorridendo, tutti come se ci conoscessero da tempo.
È stato difficile non lasciarsi contagiare da tanto entusiasmo, ma  il Dynamo è proprio questo. Ed è altrettanto difficile riuscire a trasmettere tutte le infinite emozioni positive che si vivono in quel luogo.
Più volte parlandone mi son sentita dire che mi brillano gli occhi, come potrebbe non essere così ricordando l'emozione di mio figlio che, con la sua disabilità motoria, riesce a fare l'arrampicata a parete fino alla fine e non vuol più scendere? Come può non essere così quando mi ricordo che mio figlio mi salutava euforico dopo la colazione e se ne andava con gli atri bambini e le loro spider e i volontari per andare in piscina senza di noi? Ma dico... Senza di noi?!
Dynamo Camp è un camp di terapia ricreativa dove tutti i bambini possono lasciare da parte le loro difficoltà, la malattia, le terapie mediche, le ospedalizzazioni e divertirsi spensierati in tante attività. Qui i bambini non partecipano per  essere curati. anche se qui una cura viene somministrata a insaputa di tutti: una cura per il nostro cuore. I bambini vivono il camp in piena autonomia, sempre affiancati dai volontari: i dynamici, non è indispensabile sapere che malattia abbiano ma sono tutti istruiti su come aiutarli e come intervenire in caso di necessità. I dynamici appaiono in mensa per la colazione e sono una figura sempre presente nell'arco di tutta la giornata fino all'ora di tornare nelle casette per la buonanotte. te li ritrovi all'improvviso a fianco e ti ripetono "mamma finisci pure di pranzare, lo porto io in bagno!"
Tutte le strutture del camp sono completamente accessibili, addirittura c'è la rampa di fianco al maneggio dei cavalli per far arrivare i bimbi in carrozzina ad altezza cavallo e da qui, in sicurezza, salgono a cavallo per la loro passeggiata! E la rampa anche per salire sul palco del teatro? E i pulmini per gli spostamenti dentro al camp? Tutti con la pedana!
Noi abbiamo avuto la fortuna di partecipare a due sessioni famiglia. sia noi genitori che i bambini partecipavamo alle stesse attività, alcune insieme come famiglie altre divisi e in momenti diversi. Sicuramente i bambini sono attratti da tutte queste attività, che con la bella stagione si svolgono in prevalenza all'aperto, tiro con l'arco, percorso con i cani addestrati, arrampicata, radio, teatro, spettacoli di magia, piscina, ma considerando i limiti imposti dalla malattia stessa  e le difficoltà quotidiane per partecipare a tante attività, per loro è veramente una conquista poterci riuscire, e soprattutto poterlo fare senza i genitori, in autonomia e libertà.
Allo stesso tempo noi genitori abbiamo potuto sperimentare sulla nostra pelle le medesime attività, ma cosa più importante abbiamo imparato a lasciar andare i nostri figli, ad affidarci ai dynamici e affidare a loro i nostri figli, abbiamo avuto l'opportunità di lasciare appesi ad un filo con una molletta i nostri pensieri, le nostre paure, e dedicare 30 minuti a noi stessi tanto alla fine della camminata con il Nordic Walking (che era più Walking Talking) nessuno si era rubato i nostri pensieri e neanche la molletta.
Abbiamo guardato Cristian salire in arrampicata, mi ricordo come fosse ieri: l'ansia e la paura che pian piano se ne sono andate lasciando il posto all'euforia e a lacrime di gioia quando alla fine dei 12 metri si è girato e urlando ha detto "da quassù tutto è bellissimo! quando lo rifacciamo?"
Sono salita in arrampicata che mi tremavano le mutande e sono arrivata in cima divertendomi e chiedendomi se potevo rifarlo!
Cristian, che normalmente è obbligato a frequentare la piscina per fare fisioterapia, entrava in acqua contento perché con Nicola facciamo i giochi e i tuffi. Io che la piscina non mi fa impazzire, ho fatto le apnee con le bombole!!! E in tutto questo anche Mattia, e gli altri fratelli, vivono nello stesso modo tutte le attività, né più né meno,  loro che di solito "subiscono" un po' gli impegni quotidiani qui sono protagonisti.
Abbiamo capito cosa spinge i dynamici ad alzarsi prima di noi la mattina e andare a dormire dopo di noi, a fare ogni cosa sorridendo con i nostri bambini, Claudio dopo l'arrampicata di Cristian ci ha detto "voi vedete Cristian salire da quaggiù e sicuramente gioite per la sua impresa, ma io ho visto i suoi occhi una volta arrivato in cima, e credetemi, la sua gioia mi ripaga per tutti gli sforzi e mi da la forza per rifarlo ancora".
Abbiamo avuto dei tempi solo per noi genitori, mica per non far niente a guardare il cielo, ma durante i quali tra una nuotata e un esperienza di teatro, abbiamo condiviso con altri le nostre esperienze, i nostri problemi, le nostre paure, momenti in cui ci chiedevamo cosa stessero facendo i nostri figli e se avessero avuto bisogno di noi, e personalmente ho guadagnato più fiducia in me, nei miei figli ma soprattutto negli altri. I miei pesi quotidiani ci sono e ci saranno sempre, ma Dynamo mi ha insegnato a potermi affidare agli altri (il gruppo autostima faceva partire il coro con il nostro nome ad ogni difficoltà pratica nelle varie attività e se all'inizio eravamo scettici poi ci dava realmente la carica per affrontare tutto), mi ha insegnato che i limiti ce li creiamo da soli ma si possono superare, che i sogni non vanno rinchiusi nel cassetto, che perlomeno ci si può provare.
Raffaella Bedetti

#unabbraccioperdynamocamp
Fino al 27 febbraio è possibile sostenere le attività del Dynamo Camp, che ospita gratuitamente famiglie e bambini con gravi patologie, con una piccola donazione via SMS al 45514 www.dynamocamp.org
Se volete riascoltare l'intervista alla famiglia Agostini andata in onda a Deejay Chiama Italia del 17/02/17 con Raffaella e Tomas: http://www.deejay.it/audio/dynamo-camp-raffaella-e-thomas/512992/
Se preferite potete guardare il video, lo trovate qui: http://www.deejay.it/rubriche/djci-le-puntate-on-demand/452201/ (non è un link diretto, cercate la data venerdì 17/02/17, Raffaella e Tomas sono dal minuto 46:50)


Dynamo Camp è un camp di Terapia Ricreativa, primo in Italia, appositamente strutturato per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Dal 10/02/2017 è attiva la raccolta fondi tramite SMS e chiamate da rete fissa per contribuire a regalare una vacanza a Dynamo Camp a 420 bambini e ragazzi malati gravi o cronici. 

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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Campobasso: i bambini assegnano i compiti al sindaco

Campobasso. Scuole sicure, prima di tutto. E poi aree verdi in cui giocare, senza le siringhe dei tossicodipendenti a cui fare attenzione. E ancora: una città più pulita e decorosa, più a misura di disabile e dei pedoni. È la Campobasso che sognano i 32 piccoli esponenti del Consiglio comunale dei bambini e delle bambine che nel pomeriggio di martedì 21 febbraio si è riunito per la prima volta nella sala consiliare di Palazzo San Giorgio. Loro hanno ben chiara l’idea di come dovrebbe essere una città a misura di bambino. A cominciare dalla scuola.
La lista dei desideri è lunga. «La città è sporca, i marciapiedi sono pieni di escrementi dei cani, i muri sono coperti di scritte ma sarebbe importante tenerli puliti: è come se fossero aule»
«Mi piacerebbe che venisse realizzato un parco giochi attrezzato per i bambini disabili». E ancora: «Non è giusto che i parcheggi per i disabili vengano occupati dalle auto ‘normali’».
«Questa iniziativa – riconosce il primo cittadino Antonio Battista - è diventata un punto di riferimento, ma anche uno strumento di aggregazione e di crescita. L’esperienza che vivrete in questa sala consiliare, la più importante di tutte, quella in cui si celebra e si concretizza la democrazia cittadina, la ricorderete per sempre».
Notizia integrale qui: http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=24248

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Nuovo gioco a Marmirolo

Marmirolo (Mantova). Il castello, con rampa e scivolo, verrà posizionato nel giardino pubblico che si trova davanti alla scuola materna di via Penna e sarà un primo tassello del parco inclusivo. Con questo investimento di circa 15mila euro, il Comune è intenzionato a valorizzare l’area giochi di via Penna come un’area ludica senza barriere architettoniche, dunque anche a misura di bambini con handicap. Il gioco verrà montato entro marzo, e le carrozzine potranno salire sull’apposita rampa.
La struttura è stata progettata per poter agevolare l’ingresso dei piccoli fruitori con difficoltà motorie, tramite rampa di accesso inclinata e la predisposizione dell’accesso alla pista scivolo con altezza di partenza sopraelevata per i bambini in carrozzina.
Notizia integrale qui: http://www.ultimissimemantova.it/Cronaca/7550_Marmirolo_Una_giostra_inclusiva_per_bambini_disabili.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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I bambini intelligenti si arrampicano sugli alberi e si sporcano nel fango

La maggior parte dei bambini passa il pomeriggio in casa, solitamente davanti alla televisione o giocando al computer, perdendo così una serie di esperienze importantissime per la propria crescita.
Secondo una ricerca recentemente condotta, un bambino su dieci non sa andare in bicicletta, non si è mai arrampicato su un albero, ignora cosa vogliano dire giochi comunissimi come campana, palla avvelenata o un-due-tre stella.
Il problema di fondo è molto più semplice: la maggior parte dei genitori non vogliono che i loro figli si arrampichino sugli alberi, rincorrano rane, si sporchino nel fango o giochino da soli con altri bambini.
Questa mancanza è realmente penalizzante per i bambini, poiché giocare all’aria aperta, sporcarsi di terra e fango sono delle attività che oltre a renderli felici, li aiutano ad essere maggiormente attivi e a giocare insieme ai loro coetanei. Questo ha un’evidente e positiva ricaduta sia sulla loro salute che sul loro sviluppo fisico ed emotivo. Arrampicarsi su un albero, ad esempio, insegna loro che per superare una sfida lo sforzo e la concentrazione sono fattori fondamentali.

Perché è così importante che i bambini giochino all’aperto con i loro coetanei?
Giocare all’aperto senza la supervisione di un adulto, è un’ottima lezione di vita che insegna ai bambini a risolvere i problemi che si presentano. Infatti, se vorranno essere accettati dal resto del gruppo si vedranno costretti a controllare alcuni dei loro comportamenti e seguire le regole concordate.
Giocando all’aperto, senza la supervisione dei genitori, i bambini si trovano spesso in situazioni difficili, sia fisicamente che socialmente. Se vogliono uscirne a testa alta devono imparare a controllare le loro emozioni. Per esempio, è probabile che la prima volta che un bambino deve arrampicarsi su un albero provi paura, ma ben presto la dominerà, soprattutto se si trova di fronte ai suoi amici.
Quando i bambini giocano fuori casa si sentono più liberi, per questo preferiscono dedicarsi a giochi non strutturati che stimolano la loro immaginazione, la creatività e l’intelligenza. Immaginare castelli in aria, creature magiche o trasformare il ramo di un albero in una spada, stimola le connessioni neurali e migliora lo sviluppo del cervello.
Quando i bambini sono lontani dai loro genitori e questi non possono agire da mediatori, devono imparare a risolvere i problemi da soli. Ciò significa che dovranno valutare diverse alternative, provare soluzioni diverse e forse sbagliarsi, finché non troveranno la risposta di cui hanno bisogno.

Il gioco libero è un’occasione unica per i bambini di esplorare i propri interessi senza alcuna pressione. In questo caso i bambini possono lasciare l’attività quando si sentono annoiati, l’obiettivo finale non è il risultato, ma godere di ciò che fanno. In questo modo imparano ad appassionarsi a quello che fanno e capiscono che al di là dei risultati, possono godere del processo.

Il gioco sociale è un modo naturale per fare amicizia e imparare a relazionarsi con gli altri in modo equo. Infatti, dal momento che il gioco è un’attività volontaria e i bambini possono abbandonarlo in qualsiasi momento se si sentono a disagio, capiscono subito che per divertirsi hanno bisogno dei loro compagni di gioco e cercheranno di gestire diplomaticamente le differenze pur di continuare a giocare.

Notizia integrale qui: http://psicoadvisor.com/cosa-precludiamo-ai-bambini-non-facendoli-giocare-allaria-aperta-5088.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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21 febbraio 2017

Trieste: attrezzature per 15 aree gioco

La Fondazione CRTrieste ha sostenuto con forte interesse l'iniziativa proposta dal Comune di Trieste di rimodernare le aree gioco. È molto importante che bambini e ragazzi possano giocare in ambienti sicuri e confortevoli. Grazie inoltre alla particolare attenzione rivolta al tema dell'inclusività, bambini e ragazzi che presentano disabilità potranno partecipare più agevolmente alla vita della comunità, integrandosi più facilmente ai propri coetanei.


Tra le cinquantaquattro aree gioco di proprietà dell'Amministrazione comunale, sono quindici quelle selezionate per la collocazione delle nuove strutture (acquistate per un importo di € 75.00,00): pineta di Barcola; giardino di piazza Hortis (non ancora installate in attesa di conclusione cantiere di restauro della piazza/giardino); giardino di via San Michele; piazzale De Gasperi; via Benussi; giardino pubblico “Muzio de Tommasini”; giardino “Antollovich” di via Carpineto; parco di Villa Cosulich; via Monte Mangart-Altura; Santa Croce; laghetto di Contovello; giardino di via Boccaccio; centro civico di Opicina; via Fiordalisi-Opicina; via Carsia-Opicina.

Sono state installate altalene con seggiolini ergonomici a forma di orsetto per il contenimento del bambino, altalene con cestone in rete per l'utilizzo da parte di più bambini anche con disabilità, altalena con seggiolini a tavoletta-cestino per bambini più piccoli, pannelli gioco tattili accessibili anche in carrozzina, giochi a molla inclusivi, dondoli a bilico a due posti, scivolone inclusivo con scala con alzate basse, combinazioni con torrette, scivolo e rampe di accesso per carrozzine. 
Nel rinnovare queste aree si è tenuto conto anche dell'importanza di permettere a tutti l'accessibilità ai giochi attraverso l'eliminazione di barriere architettoniche e l'istallazioni di elementi di arredo, come panche e tavoli, utilizzabili anche da chi si muove in sedia a rotelle.

Notizia integrale qui: http://retecivica.trieste.it/new/Default.asp?tabella_padre=sezioni&ids=12&tipo=-&pagina=cstampa_leggi.asp&comunicato=15111

Noi aggiungiamo una piccola riflessione riguardo ciò che abbiamo visto nelle immagini pubblicate da Rete civica del Comune di Trieste: non siamo riuscite a comprendere il motivo della scelta di mettere due altalene ad orsetto affiancate che, immaginiamo, siano le uniche due del parco. Questo tipo di altalena va benissimo per i bambini che necessitano di essere contenuti ma talvolta, (a seconda del tipo di seggiolino scelto visto che ne esistono di vari tipi), possono creare difficoltà nel salire a bambini "normodotati" e inoltre non riescono a dondolare così veloci come il classico seggiolino a tavoletta. Noi, due mamme non esperte, avremmo scelto un'altalena con seggiolino classico e una con seggiolino orsetto in modo da offrire due modi di dondolare e il gioco sarebbe stato garantito a tutti.
La seconda perplessità deriva dal particolare posizionamento scelto per i pannelli ludici. È chiaro che il gioco dei numeri o tris è rivolto verso l'esterno ma tutti conosciamo i bambini e sappiamo che utilizzeranno i giochi con la loro fantasia; posizionare i pannelli a "C" significa creare un piccolo spazio che può diventare una casetta, un'officina, un negozio, ... Peccato che lo spazio sia così stretto che probabilmente un bimbo in carrozzina affiancato da un bimbo in piedi non riusciranno ad entrarci.
Non vogliamo sembrare quelle che criticano sempre, vorremmo invece che prima o poi si capisse che sono i piccoli particolari che rendono un parco uno spazio speciale, magari inclusivo. Non è sufficiente posare delle attrezzature, serve una persona che dia indicazioni precise. Perché non iniziamo a realizzare spazi più belli e con più cura?

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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20 febbraio 2017

Genova: altalena che abbatte le barriere?

Genova. Tutti i bambini sono uguali davanti ai giochi e, proprio partendo da questa filosofia, il municipio medio levante ha deciso di investire una parte delle risorse per il riallestimento del parco giochi di Piazza Rossetti in una altalena speciale, che può essere utilizzata anche dai bimbi diversamente abili. 
Notizia completa qui: http://www.genova24.it/2017/02/piazza-rossetti-laltalena-abbatte-le-barriere-174894/



Facciamo un po' di chiarezza: noi apprezziamo moltissimo l'impegno che associazioni, amministrazioni, comitati di cittadini e altri gruppi di persone mettono nel cercare di garantire il gioco a tutti i bambini ma bisogna prestare molta attenzione e soprattutto informarsi bene. Il tipo di altalena installato a Genova è un gioco riservato a utenti in carrozzina. Non può essere utilizzato da bambini che stazionano in piedi sulla pedana, né normodotati, né disabili; quando pensiamo a un "bambino disabile" ci viene subito in mente la carrozzina ma esistono bambini con disabilità differenti, non tutti usano la carrozzina!
"... la giunta municipale ha voluto rinnovare i giochi di piazza Rossetti e fare in modo che fossero giochi aperti a tutti
Giochi aperti a tutti: parco inclusivo, ovvero un progetto che tenga conto dei tutti i tipi di disabilità, quindi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti. Installare questo tipo di altalena non garantisce, purtroppo, il gioco a tutti i bambini, semplicemente da la possibilità di dondolare a chi usa la carrozzina ma non dimentichiamoci che questi bambini potranno utilizzare solo questo gioco nel parco, perché gli altri, da quel poco che si vede nel video, non sono accessibili.
Affermare che questo gioco potrà essere utilizzato sia da bambini normodotati che disabili non è corretto; questo tipo di gioco è riservato a utenti in carrozzina, l'utilizzo da parte di bambini che stazionano in piedi sulla pedana è molto pericoloso in quanto diversi elementi e posizione degli stessi, da quel che abbiamo potuto capire, non è che rispettino al 100% la normativa sulla sicurezza che, ad esempio, prevede seggiolini delle altalene in materiale in grado di assorbire gli urti per evitare danni gravi, questo tipo di seggiolino/pedana è in metallo... Un bambino in carrozzina che utilizzi questo tipo di gioco non potrà mai cadere fuori dall'altalena ma un bimbo che la utilizzi in piedi sì, pensate a quanto è pesante la pedana di metallo, che potrebbe colpire accidentalmente il bimbo caduto fuori dall'altalena e steso a terra proprio vicino alla pedana che oscilla. Purtroppo tra il terreno e la pedana spesso non c'è neppure lo spazio per appunto la testa di un bimbo caduto e rimasto a terra.
Inclusione sì, quella vera, (non quella data da un solo gioco come questo), ma la sicurezza prima di tutto!
Grande stima per tutti coloro che cercano di far qualcosa per aprire i parchi gioco anche a bambini con disabilità ma chiediamo molta, molta, molta più attenzione alla scelta dei giochi e alle notizie che si diffondono.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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18 febbraio 2017

Disabilità, amministrazione a confronto con le associazioni

TERMOLI. Nella sala consiliare del Comune di Termoli si è svolta nei giorni scorsi una nuova seduta della Consulta Comunale permanente sui problemi delle persone con disabilità, organo tecnico di partecipazione, consultazione, dialogo e proposizione sulle attività e sui programmi riguardanti le persone con disabilità.
Sono stati molti gli argomenti all’ordine del giorno. Si è discusso innanzitutto di trasporto accessibile. Alla presenza dell’Assessore Gallo, si è parlato dell’adozione del Peba e della possibilità di far adottare agli esercizi commerciali delle pedane rimovibili.
Si è parlato anche della riqualificazione delle aree verdi di Colle della Torre, Colle Macchiuzzo, Difesa Grande e Via Stati Uniti. La Consulta sta lavorando in sinergia con l’Assessorato per realizzare spazi gioco fruibili anche ai bambini con disabilità, attraverso l’acquisto di giochi inclusivi.
Notizia integrale qui: http://www.termolionline.it/2017/02/16/disabilita-amministrazione-confronto-le-associazioni/

Leggi anche qui: Termoli 2020, cambiamo il volto della città, insieme. L’ambizioso progetto di riqualificazione del centro renderà Termoli una città pronta ad affrontare le sfide urbanistiche e turistiche dei prossimi decenni e darà impulso economico e occupazionale al territorio. Verranno riqualificate via Roma, Piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce trasformando il centro di Termoli in una delle più grandi aree pedonali senza barriere architettoniche d’Italia, con uno spazio giochi per i bambini.
L'area ludica di circa 500 mq che venendo attrezzata con giochi tradizionali ed inclusivi rappresenterà una vera chicca per la città, divenendo uno dei quasi 300 parchi inclusivi in Italia (fonte del blog “Parchi per tutti”) ed il secondo a Termoli e nel Molise.
Notizia integrale qui: http://www.termoli2020.it/il-progetto-in-dettaglio/larena-allaperto-e-larea-ludico-ricreativa-per-bambini/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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17 febbraio 2017

Icaro TV - Come se fosse facile. Parchi per tutti?

Buongiorno amici, come vi avevamo anticipato siamo state invitate a partecipare a una trasmissione che è andata in onda su Icaro TV giovedì 16/02/17 "Come se fosse facile" che approfondisce tematiche sociali. Naturalmente siamo state veramente felici di accettare e di aver avuto la possibilità di parlare di parchi giochi inclusivi insieme ad Elvira Cangiano, ringraziamo quindi tantissimo Icaro TV, Stefano Rossini e anche Silvia Sanchini che ci ha sostenute in maniera fantastica. 



Godetevi il video, è un po' lungo: ben 37 minuti ma vi assicuriamo che val la pena guardarlo, o anche solo ascoltarlo perché oltre a qualche dato riguardante la situazione italiana su parchi e progettazione si è parlato tanto di bambini e diritto al gioco, Raffaella ed Elvira hanno espresso dei pensieri bellissimi! Se tutti i Sindaci ascoltassero questi 37 minuti, (con il cuore però, non con le orecchie!), forse in Italia avremmo molti più parchi gioco inclusivi, non solo sulla carta ma inclusivi per davvero! Perché non puoi restare impassibile quando ascolti una mamma raccontare di quanto sia bello portare il proprio figlio al parco e vederlo giocare con altri bambini, ecco: pensate che non tutte le mamme possono compiere questo semplice gesto così importante per i bambini. Se non vi hanno convinto le mamme pensate alle frasi pronunciate dai figli di Elvira... Mi ricordo che il piccolino quando siamo arrivati mi ha detto: "io l’avevo sognato". Questa cosa mi ha lasciato senza parole. Invece la più grande che si lasciava ciondolare sull’altalena a cestino, è stata fortissima perché mi ha detto “questa sì che è vita”.


Naturalmente, a causa dell'emozione, ci siamo dimenticate di ringraziare, oltre alle amministrazioni di Santarcangelo e Rimini, tutte le persone coinvolte nel progetto partecipato per la realizzazione del parco Tutti a bordo!: Carla Franchini che ha proposto una mozione nel lontano dicembre 2012, le associazioni: UICI sez. di Rimini, UILDM sez. di Rimini, Crescere Insieme, Papa Giovanni XXIII, Fabio Casadei Designer.

Se volete ascoltare solamente alcune parti qui sotto le domande e il minuto di riferimento del video:
1:28 Claudia, cos'è un parco inclusivo?
2:27 Raffaella, cosa c'entrate voi con il parco giochi inclusivo di Santarcangelo? 
4:48 Quando è nato il blog Parchi per Tutti?
5:40 Attualmente il vostro blog è un po' il punto di riferimento per chi cerca informazioni?
6:50 Claudia, come ha reagito il Comune di Santarcangelo?
7:20 Elvira, ci racconti l'esperienza di Rimini con il parco inclusivo?
11:00 A Santarcangelo in che situazione è il parco a cui voi avete contribuito?
13:18 Come reagiscono adulti e bambini di fronte alla disabilità?
16:44 Elvira: Il parco giochi inclusivo amo definirlo un laboratorio a cielo aperto di inclusività e socializzazione perché i bambini imparano giocando. Una comunità che da vita a un parco inclusivo è una comunità lungimirante che crea cultura.
18:00 Claudia, quanti sono i parchi inclusivi in Italia?
19:50 Raffaella, il parco giochi è inclusivo ma la città?
23:28 Elvira: il gioco con il bambino disabile spesso è mediato dall'adulto e volto all'acquisizione di capacità, viene considerato un'attività terapeutica, mentre al parco giochi il bambino può sperimentare il gioco come puro divertimento.
25:20 Cristian al parco gioca con gli altri bambini.
27:45 Claudia, ho letto sul vostro blog che lamentate la mancanza di un progetto di un parco inclusivo
29:30 Claudia, come avete visto cambiare la situazione in questi ultimi tre anni?
31:14 Elvira, vorrei chiederti l'importanza del gioco per i bambini. Per i bambini disabili o per i bambini e basta?
35:00 Il nostro serpente Tuiotù

Claudia:
Un parco giochi inclusivo, lo dice la parola stessa, è un parco che include tutti, uno spazio privo di barriere dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Con tutti si intendono bambini che possono correre, bambini che stanno sulla carrozzina, bambini ciechi, qualsiasi bambino, anche chiaramente bambini normodotati perché è appunto un parco per tutti.
Non sarebbe giusto dividere i bambini in due gruppi, tutti devono giocare insieme e questo è un parco dove possono andare tutti e tutti si devono divertire insieme.
Raffaella:
I bambini cosa fanno? Giocare, divertirsi tra di loro, fare esperienze, confrontarsi, sbagliare, cadere ma lo devono poter fare.
I primi giorni eravamo un po’ titubanti, va beh: scriviamo il nostro pensiero, lanciamo qualcosa, mettiamo una provocazione. E poi invece nel giro di breve è diventato un lavoro a tempo pieno con richieste di consigli, mail, ci arrivavano segnalazioni…
Elvira:
Mi ricordo che il piccolino quando siamo arrivati mi ha detto: "io l’avevo sognato". Questa cosa mi ha lasciato senza parole. Invece la più grande che si lasciava ciondolare sull’altalena a cestino, ce l’ho registrata, è stata fortissima perché mi ha detto “questa sì che è vita”.
Resta un diritto negato nel momento in cui una comunità non si attiva per realizzarlo, direi una comunità sorda, una comunità cieca che non vuole sentire, che non vuole vedere e pensa che l’altro non sia capace di desiderare, volere, che non sappia fare.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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16 febbraio 2017

Giovedì 16/02/17 saremo a "Come se fosse facile"

PARCHI PER TUTTI? Ne parleremo in una nuova puntata di "Come se fosse facile", il programma di approfondimento sociale condotto da Stefano Rossini, giovedì 16 febbraio alle 20,30 su Icaro tv (canale 91).
Il gioco è un diritto di tutti i bambini, lo sancisce anche la Convenzione ONU per i diritti dell'infanzia e l'adolescenza. Ma è davvero così semplice per un bambino disabile trovare un luogo dove giocare? I parchi delle nostre città sono accessibili a tutti? Qual è la situazione della provincia di Rimini rispetto al superamento delle barriere architettoniche?
In studio: Claudia Protti e Raffaella Bedetti, autrici del blog Parchi per tutti e Elvira Cangiano, mamma ed educatrice de Il Millepiedi cooperativa sociale. Una puntata, davvero, da non perdere! #parchipertutti #comesefossefacile

Riminisocial2.0 http://www.newsrimini.it/rimini-social/
Icaro Communication http://www.icarocommunication.com/icaro-tv-2/
Icaro TV http://www.icaro.tv/


Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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15 febbraio 2017

Gioco anch’io, no tu no

Da qualche tempo si parla di parchi giochi inclusivi ma cosa significa veramente? A Roma ci sono delle aree dove i bambini normodotati e disabili possono giocare insieme. Voi ci siete mai stati?
Questo video è stato realizzato da Arte nel Cuore Onlus che ringraziamo tantissimo! Volete saperne di più? Visitate il loro sito, www.artenelcuore.it, noi vi diciamo solamente che si tratta di un'Accademia di Spettacolo per ragazzi disabili e normodotati. Corsi di recitazione, dizione, metodo mimico, danza classica e moderna, dance ability, canto e musica, scenografia, trucco e parrucco, scrittura e sceneggiatura, teatro e danza bimbi. Dove c'è talento non esistono barriere!
Riguardo ai parchi inclusivi, oltre a quello che abbiamo raccontato nell'intervista vorremmo aggiungere la definizione:

Un'area gioco inclusiva è uno spazio dove tutti i bambini possono giocare insieme. Un'area priva di barriere architettoniche, dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli.

Parole chiave: accessibilità e fruibilità! Purtroppo i parchi gioco inclusivi sono ancora poco conosciuti in Italia e, anche se diverse associazioni, amministrazioni e comitati di genitori hanno messo tanto impegno nel cercare di realizzare un PARCO PER TUTTI, non tutti ci sono riusciti. E la motivazione è che progettare un parco inclusivo non è un gioco da ragazzi! Richiede tante competenze tra cui quelle sulle strutture gioco, leggi sull'accessibilità, conoscenza dei bisogno dei bambini con disabilità, ... Un parco inclusivo deve prima di tutti essere accessibile con facilità e possibilmente in autonomia a tutti gli utenti, grandi e piccini. Devono essere predisposti vialetti lisci e pianeggianti e sufficientemente larghi da permettere il transito a utenti che usano la carrozzina, i giochi devono essere posati su pavimentazione liscia e pianeggiante che permetta a tutti gli utenti di muoversi. Purtroppo il parco mostrato nelle immagini, ad oggi, non può essere definito inclusivo ma noi apprezziamo davvero tanto lo sforzo e l'impegno delle persone che ci hanno lavorato, lo sappiamo che è difficile, e magari avevano anche un budget limitato.
Possiamo però continuare a lavorare tutti insieme per sensibilizzare e magari in un futuro anche quel parco potrà essere reso più accessibile e migliorato con strutture gioco, ad esempio, dotate di schienali e protezioni laterali che sono indispensabili per i bambini che non hanno il controllo completo del proprio corpo :-)

Grazie Black&White!
Se vi fa piacere andate sulla pagina facebook L'Arte nel Cuore Onlus e cliccate Mi Piace https://www.facebook.com/lartenelcuoreonlus/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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Pronto il parco giochi “inclusivo” di Armino

Ad Armino, (zona di Gavirate, provincia di Varese), sono stati posizionati dei giochi per dare vita ad un “parco inclusivo”. Si tratta di una struttura che permette a tutti i bimbi, anche con problemi di mobilità o deficit visivi, di poter giocare in maniera libera e sicura.
Il fondo del parco è in uno speciale rivestimento in materiale sintetico, imbottito, che evita di farsi male in caso di caduta. Gli spazi appositamente calibrati per un approccio dolce e senza barriere.
Notizia integrale qui: http://www.varesenews.it/2017/02/e-pronto-il-parco-giochi-inclusivo-di-armino/595044/
Noi però non siamo riuscite a capire come un bambino con disabilità motoria, anche non grave, possa utilizzare la struttura principale. Forse nelle immagini non si vede l'accesso facilitato? Siamo felici di leggere notizie dell'inaugurazione di nuove aree gioco inclusive ma speriamo in una sempre maggiore attenzione alla progettazione del parco e scelta delle strutture gioco in modo che il maggior numero di bambini possa utilizzarle. Le strutture di arrampicata sono belle e devono essere installare al parco ma la stessa struttura, ad esempio, può avere più di un accesso: uno facilitato e uno con arrampicata :-)
I parchi gioco inclusivi necessitano di una progettazione attenta per poter garantire il gioco a tutti i bambini.
Attendiamo di conoscerei la vostra opinione, i vostri consigli, cosa si potrebbe fare per rendere un parco davvero inclusivo ovvero accessibile e fruibile da parte di tutti?

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
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14 febbraio 2017

Una società nuova, dove ognuno possa vivere i propri desideri

Da questo lungo articolo di Tonino Urgesi, Una società nuova, dove ognuno possa vivere i propri desideri che tratta un tema complesso, abbiamo estrapolato un piccolo pensiero:

"Quando un bambino ha voglia di correre, va in un parco pubblico con i genitori e corre, sale sull’altalena o sui giochi dove ci si arrampica; un bambino con disabilità no, non può, deve aspettare o, meglio, chiedere ai propri genitori: «Mi metti sull’altalena?». Ma che cos’è quell’altalena? Essa rappresenta tutta la voglia di libertà che non può vivere. Ma il genitore, se non è così accorto, non lo intuisce. Vivere la disabilità vuol dire “attesa”. Attesa di cosa? Attesa della volontà e della disponibilità dell’altro, del “non-io”, che abbiamo già incontrato in altri miei precedenti articoli. È quel “non-io” che diventa il “manipolatore” di quel corpo disabile. Il bambino su quell’altalena deve aspettare, deve attendere che il genitore finisca di chiacchierare con il conoscente incontrato al parco pubblico per poter scendere dall’altalena stessa."

Questo pensiero è un ottimo spunto di riflessione riguardo i parchi inclusivi; certo non tutte le disabilità comportano limitazioni così gravi da richiedere l'aiuto per qualsiasi spostamento o azione voglia compiere il bambino, ma proviamo a metterci nei suoi panni per un attimo e pensiamo alle tantissime barriere che incontriamo ogni giorno in ogni luogo pubblico. Spesso chi ha una disabilità motoria è costretto a chiedere aiuto per superare gradini, terreni dissestati, banconi troppo alti, ... Sarebbe facile regalare a tutti i bambini e gli adulti con disabilità un pochino più di autonomia, sarebbe sufficiente progettare pensando a tutti e non solo alle persone che possono camminare, vedere, ...
Dipendere dagli altri per ogni azione, (mamma mi porti fino allo scivolo, mi metti sull'altalena, mi porti sul castello, mi sposti sul prato, ...), non è semplice per chi chiede e neppure per chi aiuta. Pensiamoci quando progettiamo un parco, pensiamo a tutti, evitiamo le barriere, costruiamo percorsi che tutti possano calpestare con facilità, installiamo giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti, cerchiamo di pensare a quando è bello poter giocare da soli :-)
Sicuramente si può fare molto di più per garantire maggiore autonomia a tutti!

Notizia integrale qui: http://www.superando.it/2017/02/09/una-societa-nuova-dove-ognuno-possa-vivere-i-propri-desideri/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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